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SILVIO BERLUSCONI
da "Una Storia Italiana" dal sito di Forza italia http://www.forza-italia.it/silvioberlusconi/01_carattere.htm

Il carattere e le passioni


Chi è veramente il leader di Forza Italia, come vive l’uomo che vuole cambiare il Paese? Abbiamo ripercorso la sua vicenda umana, dall’infanzia milanese al liceo dei Padri Salesiani. E poi, l’università, il lavoro, le sfide e le vittorie. Ma, soprattutto, vi raccontiamo gli affetti, le passioni, le amicizie, gli amori di Silvio Berlusconi
Dal padre Luigi, milanese tutto d’un pezzo, di stampo antico, Silvio acquisisce il senso del dovere, l’amore per il lavoro, la capacità di sacrificio, il rispetto per la parola data. Papà Luigi e mamma Rosa gli trasmettono positività e serenità. Ma l’infanzia del futuro Presidente è segnata dalla guerra. Una tragedia immane che Silvio, come i suoi coetanei, non potrà mai dimenticare. E i ricordi di quel periodo lontano nel tempo lo commuovono ancora oggi: “Facciamo un po’ di conti: sono nato nel 1936 e avevo dunque sei anni quando la guerra entrò, disastrosamente, nella nostra vita quotidiana. Poi arrivò il 1943, la grande crisi, la caduta del fascismo, l’8 settembre, i tedeschi, la paura, i bombardamenti. Mio padre era militare al momento della disfatta. I tedeschi avevano iniziato la caccia al soldato italiano e lui si fece convincere da alcuni suoi amici a riparare con loro in Svizzera. Fece la scelta giusta. Salvò la sua vita e salvò il futuro di tutti noi. Per questa lontananza lui soffrì molto, mia madre soffrì molto. Per me fu uno struggimento devastante, il chiodo fisso dei miei pensieri: papà, il mio papà.
Mia madre si era trovata con due figli piccoli e il peso di due anziani: suo padre e la mamma di mio padre, che manteneva con il proprio lavoro di segretaria alla Pirelli a Milano. Tutti i giorni doveva arrivare in ufficio molto presto, cosa che la costringeva ad alzarsi alle cinque per prendere la corriera che la portava a Lomazzo, dove trovava il treno delle Ferrovie Nord per Piazzale Cadorna, a Milano. Da lì a piedi fino alla Pirelli. Alla sera, cammino inverso, nel buio. La sua vita era così: ogni giorno avanti e indietro su quella strada, prima con la mia sorellina nella pancia, e poi di fretta alla sera per tornare ad allattarla. E con un ricordo indimenticabile. Quello di vedersi un mitra piantato sul petto e la quasi certezza di lasciarci la pelle. Accadde quando in treno impedì ad un ufficiale delle SS di portar via una signora ebrea destinata al campo di sterminio. Tutti erano paralizzati dalla paura, ma non mia madre. Afferrò per il bavero l’ufficiale tedesco e si mise a gridare: «Vai via, dì che non l’hai trovata e vattene di qui». Il tedesco incredulo le dette uno spintone facendola cadere e le puntò addosso il fucile: «Zitta tu, o ti ammazzo». Ma lei ebbe il fegato di continuare: «Guardati in giro: se mi spari, tu da questa carrozza non scendi vivo». Allora quello si guardò intorno e vide tutte quelle facce spaventate che erano diventate minacciose, che non si sentivano di lasciare sola una donna con una grande pancia, piccola di corpo ma grande di spirito, che metteva in gioco la sua vita per salvarne un’altra. Il tedesco diventò paonazzo, strinse il dito sul grilletto, ebbe un attimo di esitazione e poi se ne andò. Il treno ripartì, mia madre aveva vinto, ma la tensione, lo spavento la stremarono e l’ultima parte della sua gravidanza ne risentì. Ma seguitò a fare il suo dovere sia in ufficio che in casa. Mia madre non si è mai vantata di quell’episodio. Lo raccontarono i suoi quotidiani compagni di viaggio.
Ero orgoglioso di lei e avevo imparato che se si supera la paura, se si ha coraggio, alla fine si vince”.
Iniziò in quei giorni una lunga e dolorosa attesa che durò sino alla primavera del 1945. Sino al giorno del ritorno.
“ Quando la guerra finì”, ricorda Berlusconi, “e cominciarono a tornare tutti quei padri, zii e fratelli che si erano sottratti ai rastrellamenti tedeschi e alla deportazione in un campo di lavoro o nei lager, per me iniziò invece un altro periodo d’apprensione e di attesa. Andavo ogni giorno ad aspettare il trenino che veniva da Como. Lì arrivavano i rifugiati che tornavano dalla Svizzera. Tornavano in tanti, ma non mio padre. Per un mese ci andai tutti i giorni. Mi arrampicavo su un paracarro che era il mio posto d’osservazione. Poi, dopo tante attese a vuoto, cominciai a stare più lontano. No, non era soltanto pudore, era delusione, era dolore. Volevo poter piangere senza dare a nessuno lo spettacolo delle mie lacrime. Perché il treno se ne andava via e mio padre non c’era. Poi un giorno arrivò. Lo riconobbi da lontano, ebbi un tonfo al cuore, mi scattarono le gambe e con una corsa sfrenata piombai tra le sue braccia. Molti altri bambini non rividero più il loro padre e io fui fortunato. Quel momento mi è rimasto nella memoria come quello più straziante e più felice della mia vita”.
Con la fine della guerra, la serenità torna nella famiglia finalmente riunita. Finite le elementari, Silvio frequenta la scuola media e il ginnasio dai Salesiani di via Copernico. È una scuola impegnativa, dove si studia sodo. Il giovane Berlusconi fa i conti con i ferrei regolamenti salesiani: sveglia alla sette, colazione, messa, lezioni, compiti, studio. Unica distrazione concessa da mamma e papà, un film il sabato pomeriggio. Ma dove trovare i soldi? Silvio è intraprendente. L’ostacolo si può aggirare. Diventa assistente dell’operatore del cinema vicino a casa.
Intraprendente, a volte cocciuto, comunque carismatico: in classe e in oratorio è il capo. E dimostra anche un preciso senso pratico: sbriga i compiti prima degli altri, poi aiuta i compagni più lenti o meno studiosi. In cambio di qualche spicciolo. Ma se il compagno non strappa almeno il sei meno, lui restituisce il compenso. Insomma, una specie di “soddisfatto o rimborsato” ante litteram. Dirà più tardi Silvio Berlusconi, ormai padre di cinque figli: “Non si ottiene nulla senza applicazione e senza sacrifici”.
Dopo la maturità classica il giovane Berlusconi comunica a papà Luigi che gli studi all’Università vuole pagarseli da solo. Come? Con Fedele Confalonieri, destinato a diventare l’amico di una vita, organizza un complesso musicale, “I quattro doctores”.
Si esibiscono nei ritrovi studenteschi, alle feste universitarie e private. “Ma mai nei night-club – ricorda Berlusconi con un sorriso – perché eravamo ragazzi di buona famiglia”.

