Questa
è la bandiera della Repubblica Popolare Cinese
POPOLAZIONE Popolazione 1 184 060 000 Densità 124/kmq Popolazione urbana 26% Capitale Pechino (Beijing), 6 710 000 Gruppi etnici Han Cinesi 93%, Zhuang, Uygur, Hui, Yi, Tibetani, Miao, Manciù, altri Lingue dialetti cinesi Religioni taoista, buddista e musulmana 3% Speranza di vita 73 anni le donne, 69 gli uomini Alfabetizzazione 73%
TERRITORIO Posizione Asia orientale Superficie 9 556 100 kmq Punto più alto M. Everest, 8 846 m Punto più basso depressione del Turfan, -154 m Le suddette informazioni escludono TaiwanPopolazione La Cina è la Nazione più popolata del mondo. La sua popolazione è concentrata nella parte orientale del Paese e il gruppo maggiore è rappresentato dagli Han cinesi. Le popolazioni Zhuang, Hui, Yi, Miao, Manciù e Tibetane compongono le minoranze. Si parlano molte lingue cinesi ma la lingua nazionale è il cinese standard moderno, o mandarino, basato su un dialetto del settentrione. A seguito della Rivoluzione Comunista del 1949, l'attività religiosa è stata scoraggiata, ma ora è in aumento e le religioni includono il taoismo e il buddismo, come pure l'islamismo e il cristianesimo. La popolazione della Cina ha superato 1,1 miliardi e programmi di pianificazione famigliare sono stati effettuati per controllare l'aumento della popolazione. Con una civiltà storica che risale a oltre 3 500 anni, la Cina ha contribuito molto alla cultura mondiale.
DATI POLITICI Governo repubblica socialista Partiti Comunista Diritto di voto universale, dopo i 18 anni Membro di ONU Divisioni amministrative 22 province, 5 regioni autonome, 3 municipalità
Economia e Territorio Il progresso economico risale al 1949, quando la nuova Repubblica Popolare Cinese dovette affrontare una popolazione affamata, distrutta dalla guerra e senza lavoro ma, nonostante ciò, nel 1993, l'economia cinese era la terza maggiore economia del mondo. L'industria è in espansione ma l'agricoltura continua a essere la maggiore attività. Le risorse naturali includono carbone, petrolio, gas naturale e minerali, molti dei quali ancora da sfruttare. Un attuale piano economico si focalizza sulla crescita dell'agricoltura, dell'industria, della scienza e della tecnologia e della difesa nazionale. Il territorio della Cina è vario: per due terzi consiste di terre montagnose o semiaride, con pianure fertili e delta dei fiumi a est. Il clima è caratterizzato da estati calde e umide, mentre gli inverni sono secchi e spesso freddi.
ECONOMIA PNL $ 413 000 000 000 Per abitante $ 377 Unità monetaria yuan Rapporti commerciali Hong Kong, Giappone, USA Prodotti esportati tessili, tessuti, parti per telecomunicazioni e registrazione, petrolio grezzo Prodotti importati macchinari, prodotti chimici, manufatti, acciaio, filati tessili, fertilizzanti
Cina: La crescita economica supera la Riforma
Prospetto
1949. Dopo quattro anni di guerra civile viene fondata la Repubblica Popolare Cinese.
1950. Viene adottata la legge per la riforma agraria.
1956. Mao Zedong inizia la campagna dei "cento fiori".
1958. Mao Zedong inaugura il Grande Balzo in Avanti.
1966. Inizia la Rivoluzione Culturale.
1976. Mao Zedong muore.
1978. Deng Xiaoping annuncia riforme economiche.
Dicembre 1986. I tumulti degli studenti portano alla caduta di Hu Yaobang, capo del partito comunista.
15 aprile 1989. La morte di Hu Yaobang provoca nuove proteste degli studenti.
27 aprile. Circa 150 000 studenti si riuniscono nella piazza Tienanmen di Pechino.
20 maggio. Viene imposta la legge marziale.
22 maggio. In milioni si riuniscono per fermare i convogli militari.
4 giugno. L'esercito cinese apre il fuoco sui dimostranti.
1992. La crescita economica cinese tocca il 10%.
Giugno 1993. Gravi disordini si verificano nella provincia di Sichuan, nella Cina centrale.
26 maggio 1994. Gli Stati Uniti rinnovano il trattato commerciale con la Cina.
In seguito all'inizio delle riforme economiche, che portarono ai disordini di Pechino del 1989, molti predissero che la Cina avrebbe ritenuto il suo progetto un fallimento e sarebbe ritornata al socialismo. Anche se le agitazioni segnarono la fine della riforma politica in Cina, segnarono anche l'inizio di una accelerata transizione dal socialismo al capitalismo. Le fattorie di Stato vennero abolite, nuovi affari e cooperazioni fiorirono ovunque e la Cina aprì le sue porte a investimenti e commerci con l'estero. Con una crescita che supera il dieci per cento annuo, l'economia cinese in rapida espansione minaccia di sopraffare gli sforzi di controllo del governo. Sebbene la leadership di Pechino resista alla pressione straniera per migliorare i diritti umani, le nuove ricchezze della Nazione stanno rendendo l'atteggiamento della popolazione sempre più indipendente. Comunque, la ricchezza della Cina non è ugualmente distribuita, con le città sulla costa che ne traggono profitto, mentre le aree rurali interne rimangono povere. Questa disparità di benessere potrebbe essere motivo di future lotte interne.
