Francia Parigi, Marsiglia, Lione, Tolosa, Nizza, Strasburgo, Nantes, Bordeaux, Le Havre.
Francia
In fr. France, ufficialmente Repubblica Francese, in fr. République Française, Stato dell'Europa occidentale, limitato a ovest dal mare del Nord, dalla Manica e dall'Oceano Atlantico; a sud dai Pirenei e dal mar Mediterraneo e a est dalle Alpi, dal Giura e dal fiume Reno, mentre a nord è separato dalla Germania, dal granducato del Lussemburgo e dal Belgio da una linea di confine che non corrisponde a ostacoli naturali. La superficie della F. è di 543.965 km² e la sua popolazione di 56.615.155 ab.  Cap. Parigi. Città principali: Marsiglia, Lione, Tolosa, Nizza, Strasburgo, Nantes, Bordeaux, Le Havre.
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Geografia
Il carattere predominante del suolo della F. è la sua varietà, determinata dalla natura e dalla disposizione dei rilievi montuosi. I rilievi ercinici che sussistono in F., la Bretagna, gran parte del Massiccio Centrale, i Vosgi, le Ardenne e alcuni elementi delle Alpi e dei Pirenei, non sono che frammenti di un più vasto insieme. Alcuni tratti di queste vecchie catene sono sepolti sotto enormi masse sedimentarie nei grandi bacini: il bacino di Parigi, il bacino d'Aquitania, le pianure del Rodano e della Saona e la pianura alsaziana. Alpi, Pirenei e Giura si formarono nell'epoca terziaria; attaccati in seguito da tutte le forze di erosione, questi rilievi acquisirono lentamente le loro forme attuali. Sorsero alti e possenti massicci montuosi, come quello che si estende dal Monte Bianco al Pelvoux; talvolta lunghi solchi, come quello che corre dietro i Bauges, la Chartreuse e il Vercors, che si chiama il Solco Alpino. La F. non conosce né il grande freddo dei paesi dell'Europa settentrionale e orientale, né il calore eccessivo che talvolta si registra nelle penisole mediterranee; la piovosità è quasi ovunque ben distribuita. Tuttavia, larghi settori climatici si delineano sul suolo francese. Le zone vicine al Mediterraneo beneficiano di temperature medie miti durante l'inverno; in estate, il termometro sale talvolta fino a più di 35 °C. Il settore occidentale della F. appartiene al clima atlantico. A est della Bretagna si abbandona il clima delle regioni prossime all'Atlantico e alla Manica: le piogge divengono meno abbondanti. Nella Lorena, il clima acquista i rigori dell'Europa centrale. La rete idrografica francese è complessa; i maggiori fiumi a cui tributano i corsi d'acqua della F. sono: la Senna, il Reno, il Rodano, la Garonna e la Loira. La F. presenta una ridotta densità di popolazione rispetto al resto dell'Europa con 106 ab. per km². Ha campagne scarsamente popolate; vi sono grosse concentrazioni umane come nel nord, la valle della Senna o il corridoio del Rodano e, naturalmente, l'agglomerato parigino, ma sono rare. La lingua nazionale è il francese. In alcune aree vengono altresì parlati il bretone, il fiammingo, il catalano, il basco, il tedesco, il corso e il provenzale. La maggioranza della popolazione francese appartiene alla Chiesa cattolica (76%), ma vi sono minoranze protestanti, musulmane, calviniste. La F. è la quarta potenza economica mondiale dopo Stati Uniti, Giappone e Germania. La modernizzazione agricola ha permesso alla F. di divenire il primo paese agricolo dell'Unione Europea e il secondo esportatore mondiale dopo gli USA. La produzione agricola è caratterizzata da frumento, orzo e mais; seguono frutticoltura, orticoltura, viticoltura, patate, barbabietola da zucchero, colza, girasole, tabacco e lino. Importante il patrimonio zootecnico: bovini di razza pregiata, ovini, suini, caprini. La F. è un grosso produttore di latte, burro, formaggi; è anche uno dei maggiori produttori di legname. Figura tra le maggiori potenze industriali del mondo. Fra le industrie di base la siderurgia occupa un posto importante insieme all'industria chimica. Fra le industrie produttrici di beni strumentali e di consumo la più importante è quella metallurgica; seguono le industrie aeronautiche, automobilistiche, tessili, agroalimentari, del vetro e della ceramica, della carta, della gomma e farmaceutiche. Un cenno a parte meritano alcune produzioni di lusso come profumi, porcellane e articoli di moda. Il turismo occupa un posto importante nell'economia francese. Parigi è una delle città più visitate del mondo. Molto frequentato è anche il litorale mediterraneo (Costa Azzurra, Costa della Linguadoca), quello atlantico (soprattutto le coste della Bretagna, della Vandea e della regione basca), le Alpi della Savoia e i castelli della Loira, Lourdes, uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati dal mondo cattolico..