IL TEMPO DELLA NUOVA GENERAZIONE
Milano. Silvio Berlusconi, una mattina, passa davanti alla Stazione Centrale. Lo attende l’imprevisto. Si chiama Carla Dell’Oglio. Sta aspettando l’autobus. Improvvisamente Silvio dimentica tutto. Si presenta, scherza, si offre di accompagnarla a casa. Lei tergiversa e infine accetta. Si sposeranno il 6 marzo 1965. Il 10 marzo 1966 nasce Maria Elvira, detta Marina; due anni dopo, il 28 marzo 1968, arriva Pier Silvio, subito soprannominato Dudi. I due ragazzi crescono felici a Milano, nella casa di via San Giminiano, e poi ad Arcore. Il padre sta diventando rapidamente un personaggio pubblico, un imprenditore di successo. Ma la vita della famiglia non cambia, a Silvio non piace ostentare, vuole che i suoi ragazzi crescano come tutti i loro coetanei e, soprattutto, lontani da ogni clamore.
Racconta Pier Silvio: “Papà anche quando veniva a casa per rilassarsi, era sempre a nostra disposizione e il suo tempo libero lo impegnava a farci divertire: ci raccontava indovinelli, storie, faceva l'imitazione del vecchietto del West ...”.
La vita professionale di Berlusconi si fa sempre più fitta di impegni, giornate e notti dedicate al lavoro. La famiglia è serena, ma qualcosa nel rapporto con Carla cambia agli inizi degli anni Ottanta. L’amore si trasforma in sincera amicizia. Silvio e Carla, di comune accordo, decidono di continuare la loro vita seguendo ognuno le proprie aspirazioni. Ma molte cose continuano a unirli; innanzitutto, Marina e Dudi.
La vita continua. Una sera Berlusconi, al Teatro Manzoni di Milano, vede recitare Veronica Lario. È subito amore. Qualche anno dopo si sposano e nascono Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988) che porta il nome del nonno.
Il tempo passa... Marina, la figlia primogenita, 34 anni, è ora vicepresidente della Fininvest, mentre Piersilvio, 31 anni, è vicepresidente di Mediaset e numero uno di Rti, la società che controlla le attività televisive.
Marina è una delle donne-manager più ammirate d’Italia. Ama vestirsi in modo classico e discreto. Ha ereditato dal papà la stessa passione per il lavoro. Alla scrivania resta anche dodici ore al giorno.
Pier Silvio, che dopo un terribile incidente stradale alle Bermuda si è ricostruito con lo sport uno straordinario fisico da atleta, è il responsabile di tutte le produzioni e di tutti i palinsesti di Canale 5, Italia 1 e Retequattro.

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IL SABATO È PER I BAMBINI
Per i suoi tre ragazzi, mamma Veronica ha scelto la scuola steineriana. Ispirato al pensiero di Rudolf Steiner, filosofo ed educatore austriaco, il metodo è stato concepito per stimolare la creatività e la libera formazione del carattere, anche attraverso la pratica delle arti e della musica. Silvio Berlusconi ha sempre avuto un culto per la famiglia e dedica alla famiglia tutto il tempo che riesce a sottrarre al lavoro.
“ Parliamo della scuola, degli amici, del Milan, di quel che ho fatto io e che hanno fatto loro.
Spesso ci mettiamo al piano e cantiamo insieme. Sono tutti intonati e con un buon talento musicale. Gielo dico sempre: potremmo mettere su un coro o un’orchestra”.
Ma a volte nasce qualche discussione: risolta democraticamente, con il Presidente in perenne minoranza. Il motivo? Sempre il solito, comune peraltro a tante famiglie: “Succede quando c’è da accogliere in casa qualche nuovo inquilino: un cane, un gatto, uno scoiattolo. Io voto contro, regolarmente, ma regolarmente perdo. Salvo essere poi io il primo a viziarlo”.
Dai più piccoli di casa, Luigi ed Eleonora, una volta s’è fatto anche intervistare. Non era però un compito a casa, un’esercitazione imposta dal metodo steineriano o un nuovo gioco.
I giornalisti in erba la combinarono bella: all’insaputa del genitore pubblicarono lo “scoop” sul settimanale Tv Sorrisi e Canzoni.
Papà, da bambino ti piaceva giocare al pallone? chiese Luigino. “Altroché, il problema era di trovare un pallone”, fu la risposta di Silvio.
Ed Eleonora: Adesso papà che hai una squadra tutta tua, ti senti più forte? “No. Non è una questione di forza, è una questione di amore”.