Problemi e Avvenimenti
Le riforme economiche sono state poste in atto dal 1978 quando Deng Xiaoping lanciò un nuovo programma per modernizzare e espandere l'economia cinese. Il nuovo programma rappresentava un allontanamento dal conservatorismo dogmatico degli anni '60 e '70. Per la prima volta veniva enfatizzata la produttività sulla politica. Ai lavoratori vennero offerti incentivi finanziari per aumentare la produzione e venne incoraggiato l'individualismo. Gli intellettuali vennero reinseriti nella loro posizione pre-rivoluzionaria.
I capi cinesi negarono prontamente che ciò rappresentasse un ritorno al capitalismo, chiamandolo un piano per "costruire un socialismo con caratteristiche cinesi". Essi tentarono di sviluppare un programma pragmatico e unico che sintetizzasse i benefici del capitalismo nella loro struttura socialista, senza doverne soffrire gli svantaggi.
Dal 1986, gli effetti negativi della riforma iniziarono a preoccupare. Limitati interventi governativi fecero crescere il debito pubblico, salire l'inflazione e aumentò la corruzione negli affari. Il Paese registrò un deficit economico di 20 milioni di dollari alla fine del 1986. Molte persone non si sentirono capaci di prendere quel genere di decisioni che si aspettava da loro dopo anni di sola programmazione di gruppo.
Il programma di riforma fece aumentare i tumulti degli studenti. La prima parte delle dimostrazioni studentesche per ottenere una maggiore democrazia e libertà di stampa iniziò nel dicembre del 1986 nella città di Hefel e rapidamente si diffuse a Shanghai e a Pechino. Hu Yaobang, allora capo del partito comunista, espresse simpatia per gli studenti e, di conseguenza, venne sostituito da Zhan Ziyang.
Nuove crisi per la democrazia e la fine della corruzione iniziarono nell'aprile del 1989, in seguito alla morte di Hu Yaobang. La Piazza Tienanmen divenne il punto di raduno degli studenti dell'Università di Pechino, dove si concentravano le proteste. Le marce e le dimostrazioni studentesche continuarono e un migliaio di studenti fece per giorni lo sciopero della fame, prima dell'arrivo del capo riformista dell'Unione Sovietica, Michail Gorbaciov. Durante la visita di Gorbaciov, le folle che chiedevano la riforma crebbero fino a raggiungere un milione di persone. Nel volgere di poche settimane, il governo impose la legge marziale e minacciò di usare la forza per fermare la ribellione.
Incuranti degli avvertimenti, un milione di studenti e di lavoratori di Pechino si riunirono per bloccare l'arrivo dei convogli militari e spingere i soldati a passare dalla loro parte. Per un momento sembrò che il potere del popolo fosse invincibile, mentre folle immense marciavano nelle strade chiedendo le dimissioni del governo. Ma poiché le truppe continuavano a giungere a Pechino, divenne chiaro che era imminente una azione militare. Giorni più tardi, quando le truppe entrarono nel centro della città, vi si trovavano ancora diecimila persone. Scoppiò la violenza, gli studenti attaccarono i soldati che risposero con gas lacrimogeni e bastoni elettrici. Il 4 giugno l'esercito ebbe il permesso di aprire il fuoco su chiunque fosse ancora nelle strade.
Secondo le autorità cinesi vennero uccise trecento persone, inclusi ventitré studenti. Giornalisti occidentali affermarono che il numero si aggirava intorno a due o tre mila morti. Migliaia vennero arrestati e circolarono voci di torture ed esecuzioni.
Gli esitanti tentativi delle nazioni occidentali di imporre limitate sanzioni economiche ebbero poco successo e la Cina continuò verso la prosperità, malgrado la crisi politica. Poiché la ricchezza è un potente incentivo per il popolo, per mantenere lo status quo, il governo cinese raddoppiò i suoi sforzi per ampliare i mercati e dare alla popolazione maggiori beni di consumo e opportunità economiche. A differenza di altri stati comunisti, dove il passaggio da economie pianificate a economie capitalistiche è sfociato nella sofferenza, la riforma economica ha portato fiorente prosperità alla Cina. Nel 1990, si è vista una rapida espansione economica, con una crescita del 14 e 15 per cento, rispettivamente nel 1992 e nel 1993. La maggior parte di questa crescita si è verificata nelle città costiere che sono facilmente accessibili a investitori e industrie. Persino le forze armate hanno ottenuto il permesso di agire nel settore, operando in migliaia di affari privati che vanno dalle catene alberghiere alle compagnie di autobus.