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Storia
Per la storia antica, Gallia e Celti; Franchi, Carolingi, Merovingi. Dopo le grandi invasioni barbariche, la Gallia fu occupata dai Franchi, che vi costituirono un potente regno con Clodoveo (481-511) e la dinastia merovingica. Pipino il Breve depose l'ultimo re merovingio e si fece consacrare re dei Franchi (751), gettando le basi del Regno carolingio, organizzato ed esteso a tutto l'Occidente dal figlio Carlo Magno (768-814). La consacrazione di Carlo Magno a imperatore per mano del pontefice (Roma, Natale 800) segnò l'inizio del Sacro romano impero. Col trattato di Verdun (843) gli eredi di suo figlio, Ludovico il Pio, si divisero l'impero. Nel IX sec. vi fu una ripresa delle invasioni barbariche: Ungari, Saraceni e soprattutto Normanni. Alla dinastia carolingia seguì quella capetingia che si affermò nel XIII sec. con Filippo II Augusto (1180-1223), Luigi IX (1126-1270), Filippo IV il Bello (1285-1314). Il rafforzamento della monarchia parve minacciato quando la morte senza eredi maschi dei tre figli di Filippo il Bello pose il problema della successione. Ma con la guerra dei Cent'anni (1328-1453) contro gli Inglesi, la dinastia dei Valois riuscì a conseguire l'unità nazionale. Carlo VIII (1483-1498) fece valere i diritti ereditati dalla casa d'Angiò su Napoli. Luigi XII (1498-1515) accampò le pretese degli Orléans su Milano, ed entrò in conflitto con gli Svizzeri, con gli Spagnoli e col pontefice. Con la vittoria di Francesco I (1515-1547), la F. conservò il Milanese e lasciò Napoli agli Spagnoli. Nel 1520 iniziò il conflitto tra Francesco I e il re di Spagna Carlo V, che si concluse con il trattato di Cateau-Cambrèsis (1559), in base ai quali la F. conservò Calais, Metz, Toul e Verdun. Le guerre di religione contro i protestanti (1553-1598) terminarono grazie all'intervento di Enrico IV di Borbone (1589-1610). L'ascesa al trono di Luigi XIII (1610-1643) e Luigi XIV (1643-1661) segnarono il trionfo dell'assolutismo. Assolutista all'interno, Luigi XIV fu imperialista all'estero: conquistò Fiandra, Alsazia, e Franca Contea; partecipò alla guerra dei Trent'anni (1618-1648). La fine del regno di Luigi XIV fu travagliata da carestie e da sommosse: il paese era esausto. Il regno di Luigi XV (1715-1774) e quello di Luigi XVI (1774-1789) segnarono la crisi dell'assolutismo. Nel 1789 ebbe inizio la Rivoluzione francese; furono inaugurati gli Stati Generali (5 maggio 1789) e l'Assemblea nazionale costituente (1789-1791); nel 1793 venne proclamata la Repubblica; seguì il periodo del Terrore (1793-1794); nel 1795 fu costituito il Direttorio; nel 1789 Napoleone promosse il colpo di Stato. Il 2 dicembre 1804 Napoleone fu consacrato imperatore dei Francesi. Frattanto, all'inizio del 1804, era ripresa la guerra contro l'Inghilterra, destinata a durare ininterrottamente (intrecciandosi alle varie coalizioni antifrancesi e alle campagne napoleoniche) fino al 1814. La F. fu invasa (gennaio 1814), e Napoleone abdicò, ritirandosi nell'isola d'Elba. Napoleone in seguito riprese il potere, suscitando una nuova coalizione che mise fine ai Cento giorni con la vittoria di Waterloo (18 giugno 1815). In seguito a un'insurrezione (1848) venne proclamata la Repubblica (febbraio 1848 - dicembre 1851). Alla presidenza fu eletto Luigi Napoleone Bonaparte, che con il colpo di Stato del 2 dicembre 1851 diede inizio al Secondo impero (1852-1870). Proclamato imperatore nel 1852, Napoleone III tentò di instaurare un potere paternalistico. In politica estera, la campagna di Crimea (1854-1856) e il successivo congresso di Parigi diedero alla F. una posizione preponderante in Europa. Ma con la dichiarazione di guerra del 1870 la F. si trovò da sola e impreparata, contro la Prussia e l'intera Germania. Il disastro di Sedan segnò la fine