Questa è la bandiera della Turchia
This is the flag of Turkey.


POPOLAZIONE Popolazione 61 540 000 Densità 79/kmq Popolazione urbana 61% Capitale Ankara, 2 559 471 Gruppi etnici Turchi 80%, Curdi 20% Lingue turco, curdo, arabo Religioni musulmana Speranza di vita 70 anni le donne, 65 gli uomini Alfabetizzazione 81%

TERRITORIO Posizione Europa sudorientale e Asia sudoccidentale Superficie 779 452 kmq Punto più elevato Monte Ararat, 5 137 m Punto più basso a livello del mare

DATI POLITICI Governo repubblica Partiti Partito della Giusta Via, Partito della Madre Patria, Partito Populista Socialdemocratico Diritto di voto universale, dopo i 21 anni Membro di NATO, OCDE, ONU Divisioni amministrative 73 province

ECONOMIA PNL $ 219 000 000 000 Per abitante $ 3 721 Unità monetaria lira turca Rapporti commerciali esportazioni: Germania, Italia, USA; importazioni: Germania, USA, Italia Prodotti esportati acciaio, prodotti chimici, frutta, verdura, tabacco, prodotti della carne Prodotti importati petrolio, macchinari, mezzi di trasporto, metalli, prodotti chimici

Popolazione I Turchi discendono da popoli asiatici che migrarono dalla Russia e dalla Mongolia intorno al X sec. d.C. La popolazione è equamente distribuita in insediamenti urbani e rurali e i Curdi, che rappresentano la minoranza più consistente, vivono nelle regioni montuose del Paese, mentre gli arabi e i bianchi formano le comunità più piccole. La religione prevalente è quella musulmana sunnita. La società turca è caratterizzata dai profondi cambiamenti nella condizione delle donne e dall'influenza dell'islamismo sulla vita quotidiana.

Economia e Territorio L'agricoltura fornisce un'occupazione a più della metà dei lavoratori di questo Paese in via di sviluppo, ma il settore industriale ha fatto progressi notevoli dagli ani '50. I terreni più produttivi si trovano nelle miti regioni costiere, ma grano e orzo vengono coltivati anche nell'arido bassopiano semidesertico. Il governo possiede o controlla la maggior parte delle industrie principali, i trasporti e i servizi pubblici, mentre le fattorie più piccole e alcune industrie manifatturiere sono a conduzione privata. Il clima è mediterraneo lunga la costa, ma il bassopiano interno è caratterizzato da temperature estreme.

Storia e Politica Gli Ittiti, che provenivano dall'Europa o dall'Asia Centrale, cominciarono a migrare nell'area dell'attuale Turchia nel 2000 a.C. circa, seguiti più tardi da Frigi, Greci, Persiani e Romani. Durante le crociate dell'XI e XII sec., i musulmani e i cristiani combatterono nell'area. Nel 1300 circa i Turchi Ottomani iniziarono a gettare le fondamenta di quello che sarebbe diventato un grande impero e che dominò per seicento anni. Mustafa Kemal fondò la Repubblica di Turchia nel 1923, dopo la caduta dell'Impero Ottomano. Nel 1960 il governo turco fu rovesciato dall'esercito che instaurò un governo provvisorio, adottò una nuova costituzione e indisse le prime elezioni democratiche. Negli anni '60 e '70 la disputa con la Grecia per il controllo su Cipro, abitata da una maggioranza greca e da una minoranza turca, si trasformò in scontro armato e i gruppi estremisti commisero atti di terrorismo contro il governo. I generali dell'esercito riassunsero il potere nel 1980 e riportarono l'ordine nel Paese. Un governo civile sostituì quello militare nel 1984 sotto il Primo Ministro Turgut Ozal, che fu rieletto nel 1987. Il movimento separatista curdo ha causato forti tensioni etniche nonostante i tentativi politici e militari per risolvere la questione.

Iraq-Turchia: la ribellione dei Curdi

Prospetto

1826. I Curdi attuano la prima di una serie di rivolte contro la dominazione ottomana.

1920. La disgregazione dell'Impero Ottomano dopo la I Guerra Mondiale riaccende nei Curdi la speranza di un autogoverno e il Trattato di Sèvres cita la possibile creazione di uno stato curdo.

1923. La versione finale del Trattato di Sèvres non contiene alcuna citazione sulla creazione di uno stato curdo e i Curdi rimangono disgregati in vari Paesi.

1932. L'indipendenza dell'Iraq scatena la rivolta dei Turchi, che termina quando gli eserciti inglese e iracheno spingono le armate curde in Turchia.

Dicembre 1945. In Iran viene creato uno stato curdo indipendente, che crolla quando gli Iraniani riprendono possesso del territorio sei mesi dopo.

Febbraio 1963. Dopo un colpo di stato in Iraq, il governo promette ai Curdi una maggiore autonomia, ma le promesse non vengono mantenute.

1974. In Turchia si forma il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK).

11 marzo. Dopo anni di scontri sporadici, l'Iraq concede ai Curdi un'autonomia limitata, ma poco dopo gli accordi vengono violati e la guerriglia si trasforma in guerra; ondate di profughi curdi si riversano in Iran.

1979. Dopo la morte dello Shah, i Curdi fanno pressioni per l'autonomia in Iran e l'Ayatollah Khomeini risponde ordinando al suo esercito di soffocare le rivolte dei Curdi con la forza.

1984. I ribelli curdi, guidati dal PKK, iniziano una lunga e violenta campagna per l'autonomia in Turchia.

Giugno 1989. L'Iraq costringe 100 000 Curdi a trasferirsi nell'Iraq meridionale.