Il governo ha tentato di porre un controllo sulla crescita perché è preoccupato che possa dar luogo a nuove lotte interne. I due principali problemi sono la riforma politica e l'inflazione. Nelle città che sono cresciute rapidamente, i residenti hanno mostrato segni di insofferenza nei confronti del sistema politico repressivo della Cina. Già, nelle "nuove zone speciali" vicino a Hong Kong, la popolazione gode di libertà personali impensabili solo alcuni anni fa. Il governo ha tentato di sopprimere i movimenti democratici con arresti in massa e altre azioni repressive, ma il malcontento è sempre presente.
Una cosa è certa: se la Cina sta per diventare una società più liberale, ciò sarà causato da eventi interni. Gli sforzi delle altre nazioni, come gli Stati Uniti, di far pressioni sui capi cinesi per il problema dei diritti umani sono stati fieramente respinti. Sebbene la Cina abbia tentato di adottare un atteggiamento più benevolo durante il 1993, nel tentativo di assicurarsi le Olimpiadi del 2000, dopo aver perso l'offerta d'appalto, il governo ha dato rapidamente un nuovo giro di vite. Gli sforzi da parte degli Stati Uniti di forzare la Cina a migliorare la sua carta dei diritti umani in cambio di speciali diritti commerciali fallirono quando Washington realizzò che la rottura dei legami economici con la Cina avrebbe danneggiato più gli Stati Uniti che la Cina stessa.
L'altra grande preoccupazione interna della direzione cinese è l'inflazione. Con la spettacolare crescita economica si è giunti a un tasso di inflazione quasi del 30%. Non gradita nelle aree urbane, la crescita dei prezzi è rovinosa per le aree rurali, che non hanno goduto della crescita economica per compensare l'inflazione. Nel giugno del 1993, scoppiarono disordini nella provincia di Sinchau, nella Cina centrale, per l'inflazione e l'aumento delle tasse. La polizia combatté per tre giorni per disperdere oltre 10 000 contadini infuriati. Un'altra fonte di potenziali problemi sono le cento milioni di persone che si calcola siano state allontanate dalla loro terra e dal loro lavoro dalla riforma economica. Con la giusta guida, essi potrebbero diventare una potente forza rivoluzionaria.
Una delle maggiori incertezze della Cina è Deng, che gode di poca salute. Sebbene non abbia titoli ufficiali, il quasi novantenne Deng resta il mediatore supremo del potere della Nazione. Il presidente Jian Zemin ritorna alla politica repressiva, ma nessuno è certo su quale tipo di lotta politica avverrà dopo la morte di Deng. È improbabile che qualcuno nel governo cinese possa sostenere un movimento verso la democrazia perché ciò metterebbe in pericolo la struttura stessa del Paese.
Precedenti
Sembra che nessun cambiamento sia mai avvenuto in Cina senza spargimento di sangue. Tra il 1937 e il 1950, i cinesi ebbero cinque milioni di morti come risultato dell'invasione giapponese, della II Guerra Mondiale e della Rivoluzione Comunista. Quando subentrò al potere Mao, l'economia era a pezzi. Guerre, inondazioni, carestie avevano portato agricoltura e industria a un effettivo arresto. Negli anni immediatamente successivi alla guerra, la veloce ripresa della Cina fu salutata come un miracolo economico. Durante questo periodo, la Cina iniziò anche un programma di riforma agraria. Circa la metà delle terre coltivabili fu tolta ai ricchi proprietari terrieri e ridistribuita ai contadini. La trasformazione socialista ebbe anche un lato oscuro - un altro milione di persone vennero uccise in questo processo.
Un periodo di liberalizzazione iniziò nel 1956 con lo slogan "Fate fiorire cento fiori, fate gareggiare cento scuole di pensiero". Questo programma, comunque, si ritorse contro il nuovo governo quando i dissidenti usarono la campagna per denunciarlo, ed essa venne di conseguenza annullata. Il "Grande Balzo in Avanti" venne iniziato da Mao nel 1958 per aumentare la produzione agricola e industriale. Il governo incoraggiò lo sviluppo di piccole aziende, formò enormi comunità agricole, enfatizzò i meriti del lavoro intensivo nella produzione. Nel 1960, la popolazione, disillusa ed esausta, soffrì per carenza di cibo e carestie per la prima volta dalla rivoluzione. Prodotti industriali di qualità inferiore inondarono il Paese. Il Programma fu un disastro che giunse quasi a togliere il potere a Mao.
Nel 1966, Mao riprese il controllo lanciando la Rivoluzione Culturale, un tentativo di far rivivere lo zelo rivoluzionario nella popolazione e distruggere tutte le rimanenti forze capitaliste della società. Durante questo periodo, gli studenti vennero prelevati dalle loro case e forzati a svolgere duri lavori manuali. Intellettuali e professionisti vennero perseguitati e venne formata la Guardia Rossa, un esercito di adolescenti, radicali di sinistra, per eliminare i nemici dello Stato. Ciò provocò una caccia alle streghe in cui cinquantamila persone, molte delle quali innocenti, vennero uccise nelle purghe politiche. La rivoluzione culturale si fermò finalmente all'inizio degli anni '70. Dopo la morte di Mao, il governo lanciò il suo nuovo programma di riforma economica.