del Secondo impero (4 settembre 1870). Dopo che la rivolta della Comune di Parigi (18 marzo 1871) fu schiacciata, venne proclamata la III Repubblica (1871-1918). La prima guerra mondiale (1914-1918), a cui prese parte anche la F., si concluse con il trattato di pace (1919) firmato a Versailles che le restituì l'Alsazia-Lorena. Negli anni '30 la depressione economica provocò gravi sconvolgimenti nella struttura politico-sociale del paese. I tre maggiori partiti di sinistra si unirono nel Fronte popolare, capeggiato da Leon Blum, che uscì vittorioso dalle elezioni del maggio 1936. Tuttavia il Fronte si dissolse nel 1938. L'invasione tedesca della Polonia (1° settembre 1939) costrinse la F. e l'Inghilterra a dichiarare guerra alla Germania (3 settembre 1939). Il 6 giugno 1944 lo sbarco alleato in Normandia avviò la liberazione. Nel 1946 nacque la IV Repubblica. Avviato il processo di decolonizzazione, la F. riconobbe nel 1956 l'indipendenza della Tunisia e del Marocco; nel 1956 fu accordata una larga autonomia al Madagascar e ai territori dell'Africa Occidentale e dell'Africa Equatoriale francese.
In Algeria, nel 1954 il Fronte di liberazione nazionale algerino (FLN) scatenò l'insurrezione. Dinanzi al pericolo di una guerra civile, il parlamento francese accettò la candidatura del generale De Gaulle, che diede inizio alla V Repubblica. Nel 1962 fu riconosciuta l'indipendenza dell'Algeria. De Gaulle fronteggiò con successo la crisi interna del maggio 1968, ma nel 1969 annunciò le sue dimissioni; G. Pompidou venne eletto presidente. Nel 1974 la presidenza passò a Giscard d'Estaing. Le elezioni presidenziali del maggio 1981 sancirono la vittoria del leader socialista F. Mitterrand. Le elezioni del 1986 decretarono il successo dell'opposizione con il governo del gollista Jacques Chirac. Con le elezioni del 1988 Mitterrand è stato confermato alla presidenza ma diversi eventi hanno indebolito il PS portando a una netta affermazione del centro-destra, che con le elezioni del 1993 ha portato al governo il gollista Edouard Balladur. Le presidenziali del 1995 hanno registrato la vittoria del centro-destra e J. Chirac ha sostituito Mitterrand (morto lo stesso anno) alla presidenza. All'indomani della vittoria elettorale del 7 maggio 1995, Chirac si è trovato costretto a fronteggiare gravi problemi, relativi alla sicurezza nazionale e internazionale della Francia, che hanno messo in discussione la sua immagine politica: gli attentati terroristici islamici che hanno insanguinato la città di Parigi a più riprese nell'arco dell'estate e la decisione dello stesso presidente di riprendere gli esperimenti nucleari nella Polinesia francese (Oceano Pacifico). In particolar modo, la posizione assunta dalla Francia in merito a quest'ultimo problema ha sollevato una dura condanna da parte della comunità internazionale e soprattutto dell'Australia, per i possibili danni provocati all'ambiente dalla radioattività. Alla fine del 1995 Chirac ha dovuto annunciare ufficialmente che gli esperimenti sarebbero cessati con l'inizio del 1996. Il presidente Chirac ha comunque mantenuto saldamente il potere, godendo in Francia del favore popolare e ricoprendo in Europa, insieme al cancelliere tedesco Helmut Kohl, un ruolo decisivo nel contesto dell'Unione Europea. Il 12 novembre 1996 la Francia, la Germania, la Gran Bretagna e l'Italia hanno costituito l'Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in materia di Armamenti (OCCAR), con sede a Bonn. La F. è una Repubblica retta dalla Costituzione del 4 ottobre 1958 con estesi poteri al presidente. Sul piano amministrativo la F. comprende 96 dipartimenti nel territorio metropolitano raggruppati in 22 regioni, i dipartimenti e i territori d'oltremare, le collettività territoriali (St. Pierre e Miquelon, Mayott e Territori australi e antartici).