LA BATTAGLIA PIU' DIFFICILE
Tra le sue vittorie, quella del maggio 1997 è stata la più importante e la più sofferta, quella contro il tumore. L’ha raccontata lui stesso, tre anni dopo. Sembrava un incontro come tanti, quel giorno di luglio, tra l’ex presidente del Consiglio e i ragazzi di una comunità per il recupero di alcolisti e di tossicodipendenti, la “Piccola comunità” di don Gigi Vian e di don Antonio Zuliani, sulle colline di Conegliano Veneto. “C’è stato un momento della mia vita in cui ho dovuto sfoderare tutta la mia voglia di resistere, la mia forza d’animo. Sapete, ragazzi, ho avuto un cancro.
Ho vissuto mesi da incubo, ma ho continuato a lavorare senza far trasparire nulla. Poi sono stato operato, ho affrontato le dovute terapie e ce l’ho fatta. E ho ricominciato con ancora più grinta”.
Berlusconi fu operato il 5 maggio: “Per fortuna – ha spiegato in seguito – il tumore era localizzato ed è stato possibile vincerlo.
Sono riuscito a venir fuori dal tunnel e a superare un periodo terribile. Fu dura, eppure mi battei con coraggio per tutta la campagna elettorale. Erano in gioco le elezioni amministrative, ma più ancora il sogno di iniziare a cambiare l’Italia.
L’ultimo giorno fu tremendo. Era la manifestazione di chiusura per l’elezione a Sindaco di Gabriele Albertini. In Piazza Duomo, a Milano, c’erano trecentomila persone. Parlai con la solita forza, con la solita passione, ma avevo la morte nel cuore. La mattina dopo dovevo entrare in sala operatoria, non riuscivo a non pensarci, ero convinto che il male fosse diffuso e incurabile”.
I clinici del San Raffaele di Milano minimizzarono e dissero che si trattava soltanto di un calcolo al rene. Il segreto rimase tale per tre anni; soltanto i familiari, gli amici più stretti, quelli di sempre, sapevano della malattia e della guarigione.
Ma perché Silvio Berlusconi ha voluto violare quel segreto, parlando in quella occasione? L’ha spiegato lui stesso, con semplicità: “Ero davanti a quei ragazzi che lottano per uscire dalla droga e dall’alcol, volevo far capire che anche i momenti più neri si possono superare, e mentre li incoraggiavo, avvertii che loro stavano pensando che per me tutto è facile perché mi chiamo Silvio Berlusconi. Allora mi decisi a raccontare quel che ho raccontato”.
Quella lunga battaglia e la sofferta vittoria sulla malattia hanno lasciato nell’animo di Berlusconi, un segno profondo, indelebile.
“ Da allora ho impresso un indirizzo diverso alla mia vita. Dopo la malattia sono tornato al lavoro con maggiore intensità, ma il cambiamento è stato un altro: oggi attribuisco meno importanza d’un tempo alle apparenze, alle ambizioni, al successo, alle cose di questa terra. Dopo aver creduto di morire ho scoperto nuovi orizzonti e nuove energie. La vita dopo simili prove cambia davvero”.
“È la conferma che di cancro si può guarire”, ha commentato il professor Umberto Veronesi, “e che la forza di volontà, il coraggio possono essere in questo di grande aiuto. E il fatto che questa confessione Silvio Berlusconi l’abbia resa davanti a degli ex tossicodipendenti è stato importante: questi ragazzi spesso non sentono di avere una prospettiva di vita. Invece bisogna porsi delle mete. E così facendo viene la voglia di raggiungerle e di superarle”.


TUTTI PER UNO...
Nel 1991 Silvio Berlusconi ricorda per Capital i suoi anni scolastici

Credo di essere stato fortunato con la mia classe, così viva e unita, e con i miei professori, tutti di buon livello. Almeno tre, anzi, superlativi. Ma non furono anni facili. Si studiava molto. Il pomeriggio, la sera dopo cena, il mattino presto. Una disciplina dura, dal ginnasio sino all’esame di maturità. Cominciò il caro don Olmi a martellarci in testa la grammatica latina e greca. Venivamo interrogati ogni giorno e non c’era scampo: alla fine verbi e declinazioni li sapevamo davvero. Imparammo così a studiare sul serio, a stare sui libri sino a capire a fondo e ricordare bene. Al liceo furono i professori di lettere ad affascinarci. In particolare don Muffatti per il latino e il greco e don Biagini per l’italiano. Ci insegnarono a comunicare. Esigevano chiarezza di contenuti, pulizia di linguaggio, “consecutio” delle argomentazioni ed equilibrio della composizione. Ci è rimasto anche il gusto della parola giusta e l’aspirazione all’etimo, alla radice del significato. Con i compagni c’erano un’intesa profonda e una grande carica umana che ci veniva dalle famiglie di provenienza. Di livello medio basso, direbbero oggi i sociologi. E naturalmente, nel gruppo contarono molto alcune individualità. Dobbiamo a questa esperienza quel senso di rispetto e simpatia che proviamo per gli altri, specialmente per i più umili. Dopo il liceo la “squadra”, professori e compagni, è rimasta davvero molto unita. Con tutti ci vediamo spesso. Non solo alla ricerca del tempo perduto...

I n d i c e

SILVIO BERLUSCONI inizio

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NEL NOME DEL PADRE
La grande personalità di Luigi Berlusconi ha inciso profondamente nella vita del fondatore della Fininvest. Per Silvio è stato un genitore, un consigliere, un amico. E fino all’ultimo giorno è stato al suo fianco

