Questa
è la bandiera della Germania.POPOLAZIONE Popolazione 80 930 000 Densità 227/kmq Popolazione urbana 85% Capitale Berlino (designata), 3 433 695; Bonn (di fatto), 292 234 Gruppi etnici Tedeschi (Teutonici) 95%, Turchi 2% Lingue tedesco Religioni evangelica e altre protestanti 45%, cattolica romana 37% Speranza di vita 79 anni le donne, 73 gli uomini Alfabetizzazione 99%
TERRITORIO Posizione Europa settentrionale Superficie 356 955 kmq Punto più elevato Zugspitze, 2 962 m Punto più basso lago Freepsum, -2 m
DATI POLITICI Governo repubblica Partiti Unione Cristiano-Democratica, Unione Cristiano-Sociale, Liberal Democratico, Socialdemocratico, altri Diritto di voto universale, dopo i 18 anni Membro di UE, NATO, CSCE, ONU Divisioni amministrative 16 stati
ECONOMIA PNL $ 1 398 000 000 000 Per abitante $ 17 539 Unità monetaria marco Rapporti commerciali esportazioni: Francia, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito; importazioni: Francia, Paesi Bassi, Italia, Belgio Prodotti esportati macchinari, prodotti chimici, veicoli, ferro e acciaio Prodotti importati manufatti, prodotti agricoli, materie prime, combustibile
Popolazione La Germania ha una popolazione omogenea, che parla tedesco, con una piccolissima minoranza turca. Cattolici romani, evangelici e altri protestanti sono i gruppi religiosi più numerosi. I Tedeschi hanno un elevato tasso d'istruzione e vantano una ricca tradizione culturale che li ha portati ad esprimere numerose grandi figure nella musica, nella letteratura, nella filosofia e nella scienza. La Germania ha la popolazione più numerosa tra tutte le nazioni europee, esclusa la Russia.
Economia e Territorio Nonostante i devastanti effetti della II Guerra Mondiale e la sua divisione in due Paesi durata 45 anni, la Germania ha una delle più forti economie del mondo. L'industria è alla base della sua prosperità, con importanti settori come quello minerario, manufattiero, edilizio e dei servizi. Il distretto della Ruhr, che è la regione industriale più importante della Nazione, è situato vicino al Reno nella Germania centroccidentale e include città come Essen e Dortmund. L'agricoltura resta importante nelle regioni centrali e meridionali. Il territorio della Germania varia dalle pianure settentrionali agli altopiani e alle colline centrali, che si innalzano verso le Alpi Bavaresi meridionali.
Storia e Politica Nei tempi antichi tribù germaniche sconfissero gli abitanti celti del territorio corrispondente a parte dell'attuale Germania e stabilirono una roccaforte settentrionale che bloccò l'espansione romana in Gallia. Mentre l'Impero Romano si indeboliva, i popoli germanici invasero il territorio, sconfiggendo il governatore romano della Gallia nel V sec. d.C. I Franchi erano la tribù più forte e, nel IX sec., il territorio da loro dominato, fu ampliato e unito da Carlomagno. L'unità, comunque, non durò e la Germania rimase divisa in tanti stati feudali, ducati e città indipendenti, in guerra tra loro. La Riforma, un movimento guidato dal monaco tedesco Martin Lutero, iniziò nel 1517 e si trasformò in una delle principali congregazioni del cristianesimo. Solo nel 1871 con la nascita del potere prussiano e la crescita del nazionalismo si riunirono infine gli Stati tedeschi, nell'Impero Germanico, grazie al cancelliere prussiano Otto von Bismarck. Il re di Prussia Guglielmo I venne proclamato imperatore. In pochi anni, la Germania divenne la prima potenza militare e industriale d'Europa. Nel 1914, la Germania si alleò con l'Austria; le successive invasioni della Francia e della Russia portarono alla I Guerra Mondiale. Le pesanti riparazioni dei danni di guerra imposte dai vincitori alla Germania portarono all'instabilità e al collasso economico. Promettendo un miglioramento, Adolf Hitler e il suo Partito Nazionalsocialista, o nazista, salirono al potere nel 1933. La ferrea politica nazionalistica di Hitler che includeva un programma di genocidio, per eliminare gli Ebrei e molti altri popoli, e le sue ambizioni di conquistare l'intera Europa portarono alla II Guerra Mondiale. Gli Alleati sconfissero la Germania nel 1945 solo dopo enormi perdite per entrambe le parti in lotta. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, l'Unione Sovietica e la Francia divisero in seguito la Germania in quattro zone di occupazione. Quella orientale, la zona occupata dai Sovietici, divenne un Paese comunista chiamato Repubblica Democratica Tedesca, o Germania Orientale. Le tre rimanenti zone della Germania vennero unite per formare la capitalistica Repubblica Federale di Germania, o Germania Occidentale. Berlino, esclusa dalle zone di occupazione, venne divisa tra l'est e l'ovest. Il Muro di Berlino divenne un simbolo della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Alla fine degli anni '80, l'Unione Sovietica iniziò a perdere potere sulle sue nazioni-satellite e, nel 1989, la popolazione della Germania Orientale iniziò un esodo in massa verso la Germania Occidentale. Nell'ottobre del 1990, la Germania Orientale venne ufficialmente riunificata con la Germania Occidentale. L'entusiasmo per la riunificazione fu seguito da problemi politici e dall'insorgere di forme di violenza a sfondo politico.
Germania: Il costo della riunificazione
Prospetto
1914. La Germania entra nella I Guerra Mondiale.
28 giugno 1919. Il Trattato di Versailles infligge severe restrizioni alla Germania.
1933. Hitler instaura una dittatura totalitaria.
Settembre 1939. La Germania invade la Polonia; inizia la II Guerra Mondiale.
8 maggio 1945. La Germania si arrende; gli Alleati dividono la Germania in zone d'occupazione.
1949. Vengono formalmente istituite la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Orientale) e la Repubblica Federale di Germania (Germania Occidentale).
16 giugno 1953. L'insurrezione degli operai a Berlino Est viene soffocata dai Sovietici.
Agosto 1961. Viene costruito il Muro di Berlino.
8 novembre 1972. Il Trattato di base normalizza le relazioni tra Germania Est e Ovest.
11 marzo 1985. Nell'Unione Sovietica sale al potere Michail Gorbaciov, che annuncia una riforma dell'Europa orientale.
10 settembre 1989. L'Ungheria apre le sue frontiere all'occidente, provocando l'emigrazione dalla Germania Orientale.
7 novembre. Il governo della Germania Orientale si dimette.
9 novembre. Il Muro di Berlino e altre frontiere vengono aperte.
3 ottobre 1990. La fusione tra le due Germanie è completata.
20 giugno 1991. Il parlamento vota per spostare la sede del governo a Berlino.
22 agosto 1992. I neo-nazisti provocano cinque giorni di disordini a Rostock.
27 novembre. Il governo mette in atto misure speciali per sciogliere i gruppi neo-nazisti.
29 maggio 1993. Cinque turchi vengono uccisi in un attentato incendiario.
Giugno 1994. Liste di ex comunisti vincono le elezioni locali nella ex Germania Orientale.
Il 9 novembre 1989 fu un giorno di sfrenata festa in Germania e grande riconciliazione in tutto il mondo. Si è detto più volte che l'era segnata dalla II Guerra Mondiale sia finita in questo giorno, quando il più odiato e tangibile simbolo della guerra fredda - il Muro di Berlino - venne finalmente abbattuto. Nei giorni immediatamente seguenti l'apertura delle frontiere tra le due Germanie, centinaia di migliaia di Tedeschi si riversarono attraverso la frontiera e si riunirono per una celebrazione gioiosa.
I Tedeschi profusero grandi sforzi sulla strada dell'unificazione, e meno di un anno più tardi la fusione tra le due Germanie fu completata. Mentre la gioia si affievoliva, i Tedeschi si trovarono a dover affrontare molte, profonde e gravi conseguenze dell'unificazione, sia economiche che psicologiche.
