Cap. Guatemala.
¨ Geografia
Il territorio del G. presenta regioni assai diverse: mentre la pianura,
un tempo regno della savana, è stata in parte conquistata alla coltura,
lungo le prime pendici dei monti prosperano le piantagioni di cacao, e,
più in alto, quelle, ben più importanti, di caffè.
Ma la zona più fertile è costituita dagli altipiani situati
a est dei rilievi vulcanici. Ci sono notevoli variazioni climatiche da
un regione all'altra con differenze di temperatura e di piovosità.
Nella popolazione del G. prevale il ceppo autoctono. I due principali gruppi
etnici sono quindi gli Indios e i Ladinos. La religione predominante è
quella cattolica, seguita da circa i tre quarti degli abitanti; gli altri
sono in massima parte protestanti. Lingua ufficiale è lo spagnolo,
ma viene parlata un ventina circa di dialetti indiani. L'economia del G.
rimane tuttora basata essenzialmente sull'agricoltura. Principale coltura
per l'esportazione è il caffè. L'abbondante patrimonio forestale,
ricco di essenze pregiate (mogano, cedro), fornisce oltre a legname d'opera
(oltre 11 milioni di m³) anche chicle e chinchona. I porti principali
sono Puerto Barrios e Santo Tomás de Castilla, sull'Atlantico, e
San José e Champerico, sul Pacifico. Aeroporti internazionali a
Guatemala (La Aurora) e Flores (Santa Elena Petén).
¨ Storia
Il nome di G. venne dato all'inizio del XVI sec. dai conquistadores
spagnoli alle terre del Nord dell'America Centrale. Il G. proclamò
la propria indipendenza il 15 settembre 1821, poi fu annesso per un breve
periodo all'impero messicano (1822-1823); ritornato indipendente nel 1823,
l'anno seguente entrò a far parte della federazione delle Province
Unite dell'America Centrale che stabilì la capitale a Guatemala
Si costituì ufficialmente in Repubblica nel 1824. La figura dominante
del XIX sec. fu quella del generale J. R. Barrios, che governò con
poteri dittatoriali dal 1873; egli confiscò i beni del clero, costrinse
gli Indios al lavoro, e iniziò la costruzione della rete ferroviaria.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale il G., dopo essersi dichiarato
neutrale, entrò in guerra a fianco degli Stati Uniti nel 1941 e
nazionalizzò le piantagioni di caffè trasformandole in coltivazioni
a regime cooperativistico. La politica interna del periodo seguente fu
caratterizzata dal contrasto tra forze di destra e di sinistra, queste
ultime organizzate in nuclei di guerriglieri. Nel 1985 per la prima volta
un civile fu eletto presidente della Repubblica, dopo quarant'anni: Vinicio
Cerezo, a cui è succeduto, con le presidenziali del 1991, J.E. Serrano.
Quest'ultimo non riuscendo a controllare la tensione interna ha attuato
un golpe bianco assumendo tutti i poteri; le stesse tensioni popolari l'hanno
però fatto capitolare ed è stato sostituito ad interim da
R. de Leon Carpio. Con le presidenziali del 1996 è subentrato Alvaro
Arzu.