Padre severo, ma affettuoso e poi amico e consigliere, Luigi Berlusconi è una presenza centrale nella vita di Silvio. Nato a Saronno nel 1908 e trasferitosi giovanissimo a Milano, Luigi viene assunto come semplice impiegato alla Banca Rasini, ma inizia subito a far carriera. Il titolare, Carlo Rasini, lo ricordava come “un collaboratore fedelissimo, di una dedizione assoluta. Prima di dare agli impiegati una matita nuova si faceva restituire il mozzicone di quella vecchia, spegneva le luci superflue. Altri tempi”. Luigi andrà in pensione come Direttore Generale dell’Istituto di Credito, ma non cesserà di lavorare; iniziò subito a seguire le attività delle società del figlio, quell’Edilnord che firmerà Milano 2 e Milano 3. Sin dagli inizi papà Berlusconi ha creduto fermamente nelle idee del suo ragazzo tanto da affidargli come capitale iniziale della sua prima società l’intera sua liquidazione e aiutandolo poi ad ottenere gli altri finanziamenti necessari, curando i bilanci delle sue prime società e consigliandolo con la sua lunga esperienza. Lo si vedrà nei momenti cruciali, come la creazione di Canale 5, l’ingresso nel campo della pubblicità e del cinema, l’acquisto della Standa, sempre al fianco di Silvio. Un vincolo fortissimo, dunque, rinsaldato anche dallo sport. Papà Luigi, infatti, trasmette al suo primogenito la grande passione per il Milan. Diventato presidente della squadra rossonera, Silvio ricorderà spesso quei pomeriggi domenicali quando il papà lo portava a gioire e a soffrire per il “Diavolo”. La prima “Coppa del Mondo” vinta dal suo Milan stellare non può che dedicarla a papà Luigi.

LO STUDENTE
I ricordi dei suoi insegnanti e dei suoi compagni di classe

A perfezionare il carattere di Silvio ci penseranno i Padri Salesiani del Liceo Sant’Ambrogio di via Copernico a Milano. Una scuola dura, dove il giovane Berlusconi impara a “stare sui libri fino a capire a fondo e ricordare bene”. Padre Erminio Furlotti, quarant’anni e più d’insegnamento al liceo, ricorda così lo studente Berlusconi: “Era geniale, disinvolto, padrone di sé e di facile comunicativa tanto che, in occasione di visite di autorità, gli veniva affidato il discorso ufficiale che sapeva anche improvvisare lì per lì. Aveva capito l’interazione tra attenzione e memoria e la sfruttava al meglio”.
Guido Possa, compagno di scuola racconta: “Gli studi in quegli anni erano severi e i professori rincaravano la dose: andava avanti solo chi si impegnava a fondo. Così faceva Silvio, che eccelleva in italiano, latino e greco, materie che richiedono finezza espressiva orale e scritta. Gli piacevano le poesie e la grande letteratura. Berlusconi riusciva bene anche negli sport ed era il più bravo della classe nella corsa veloce. Nella dinamica relazionale all’interno della classe, Berlusconi occupava tra i compagni una posizione centrale, data la sua prorompente ed estroversa vitalità. Suscitava tuttavia qualche invidia il suo buon gusto nel vestire, la parola facile, l’aureola di successo con le ragazze, la passione per lo spettacolo e il canto e soprattutto la sua capacità di tenere un’intensa vita sociale fuori dalla scuola nelle poche ore lasciate libere dallo studio. Berlusconi ha sempre avuto molto cari i suoi compagni di classe mantenendo con loro stretti rapporti. Non pochi sono stati per lunghi anni suoi collaboratori nella vita imprenditoriale.


UNA MAMMA COME AMICO
Una donna severa, determinata, battagliera e, al tempo stesso, una madre affettuosa, protettiva, tenerissima. Un ritratto di Rosella Berlusconi

La signora Rosa, chiamata Rosella sin dagli anni dell’adolescenza, oggi ha dodici nipoti, ma al primo posto nel suo cuore restano i suoi figli: “I ragazzi li ho fatti io, i sacrifici per loro li ho fatti io. Ma voglio bene anche ai miei nipoti. Sono tutti belli, intelligenti, affettuosissimi”. La nipote del cuore è Marina: “Fra di noi c’è come un fluido”, confessa. La signora Rosella è una donna piccolina, dritta, curata, attenta, ma anche battagliera. Dice sempre ciò che pensa, anche e soprattutto a suo figlio Silvio. Lei era contraria alla sua entrata in politica e continuava a ripetergli “perché?”. Lui le rispondeva, tormentato: “Mamma, lo devo fare, non vedi come siamo combinati? Bisogna pure che qualcuno si faccia avanti. I comunisti sono rimasti gli stessi, disferanno l’Italia, non ci sarà più libertà, non si potrà più lavorare”. Una sera dell’inverno 1993 mamma Rosella guardò diritto negli occhi suo figlio. Poche parole, semplici: “Se senti il dovere di farlo, devi trovare il coraggio di farlo”. Da quel momento è stata al fianco di Silvio anche in politica, sempre pronta a ridargli la carica. “Un giorno del ‘94”, racconta, “ho trovato Silvio stanco, preoccupato, demoralizzato. Gli ho detto: Silvio! Non puoi deludere chi ha fiducia in te. Devi andare avanti, ma prima imponiti una sosta: ritroverai il tuo coraggio, la tua energia, il tuo entusiasmo e la tua fede e ritornerai il combattente di sempre”. All’ingresso della casa di mamma Rosa c’è un bellissimo bassorilievo. Una Madonna col bambino che offre una rosa. È di Pietro Canonica. “Sa la storia di questa Madonna? Quando ho compiuto settant’anni, Silvio, che era a Parigi, mi ha mandato settanta rose alte come sono alta io. Poi, a mezzanotte, sento suonare il campanello. Era lui, si è scusato dell’ora, mi ha riempito di baci e mi ha portato in casa, aiutato dal suo autista, questa Madonna, pesantissima. Mi ha detto che era stata scolpita nel 1936, l’anno in cui è nato lui, e per questo ha voluto donarmela. ‘Perché questa sei tu e questo sono io che ti offro una rosa’”. La signora Rosella è fiera dell’amore che i figli hanno per lei: “Ogni domenica Silvio mi invita ad Arcore. Può avere qualunque personaggio a tavola, ma mi fa sedere sempre alla sua destra. Quando parlo tutti mi stanno ad ascoltare, con attenzione e con rispetto. Io sono orgogliosa di tutto quello che hanno realizzato i miei figli, per questo ringrazio il Signore. Ma sono particolarmente orgogliosa del riguardo e dell’affetto che hanno per me”.