Letteratura
Le prime opere poetiche originali sono le canzoni di gesta, risalenti ai secc. XI-XII (La Chanson de Roland), che si affiancano alle opere poetiche dei trovatori con temi prevalentemente amorosi. Lo spirito borghese e popolare si rispecchia nel Roman de Renart, scritto fra il 1776 e il 1250, mentre la cultura clericale produce Le Roman de la Rose. Nei secc. XV e XVI tra le figure più importanti si ricordano F. Villon con la sua poesia angosciosamente realistica, F. Rabelais (Gargantua e Pantagruel), J. du Bellay, attento alla purezza della lingua, e P. Ronsard con la sua grazia elegante. Dopo il 1630 si delinea un contrasto tra Classicismo e Barocco che si compone nel teatro di P. Corneille. Sotto il regno di Luigi XIV trionfa il Classicismo con le commedie di Molière e le tragedie di J. Racine. L'epoca dei «lumi» vede l'impegno degli scrittori a informare il pubblico sui grandi problemi della società (Montesquieu, Voltaire), desiderio che si concretizza nella redazione dell'Enciclopedia. Dopo il crollo degli appassionati ideali dell'Illuminismo, una certa sensibilità affiora nell'opera di J.J. Rousseau per poi esprimersi apertamente in Chateaubriand, A. de Lamartine, V. Hugo. La metà dell'Ottocento è dominato dal Realismo, che emerge grazie ai romanzieri Stendhal, de Balzac e più tardi di Flaubert, per poi lasciare il posto al Naturalismo, che, sotto l'influsso della dottrina positivistica, propone un'immagine più cruda e amara della società (E. Zola, G. de Maupassant). La poesia si fa interprete del distacco doloroso tra l'individuo e il mondo; il sentimento di angoscia impregna l'opera di C. Baudelaire (formalmente perfetta) e poi dei simbolisti Verlaine, Rimbaud e Mallarmé, che aprono la strada alla poesia moderna. Il Novecento, dopo gli esperimenti del Dadaismo e del Surrealismo, vede in Proust, Sartre, Camus acuti testimoni della disarmonica condizione esistenziale dell'uomo moderno.

Arte
Lo stile più rappresentativo dell'arte francese è il gotico che trova nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi la sua maggiore realizzazione. I secc. XVII e il XVIII rappresentano il periodo classico dell'arte francese, svoltosi proprio quando la maggior parte dell'Europa era ormai inondata dalle forme barocche. Col regno di Luigi XIV l'arte francese si identifica con l'arte di Versailles, caratterizzata dalla ricchezza e dal fasto. Nel periodo della Reggenza, l'arte cambia indirizzo: alla magnificenza si preferisce la grazia, alla linea diritta il gioco delle linee curve. È il periodo del rococò che in Francia peraltro presenta caratteri più armoniosi che in altri paesi d'Europa. Ricco di innovazioni l'Ottocento, soprattutto in campo pittorico (il dinamismo cromatico di Delacroix, l'Impressionismo con Monet e Renoir, il Puntinismo con Seurat e il Simbolismo), e in campo architettonico la celeberrima Tour Eiffel (1889). Il Novecento si apre con il Cubismo (Braque) e il Fauvisme (Matisse) e, passando attraverso il Surrealismo, sfocia nell'arte astratta del primo dopoguerra.