Problemi e Avvenimenti
Gli eventi nella Germania Orientale precipitarono nell'agosto del 1989, quando molti Tedeschi orientali, passati in Ungheria (che aveva allentato i controlli alle frontiere con l'Austria), incominciarono a fuggire verso la Germania Occidentale. Entro novembre, più di 300000 persone erano fuggite illegalmente nella Germania occidentale e altre 200 000 avevano attraversato la frontiera legalmente. Spinto dalle crescenti emigrazioni e dalle aumentate dimostrazioni di piazza, il governo comunista venne obbligato a dimettersi e a rinunciare al suo potere nella Germania Orientale.
Quando avvenne l'effettiva fusione, il 3 ottobre del 1990, la reazione fu quasi di freddezza se paragonata all'euforia che aveva accompagnato la distruzione del Muro di Berlino. La nuova Germania ha, ora, la più vasta popolazione e la più forte economia d'Europa e diventerà sicuramente protagonista sempre più importante sul palcoscenico politico ed economico del mondo.
Nonostante il suo enorme potenziale, la Germania di oggi sta vivendo alcuni problemi di ordine interno. La maggior parte considera causa delle agitazioni popolari le cattive condizioni economiche e l'inaspettato alto costo dell'unificazione. La Germania ha dovuto affrontare il suo primo deficit commerciale in dieci anni e il Paese si trova a dover affrontare aumenti delle tasse e di inflazione. Il governo tedesco sta spendendo un quarto del suo bilancio interno totale per ricostruire le infrastrutture in disfacimento, compensare disoccupazione e convertire le istituzioni finanziarie nelle aree dell'ex Germania Orientale. I sindacati hanno indetto i loro primi scioperi da vent'anni e la disoccupazione nel 1993 è stata dell'8,1% nel settore occidentale e del 15,4% in quello orientale. L'economia occidentale è entrata nella sua peggiore recessione dalla II Guerra mondiale, contraendosi dell'1,9%.
Gli ex Tedeschi orientali hanno sofferto maggiormente della riunificazione. La diffusa disoccupazione è resa peggiore dall'inflazione in aumento. Un segno di speranza è che mentre l'economia totale è in ribasso, l'economia della Germania Orientale è cresciuta del 6,3% nel 1992. Le paghe, ancora basse rispetto agli standard occidentali, stanno a poco a poco raggiungendo livelli accettabili. Ma i problemi restano numerosi. Il risentimento, da entrambe le parti, ha portato al pregiudizio. I Tedeschi occidentali sono accusati di arroganza e avidità, mentre gli orientali sono ritenuti pigri e ingenui. Nel giugno del 1994, i Tedeschi orientali mostrarono la loro insoddisfazione per le loro condizioni, eleggendo numerosi ex comunisti nelle elezioni locali. Ciò sorprese i politici occidentali e li portò a temere che molte delle persone scacciate dagli incarichi durante la riunificazione potessero tornare.
Crescente frustrazione e disoccupazione hanno portato nell'est alla più alta percentuale di violenza razziale dal periodo nazista. La maggior parte degli attacchi sono fatti dagli skinheads neo-nazisti contro Vietnamiti, Turchi, Africani e immigrati dell'Europa orientale e altri che cercano asilo politico grazie alle leggi di libero asilo della Germania. Disordini, attentati dinamitardi e pestaggi si allargarono alle città tedesche orientali, dove i problemi economici contribuivano a esacerbare gli animi. Sebbene il governo avesse preso numerose misure tese a ridurre la violenza, gli attacchi sono continuati facendo tornare alla memoria il temibile passato della Germania. Il 24 marzo 1994, la sinagoga di Lubecca venne distrutta da un attentato incendiario, proprio pochi giorni prima che fosse riaperta per la prima volta dal 1938.