L’OROSCOPO
Ecco il profilo astrologico di Silvio Berlusconi, nato sotto il segno della Bilancia il 29 settembre 1936. Secondo gli studiosi delle stelle il suo destino era già tutto scritto nel firmamento.

Il carattere
Silvio Berlusconi, nato a Milano il 29 settembre 1936, Bilancia. Come la maggior parte dei nati sotto questo segno è un personaggio comunicativo, capace di forti passioni e amori profondi. Carismatico, grazie alla grande adattabilità e al talento innato, spicca in attività che lo portano di fronte al grande pubblico, ha ottime capacità di giudizio, di analisi e di sintesi, costruisce ogni ragionamento con logica stringente, riesce a conferire chiarezza a ogni argomento.

L’amicizia
Amicizia e ammirazione lo aiutano a sviluppare le tendenze più positive della sua natura, mentre il carattere robusto lo rende capace di assorbire anche le più difficili avversità della vita e trarne profitto per raggiungere le proprie mete. Dalla Bilancia, Silvio Berlusconi trae la sua capacità di sapersi adattare agli avvenimenti e alle situazioni, cogliendo il meglio da ogni circostanza, senza subire influenze negative. Combattente determinato e tenace, ha come segreto un fiuto preciso che gli fa subito comprendere quali sono i personaggi che gli saranno più congeniali e quali, prima o poi, saranno fonte di delusione. La sua indole critica lo porta a valutare con serenità le diverse facce della verità e della personalità umana; esigente e instancabile, ha innanzitutto il culto del lavoro e dell’efficienza.

Le stelle di quest’anno
Quest’anno il transito di Saturno nel segno dei Gemelli richiederà uno sforzo di puntualizzazione e di consolidamento, mentre il transito di Giove nel segno dello Scorpione darà garanzia di risultati all’impegno profuso. Le battaglie del leader di Forza Italia coinvolgeranno interessi economici e politici, per cui si troverà ad affrontare una concorrenza agguerrita, ma c’è da credere che non sarà certamente lui ad arrendersi. Astralità numerose e potenti garantiranno efficienza e vigore, facendo vivere a Berlusconi un periodo movimentato e faticoso, ma al tempo stesso denso di successi e soddisfazioni nella vita privata e in quella pubblica. Dopo un lungo periodo difficile, le stelle sono quest’anno nuovamente con il suo segno.

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VITA DI BERLUSCONI. CRONOLOGIA
Fonte: http://www.giannivattimo.it/menu/libro_berl.html


1936. Nasce a Milano il 29 settembre, primo di tre figli (due maschi e una femmina) di Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga.

1954. Prende la maturità classica al liceo salesiano Copernico e s'iscrive all'Università Statale, facoltà di Giurisprudenza. A tempo perso, vende spazzole elettriche porta a porta, fa il fotografo ai matrimoni e ai funerali, suona il basso e canta nella band dell'amico d'infanzia Fedele Confalonieri (anche sulle navi da crociera).

1957. Primo impiego saltuario nella Immobiliare costruzioni.

1961. Si laurea in legge con 110 e lode, a Milano: tesi sugli aspetti giuridici del contratto pubblicitario, e vince una borsa di studio di 2 milioni messa in palio dalla concessionaria Manzoni. Evita, non si sa come, il servizio militare. E si dà all'edilizia, acquistando un terreno in via Alciati, grazie alla garanzia fornitagli dal banchiere Carlo Rasini, che gli procura anche un socio, il costruttore Pietro Canali. Nasce la Cantieri Riuniti Milanesi.

1963. Fonda la Edilnord Sas: soci accomandanti Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico (per la misteriosa finanziaria luganese Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag). Nel 1964 apre un cantiere a Brugherio per edificare una città-modello da 4 mila abitanti. Nel 1965 è pronto il primo condominio, di cui però non riesce a vendere nemmeno un appartamento. Poi, non si sa come, riesce a venderlo al Fondo di previdenza dei dirigenti commerciali.

1965. Sposa Carla Elvira Dall'Oglio, genovese, che gli darà due figli: Maria Elvira (1966) e Piersilvio (1969).

1968. Nasce l'Edilnord 2, acquistando terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano 2.

1969. Brugherio è completa con 1000 appartamenti venduti.

1973. Fonda la Italcantieri Srl, grazie ad altre due misteriose fiduciarie ticinesi, la Cofigen (legata al finanziere Tito Tettamanti) e la Eti AG Holding (amministrata dal finanziere Ercole Doninelli). Acquista ad Arcore, grazie ai buoni uffici dell'amico Cesare Previti, la villa Casati Stampa con tutti i terreni ad Arcore, a prezzo di superfavore. Previti infatti è pro-tutore dell'unica erede dei Casati Stampa, la contessina dodicenne Annamaria, e contemporaneamente amico di Silvio e in affari con lui.

1974. Grazie a due fiduciarie della Bnl, la Servizio Italia e la Saf, nasce l'Immobiliare San Martino, amministrata da un ex compagno di università, Marcello Dell'Utri, palermitano. In un condominio di Milano 2 nasce una tv via cavo, Telemilano 58, che passerà ben presto all'etere col nome di Canale 5. Berlusconi si trasferisce con la famiglia a villa Casati, affiancato dal boss mafioso Vittorio Mangano, assunto in Sicilia da Dell'Utri come "fattore", cioè come amministratore della casa e dei terreni. Mangano lascerà Arcore soltanto un anno e mezzo - due anni più tardi, in seguito a due arresti e a un'inchiesta a suo carico per il sequestro di un ospite della villa amico di Berlusconi.

1975. Le due fiduciarie danno vita alla Fininvest. Nascono anche la Edilnord e la Milano 2. Ma Berlusconi non compare mai: inabissato e schermato da una miriade di prestanomi dal 1968 al 1975, quando diventa presidente di Italcantieri, e al 1979, quando assumerà la presidenza della Fininvest.

1977. Appena divenuto Cavaliere del Lavoro, acquista una quota dell'editrice de Il Giornale, fondato nel 1974 da Indro Montanelli.

