Questa è la bandiera della Slovenia
This is the flag of Slovenia.


POPOLAZIONE Popolazione 1 986 000 Densità 98/kmq Popolazione urbana 49% Capitale Ljubljana, 233 200 Gruppi etnici Sloveni 91%, Croati 3%, Serbi 2%, Musulmani 1% Lingue sloveno, serbo-croato Religioni cattolica romana 96%, musulmana 1% Speranza di vita 78 anni le donne, 70 gli uomini Alfabetizzazione 99%

TERRITORIO Posizione Europa dell'Est Superficie 20 253 kmq Punto più elevato Triglav, 2 864 m Punto più basso a livello del mare

DATI POLITICI Governo repubblica Partiti Democristiani, Liberaldemocratici, Verdi, Lista Unita, Socialdemocratici, Socialisti Diritto di voto universale, dopo i 18 anni, dopo i 16 se lavoratori Membro di ONU Divisioni amministrative 60 province

ECONOMIA PNL $ 21 000 000 000 Per abitante $ 10 558 Unità monetaria tallero Rapporti commerciali esportazioni: ex Repubbliche iugoslave, Austria, Italia; importazioni: ex Repubbliche iugoslave, Germania, Prodotti esportati macchinari, mezzi di trasporto, prodotti finiti, sostanze chimiche, generi alimentari Prodotti importati macchinari, mezzi di trasporto, prodotti finiti, sostanze chimiche

Popolazione Gli Sloveni sono riusciti a conservare la propria lingua e le tradizioni locali resistendo a secoli di inesorabili pressioni germaniche. La maggior parte della popolazione è di fede cattolica romana e la religione rappresenta un elemento fondamentale per l'identità nazionale. Il Paese ospita anche minoranze di croati e di serbi.

Economia e Territorio Il settore industriale dell'economia slovena si è sviluppato notevolmente fin dalla metà del XIX sec., fornendo lavoro alla maggioranza della popolazione; già prima di raggiungere l'indipendenza, nel 1991, il Paese era il più prospero delle repubbliche iugoslave. Anche l'agricoltura è un'attività fondamentale per il Paese e i prodotti principali sono patate, luppolo, canapa e lino; l'industria casearia è molto sviluppata e sia il legname che il carbone abbondano.

Storia e Politica Fino al 1990, la Slovenia non era mai stata una nazione indipendente; gli antenati dei moderni Sloveni arrivarono nella regione intorno al V sec. d.C. e nell'VIII sec. vennero conquistati dai Franchi e convertiti al cattolicesimo dall'imperatore Carlo Magno. Gli Sloveni rimasero sotto il dominio dei feudatari tedeschi finché, verso la fine del XII sec., gli Asburgo austroungarici ottennero il controllo della regione. Gli Asburgo dominarono il Paese per settecento anni respingendo gli occasionali attacchi turchi, e tentarono invano di imporre il tedesco come lingua ufficiale. La Slovenia entrò a far parte della Iugoslavia nel 1918 ma durante la II Guerra Mondiale il territorio venne spartito tra Germania, Italia e Ungheria. Ancora una volta i tedeschi tentarono di cancellare la cultura locale uccidendo gli Sloveni nei campi di concentramento oppure obbligandoli ad emigrare in altre zone della Iugoslavia. La Slovenia raggiunse una certa autonomia quando la Iugoslavia divenne una repubblica federale comunista in seguito alla guerra. Durante l'epoca comunista, la maggior parte degli Sloveni mal sopportava il fatto di dover sostenere la Serbia e altre repubbliche iugoslave più povere; evitando manifestazioni o rivolte popolari, la nazione si mosse lentamente verso una separazione pacifica dal resto della Iugoslavia. Nel giugno 1991 la Slovenia e la vicina Croazia dichiararono l'indipendenza dalla Iugoslavia, ma poco dopo l'esercito iugoslavo tentò inutilmente di ostacolare la decisione del popolo prima di far uscire le proprie truppe dal Paese. La Slovenia venne riconosciuta internazionalmente nel gennaio 1992.