Tra le misure del governo per stroncare gli attacchi xenofobi vi sono: le messe al bando dei gruppi neo-nazisti, la formazione di speciali unità delle forze di polizia per trattare i crimini xenofobi, l'assegnazione di maggiori pene a coloro che sono accusati di tali crimini e la stesura di una legge per modificare le leggi sul libero asilo della Germania. Sono stati diffusi programmi di pubblica istruzione, tenuti da politici, membri delle varie congregazioni religiose, personaggi dello sport e uomini d'affari, per aiutare a cambiare l'atteggiamento della popolazione. Ci sono segnali che questi sforzi ottengano risultati positivi. Dopo aver raggiunto un crescendo nel 1992, quando ci furono più di 17 omicidi e 2 200 attacchi razzisti, il 1993 ha visto un leggero calo a 1 800 attacchi. Molti Tedeschi hanno risposto alla violenza con raduni e marce di protesta contro il razzismo.
Precedenti
La Germania non fu un Paese unito fino al 1871, quando gli stati tedeschi in guerra tra loro furono uniti per formare l'Impero Tedesco. Con il 1890, la Germania era diventata la più avanzata potenza industriale d'Europa.
Nel 1914 la Germania si alleò con l'Austria contro le rivali Francia e Gran Bretagna nella I Guerra Mondiale. Le forze tedesche trascinarono Francia, Russia e altre Nazioni in una guerra che alla fine lasciò dietro di sé 8 milioni di morti.
Dopo la sconfitta della Germania, ci fu un tentativo per instaurare un governo democratico, ma il Paese andò incontro ad una grave crisi economica e a instabilità politica, dovute in parte al Trattato di Versailles. Il trattato, firmato nel 1919, obbligò la Germania a rinunciare alle sue colonie africane, a perdere una parte notevole del suo territorio, a disarmare il suo esercito, a pagare tutti i danni di guerra provocati in tutta Europa e ad ammettere la colpa tedesca di aver iniziato la guerra.
La maggior parte degli storici è d'accordo nel ritenere che i termini imposti dal Trattato di Versailles furono responsabili dell'aver provocato le condizioni che portarono alla salita al potere di Adolf Hitler. La Germania con l'avvento del dittatore si risollevò economicamente e produsse un notevole sforzo nell'industria bellica, teso a sfociare in un acceso nazionalismo.
I progetti di Hitler, di conquistare l'Europa, iniziarono con l'annessione dell'Austria nel marzo 1938. Dopo essersi annessa la Cecoslovacchia, la Germania invase la Polonia nel settembre 1939. Due giorni più tardi Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra, e iniziò la II Guerra Mondiale. Ancora una volta la Germania invase la Francia e l'Unione Sovietica e fu sconfitta ma a costo di enormi perdite da entrambe le parti.
Dopo la guerra, la Germania venne divisa in quattro zone, ognuna delle quali venne occupata da una diversa Nazione alleata vincitrice. La zona russa, che includeva Berlino est, infine divenne la Repubblica Democratica Tedesca (Germania dell'Est). I Sovietici vi instaurarono un governo comunista. Nel frattempo le zone sotto il controllo americano, britannico e francese vennero unite per formare la Repubblica Federale Tedesca, governata da una democrazia di stile occidentale. La conseguente Guerra Fredda, che iniziò subito dopo la II Guerra Mondiale, provocò la rottura delle relazioni tra le due Germanie.
Il 16 giugno 1953, migliaia di operai tedeschi orientali scesero in piazza per protestare contro il deterioramento delle condizioni di lavoro ed economiche. I Sovietici si mossero rapidamente per sedare la ribellione, uccidendo 500 persone. I Tedeschi orientali insoddisfatti iniziarono a fuggire verso la Germania occidentale. Entro il 1961 più di 2 000 persone al giorno fuggirono a Berlino Ovest e il numero totale calcolato di immigranti si avvicinò ai 2 milioni. Nel tentativo di arginare la marea, nell'agosto del 1961 si iniziò la costruzione del Muro di Berlino. Il Muro divenne l'odiato simbolo della Guerra Fredda e quasi 200 Tedeschi orientali vennero uccisi mentre tentavano di superare la quasi insuperabile barriera. I rapporti tra i due Paesi furono inesistenti fino al 1972, quando venne firmato un trattato per normalizzarli.