1978-1983. Riceve circa 500 miliardi al valore di oggi, di cui almeno una quindicina in contanti, per alimentare le 24 (poi salite a 37) Holding Italiana che compongono la Fininvest, di cui si ignora tutt'oggi la provenienza. Sono gli anni della scalata di Bettino Craxi, segretario del Psi dal 1976, al potere e della sua ascesa al governo.

1978. Si affilia alla loggia massonica deviata e occulta "Propaganda 2" (P2) del maestro venerabile Licio Gelli, a cui è stato presentato dal giornalista Roberto Gervaso. Tessera numero 1816. Di lì a poco comincerà a ricevere crediti oltre ogni normalità dal Monte dei Paschi e dalla Bnl (due banche con alcuni uomini-chiave affiliati alla P2). E inizierà a collaborare, con commenti di politica economica, al "Corriere della Sera", controllato dalla P2 tramite Angelo Rizzoli e Bruno Tassan Din. La P2 verrà poi sciolta, in quanto "eversiva", con un provvedimento del governo Spadolini.

1980. Berlusconi fonda, con Marcello Dell'Utri, Publitalia 80, la concessionaria pubblicitarie per le reti tv. Conosce l'attrice Veronica Lario, al secolo Miriam Bartolini, che recita in uno spettacolo al teatro Manzoni di Milano senza veli. Se ne innamora. La nasconde per tre anni in un'ala segreta della sede Fininvest in Via Rovani a Milano. Poi la donna rimane incinta e nel 1984, sempre nel segreto più assoluto, partorisce in Svizzera una bambina, Barbara. Berlusconi la riconosce. Padrino di battesimo, Bettino Craxi.

1981. I giudici milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone, indagando sui traffici del bancarottiere mafioso e piduista Michele Sindona, trovano gli elenchi degli affiliati alla loggia P2. Ma Berlusconi non subisce danni dallo scandalo che travolge il governo, l'esercito, i servizi segreti e il mondo del giornalismo.

1982. Berlusconi acquista l'emittente televisiva Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi.

1984. Berlusconi acquista l'emittente Rete 4 dalla Mondadori: ormai è titolare di tre network televisivi nazionali, e può entrare in concorrenza diretta con la Rai. Ma tre pretori, di Torino, Pescara e Roma, sequestrano gli impianti che consentono le trasmissioni illegali di programmi in "interconnessione", cioè in contemporanea su tutto il territorio nazionale. Craxi vara un decreto urgente (il primo "decreto Berlusconi") per legalizzare la situazione illegale. Ma il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale. Craxi ne vara un altro (il secondo "decreto Berlusconi"), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni anticipate in caso di nuova bocciatura del decreto. E nel febbraio '85 il decreto sarà approvato, dopo che il governo avrà posto la questione di fiducia.

1985. Berlusconi divorzia da Carla Dell'Oglio e ufficializza il legame con Veronica, che gli darà altri due figli: Eleonora (1986) e Luigi (1988). Le seconde nozze verranno celebrate, con rito civile, nel 1990, officiante il sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, cognato di Craxi. Testimoni degli sposi, Bettino e Anna Craxi, Confalonieri e Gianni Letta.

1986. Berlusconi acquista il Milan Calcio e ne diviene presidente (nel 1988 vincerà il suo primo scudetto). Intanto fallisce l'operazione La Cinq in Francia, che chiuderà definitivamente i battenti nel '90. E' Jacques Chirac a cacciarlo dal suolo francese, definendolo "venditore di minestre".

1988. Il governo De Mita annuncia la legge Mammì sul sistema radiotelevisivo. Che in pratica fotografa il duopolio Rai-Fininvest, senza imporre al Cavaliere alcun autentico tetto antitrust. Berlusconi acquista la Standa. La legge verrà approvata nel 1990.

1989-1991. Lunga battaglia fra Berlusconi e De Benedetti per il controllo della Mondadori, la prima casa editrice che controlla quotidiani (La Repubblica e 13 giornali locali), settimanali (Panorama, Espresso, Epoca) e tutto il settore libri. Grazie a una sentenza del giudice Vittorio Metta, che il tribunale di Milano riterrà poi comprata con tangenti dall'avvocato Previti per conto di Berlusconi, il Cavaliere strappa la Mondadori al suo concorrente. Una successiva mediazione politica porterà poi alla restituzione a De Benedetti almeno di Repubblica, Espresso e giornali locali. Tutto il resto rimarrà a Berlusconi.

1990. Il Parlamento vara la legge Mammì, fra le polemiche: Berlusconi può tenersi televisioni (nel frattempo è entrato anche nel business di Telepiù) e Mondadori, dovendo soltanto "spogliarsi" de Il Giornale (che viene girato nel '90 al fratello Paolo).

1994. Berlusconi, ormai orfano dei partiti amici, travolti dallo scandalo di Tangentopoli, entra direttamente in politica, fonda il partito di Forza Italia, vince le elezioni politiche del 27 marzo alla guida del Polo delle Libertà e diventa presidente del Consiglio. Il 21 novembre viene coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza. Il 22 dicembre è costretto a dimettersi, per la mozione di sfiducia della Lega Nord, che non condivide più la sua politica sociale e preme per la risoluzione del conflitto d'interessi.

1996. Berlusconi, indagato nel frattempo anche per storie di mafia, falso in bilancio, frode fiscali e soprattutto corruzione giudiziaria insieme a Previti, si ricandida alle elezioni politiche, ma perde. Vince il candidato del centrosinistra (Ulivo), Romano Prodi. Trascorrerà 5 anni all'opposizione, alle prese con una serie di inchieste giudiziarie e di processi, conclusi con diverse condanne in primo grado, poi trasformate in prescrizioni e (raramente) in assoluzioni in appello e in Cassazione.