16 gennaio 1991. Una coalizione di alleati attua un'azione offensiva per liberare il Kuwait dall'Iraq.

28 febbraio. Al termine della Guerra del Golfo, i Curdi, incoraggiati dal Presidente americano George Bush, iniziano una violenta rivolta conto l'Iraq. Saddam Hussein risponde con violenza e migliaia di Curdi fuggono in Iran e in Turchia. Le Nazioni Unite organizzano massicci interventi per aiutare i profughi.

21 aprile 1994. I cacciabombardieri americani sparano erroneamente su elicotteri alleati che stavano sorvolando la regione a nord del 36° parallelo in Iraq.

Per 3000 anni i Curdi hanno combattuto per formare uno stato indipendente, ma la possibilità di realizzare il loro progetto rimane molto lontana. Disgregata in una regione chiamata Kurdistan che comprende parte di Iraq, Iran, Turchia, Siria e Armenia, la popolazione curda, un tempo nomade, consta attualmente di 20 milioni di persone. Ma descrivere i Curdi come un popolo il cui solo desiderio è quello di ottenere l'autonomia sarebbe un errore; le fazioni curde sono molte, così come i vari dialetti che parlano. In Iraq i Curdi sono protetti dagli aerei statunitensi e alleati, in Iran lottano contro i fondamentalisti islamici, e in Turchia, dove vive circa metà della popolazione curda, alcuni cercano di cooperare con il governo, altri fomentano la guerra civile.

Se la difficile questione curda non verrà risolta, i Curdi rimarranno vittime dell'oppressione e continueranno a sfogare la loro rabbia in atti di violenza e di terrorismo.

Problemi e Avvenimenti

La Turchia è il Paese in cui la questione curda è più evidente agli occhi del mondo e i 10 milioni di Curdi che vivono nelle province a sudest del Paese sono divisi in numerose fazioni, la più nota delle quali è il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un gruppo estremista i cui metodi terroristici sono stati paragonati a quelli del Sendero Luminoso peruviano. Con lo scopo di destituire il governo democratico turco, il PKK combatte da più di 10 anni; oltre 10 000 persone sono morte e il PKK è stato accusato non solo dell'assassinio dei soldati governativi, ma anche di uomini politici, insegnanti, giornalisti e altri Curdi in disaccordo con l'ideologia del gruppo estremista.

Da parte sua, la Turchia ha avviato una guerra brutale contro il PKK e negli anni '80 ha attuato una violenta campagna per sradicare la cultura curda e integrare la popolazione. Il pericolo più grave di questo conflitto è che si crei una spaccatura ancora più profonda tra i Curdi e il resto della società turca; un segnale della polarizzazione è rappresentato dal fatto che i Turchi accusano il popolo curdo di aver provocato l'inarrestabile guerra.

La situazione dei Curdi che vivono in Iraq si è aggravata in tempi recenti. Negli anni '70 e '80 hanno combattuto, con il sostegno delle truppe iraniane, contro il governo iracheno. Quando la guerra è terminata nel 1988, i Curdi sono divenuti non solo il bersaglio delle ire di Saddam Hussein, ma anche, ormai privi dell'aiuto iraniano, soggetti alla repressione anche in Iran. Centinaia di migliaia di Curdi sono stati costretti a rifugiarsi nelle zone arabe dell'Iraq perché i loro villaggi venivano attaccati con gas velenosi. Di recente alcune fazioni di Curdi iracheni hanno aiutato la Turchia nella sua lotta contro il PKK. Durante la guerra del Golfo i Curdi scatenarono una vera e propria rivoluzione, che Saddam Hussein, al termine del conflitto, soffocò nel sangue. Alcuni sopravvissuti fuggirono dal Paese mentre altri si rifugiarono in enormi campi profughi tra le colline del Kurdistan e solo il divieto dell'ONU di sorvolare la zona impedì agli aerei iracheni di continuare i loro attacchi. Questa terra desolata tra la Turchia, l'Iraq e l'Iran ritornò ad essere il fulcro dell'attenzione mondiale nell'aprile del 1994, quando due elicotteri alleati, che ospitavano 21 civili e ufficiali militari, vennero abbattuti per errore dai cacciabombardieri statunitensi. Da quando l'intervento di protezione ONU è stato messo in atto, i 3 milioni e mezzo di Curdi iracheni hanno costruito ospedali e creato la propria legislatura, senza abbandonare la speranza di formare uno stato autonomo.

Precedenti

Il popolo curdo, che si nominò tale nel 600 d.C., abita tuttora nella regione montana dove è sempre vissuto. I Curdi erano rivali degli antichi Persiani e l'ostilità nei confronti dei loro attuali discendenti continua anche al giorno d'oggi. Sebbene siano spesso divisi da lotte tribali interne, la cultura, le tradizioni e i legami di sangue comuni li hanno mantenuti uniti per secoli, ma anche se la lingua più diffusa è il curdo, la varietà dei dialetti e delle religioni spesso li divide. Sebbene appartengano a varie sette musulmane, i Curdi sono tendenzialmente moderati e le donne non sono recluse o costrette a portare il velo. Nei loro villaggi, la struttura della società è di tipo tradizionale e la loro economia si basa sull'agricoltura e sulla pastorizia. La famiglia è un fattore molto importante nella società curda e i cugini vengono incoraggiati a sposarsi tra di loro per mantenere il controllo su terreni che da secoli appartengono alla stessa famiglia.