2001. Il 15 maggio vince le elezioni alla guida della Casa delle Libertà e torna alla presidenza del Consiglio.

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BERLUSCONI E I SUOI MISTERI


La vita e la carriera dell'imprenditore Silvio Berlusconi, nonostante le biografie autorizzate che il protagonista ha fatto pubblicare o propiziato nel corso degli anni con fini auto-agiografici, rimane costellata di buchi neri e di domande senza risposta. Piccolo riepilogo degli omissis più inquietanti.


1) La Edilnord Sas è la società fondata nel 1963 da Silvio Berlusconi per costruire Milano 2. Soci accomandatari (quelli che vi operano), oltre al futuro Cavaliere, sono il commercialista Edoardo Piccitto e i costruttori Pietro Canali, Enrico Botta e Giovanni Botta. Soci accomandanti (quelli che finanziano l'operazione) il banchiere Carlo Rasini, titolare dell'omonima banca con sede in via dei Mercanti a Milano, e l'avvocato d'affari Renzo Rezzonico, legale rappresentante di una finanziaria di Lugano: la "Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag", di cui nessuno conoscerà mai i reali proprietari. Si tratta comunque di gente molto ottimista, se ha affidato enormi capitali a Berlusconi, cioè a un giovanotto di 27 anni che, fino a quel momento, non ha dato alcuna prova imprenditoriale degna di nota.


2) Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.


3) Il 29 ottobre 1968 nasce la Edilnord Centri Residenziali Sas (una sorta di Edilnord 2): stavolta, al posto di Berlusconi, come socio accomandatario c'è sua cugina Lidia Borsani, 31 anni. E i capitali li fornisce un'altra misteriosa finanziaria luganese, la "Aktiengesellschaft für Immobilienanlagen in Residenzentren Ag" (Aktien), fondata da misteriosi soci appena 10 giorni prima della nascita di Edilnord 2. Berlusconi da questo momento sparisce nel nulla, coperto da una selva di sigle e prestanome. Riemergerà solo nel 1975 per presiedere la Italcantieri, e nel 1979, come presidente della Fininvest. Intanto nascono decine di società intestate a parenti e figuranti, controllate da società di cui si ignorano i veri titolari. Come ha ricostruito Giuseppe Fiori nel libro "Il venditore" (Garzanti, 1994, Milano), Italcantieri nasce nel 1973, costituita da due fiduciarie ticinesi: "Cofigen Sa" di Lugano (legata al finanziere Tito Tettamanzi, vicino alla massoneria e all'Opus Dei) e "Eti A.G.Holding" di Chiasso (amministrata da un finanziere di estrema destra, Ercole Doninelli, proprietario di un'altra società, la Fi.Mo, più volte inquisita per riciclaggio, addirittura con i narcos colombiani).


4) Nel 1974 nasce la "Immobiliare San Martino", amministrata da Marcello Dell'Utri e capitalizzata da due fiduciarie del parabancario Bnl: la Servizio Italia (diretta dal piduista Gianfranco Graziadei) e la Saf (Società Azionaria Finanziaria, rappresentata da un prestanome cecoslovacco, Frederick Pollack, nato nientemeno che nel 1887). A vario titolo e con vari sistemi e prestanome, "figlieranno" una miriade di società legate a Berlusconi e ai suoi cari: a cominciare dalle 34 "Holding Italiana" che controllano il gruppo Fininvest. Secondo il dirigente della Banca d'Italia Francesco Giuffrida e il sottufficiale della Guardia di Finanza Giuseppe Ciuro, consulenti tecnici della Procura di Palermo al processo contro Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, queste finanziarie hanno ricevuto fra il 1978 e il 1985 almeno 113 miliardi (pari a 502 miliardi di lire e 250 milioni di euro di oggi), in parte addirittura in contanti e in assegni "mascherati", dei quali tuttoggi "si ignora la provenienza". La Procura di Palermo sostiene che sono i capitali mafiosi "investiti" nel Biscione dalle cosche legate al boss Stefano Bontate. La difesa afferma che si tratta di autofinanziamenti, anche se non spiega da dove provenga tutta quella liquidità. Lo stesso consulente tecnico di Berlusconi, il professor Paolo Jovenitti, ammette l'"anomalia" e l'incomprensibilità di alcune operazioni dell'epoca.


5) Nel 1973 Silvio Berlusconi acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda rimasta orfana nel 1970, la settecentesca Villa San Martino ad Arcore, con quadri d'autore, parco di un milione di metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni. La Casati è assistita da un pro-tutore, l'avvocato Cesare Previti, che è pure un amico di Berlusconi, figlio di un suo prestanome (il padre Umberto) e dirigente di una società del gruppo (la Immobiliare Idra). Grazie alla fortunata coincidenza, la favolosa villa con annessi e connessi viene pagata circa 500 milioni dell'epoca: un prezzo irrisorio. E, per giunta, non in denaro frusciante, ma in azioni di alcune società immobiliari non quotate in borse, così che, quando la ragazza si trasferisce in Brasile e tenta di monetizzare i titoli, si ritrova con una carrettate di carta. A quel punto, Previti e Berlusconi offrono di ricomprare le azioni, ma alla metà del prezzo inizialmente pattuito. Una sentenza del Tribunale di Roma, nel 2000, ha assolto gli autori del libro "Gli affari del presidente", che raccontava l'imbarazzante transazione.


6) Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.


7) Il 26 gennaio 1978 Silvio Berlusconi si affilia alla loggia Propaganda 2 (P2), presentato al gran maestro venerabile Licio Gelli dall'amico giornalista Roberto Gervaso. Paga regolare quota di iscrizione (100 mila lire) e viene registrato con la tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625. La partecipazione al pio sodalizio gli procaccerà vantaggi di ogni genere: dai finanziamenti della "Servizio Italia" di Graziadei ai crediti facili e ingiustificati del Monte dei Paschi di Siena (di cui è provveditore il piduista Giovanni Cresti) alla collaborazione con il "Corriere della Sera" diretto dal piduista Franco Di Bella e controllato dalla Rizzoli dei piduisti Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din e Umberto Ortolani.


8) Il 24 ottobre 1979 Silvio Berlusconi riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza nella sede dell'Edilnord Cantieri Residenziali. Si spaccia per un "un semplice consulente esterno" addetto "alla progettazione di Milano 2". In realtà è il proprietario unico della società, intestata a Umberto Previti. Ma i militari abboccano e chiudono in tutta fretta l'ispezione, sebbene abbiano riscontrato più di un'anomalia nei rapporti con i misteriosi soci svizzeri. Faranno carriera tutti e tre. Si chiamano Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo e Alberto Corrado. Berruti, il capopattuglia, lascerà le Fiamme Gialle pochi mesi dopo per andare a lavorare per la Fininvest come avvocato d'affari (società estere, contratti dei calciatori del Milan, e così via). Arrestato nel 1985 nello scandalo Icomec (e poi assolto), tornerà in carcere nel 1994 insieme a Corrado per i depistaggi nell'inchiesta sulle mazzette alla Guardia di Finanza, poi verrà eletto deputato per Forza Italia e condannato in primo e secondo grado a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento. Gallo risulterà iscritto alla loggia P2.


9) Il 30 maggio 1983 la Guardia di Finanza di Milano, che sta controllando i telefoni di Berlusconi nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di droga, redige un rapporto investigativo in cui si legge: "E' stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane (Lombardia e Lazio). Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni in Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo aventi sede a Vaduz e comunque all'estero. Operativamente le società in questione avrebbero conferito ampio mandato ai professionisti della zona". Per otto anni l'indagine, seguita inizialmente dal pm Giorgio Della Lucia (poi passato all'Ufficio istruzione, da anni imputato per corruzione in atti giudiziari insieme al finanziere Filippo Alberto Rapisarda, ex datore di lavoro ed ex socio di Marcello Dell'Utri) langue, praticamente dimenticata. Alla fine, nel 1991, il gip milanese Anna Cappelli archivierà tutto.


10) Il terzo, seccante incontro ravvicinato fra il Cavaliere e la Legge risale al 16 ottobre 1984. Tre pretori, di Torino, Roma e Pescara, hanno la pretesa di applicare le norme che regolano l'emittenza televisiva e che il Cavaliere ha deciso di aggirare, trasmettendo in contemporanea gli stessi programmi su tutto il territorio nazionale. I tre magistrati fanno presente che è vietato, non si può e bloccano le attrezzature che consentono l'operazione fuorilegge. Il Cavaliere oscura le sue tv, per attribuire il black out ai giudici, poi scatena il popolo dei teledipendenti con lo slogan "Vietato vietare", opportunamente rilanciato dallo show del giornalista piduista Maurizio Costanzo. Lo slogan viene subito tradotto in legge dal presidente del Consiglio Bettino Craxi. Il quale abbandona una visita di Stato a Londra per precipitarsi in Italia e varare un decreto legge ad personam ("decreto Berlusconi") che riaccende immediatamente le tv illegali del suo compare. Lo scandalo è talmente enorme che, persino nel pentapartito, qualcuno non ci sta. E il decreto viene bocciato dall'aula come incostituzionale. Due dei tre pretori reiterano il sequestro penale delle attrezzature utilizzabili oltre l'ambito locale. Così Craxi partorisce un secondo decreto Berlusconi, agitando davanti ai riottosi partiti alleati lo spauracchio della crisi di governo e delle elezioni anticipate, in caso di mancata conversione in legge. Provvederà poi lo stesso Caf a legalizzare il monopolio illegale Fininvest sulla televisione commerciale con la legge Mammì, detta anche "legge-Polaroid" per l'alta fedeltà con cui fotografa lo status quo.



TUTTI I PROCESSI DI BERLUSCONI


Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)

La Corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2, ma il reato è coperto dall'amnistia del 1989. Interrogato sotto giuramento Berlusconi aveva detto: "Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo […]. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta". Berlusconi però si era iscritto alla P2 nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e aveva pagato la sua quota. Così i giudici della Corte d'appello di Venezia scrivono: "Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell'imputato non rispondano a verità […], smentite dalle risultanze della commissione Anselmi e dalle stesse dichiarazioni rese del prevenuto avanti al giudice istruttore di Milano, e mai contestate […]. Ne consegue quindi che il Berlusconi ha dichiarato il falso", rilasciato "dichiarazioni menzognere" e "compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza". Ma "il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia".


Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)

I grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate (niente attenuanti generiche).

Appello: prescrizione per tre tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa (comma II art.530 c.p.p) per la quarta. Nelle motivazioni si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria".

Cassazione: assoluzione. La motivazione contiene due riferimenti alla classica insufficienza di prove. La Cassazione non può entrare dichiaratamente nel merito, né dunque annullare la sentenza precedente con formula dubitativa: deve emettere un verdetto secco (conferma oppure annulla). Ma nella motivazione i giudici della VI sezione penale rimandano esplicitamente all'"articolo 530 cpv": dove "cpv" significa "capoverso", cioè comma 2 ("prova contraddittoria o insufficiente"). A 12 righe dalla fine, a scanso di equivoci, i supremi giudici hanno voluto essere ancora più chiari. Si legge infatti: "Tenuto conto di quanto già osservato sulla insufficienza probatoria, nei confronti di Berlusconi, del materiale indiziario utilizzato dalla Corte d'appello...".


All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)

I grado: condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 miliardi versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxi.

Appello: il reato cade in prescrizione, ma c'è: "per nessuno degli imputati emerge dagli atti l'evidenza dell'innocenza".

Cassazione: prescrizione confermata, con condanna al pagamento delle spese processuali. Nella sentenza definitiva tra l'altro si legge: "Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. […] Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".


All Iberian 2 (falso in bilancio)

Processo sospeso in attesa che sulla legittimità delle nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si pronuncino l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. Se le eccezioni sollevate da vari tribunali verranno respinte, il reato sarà dichiarato prescritto.


Medusa Cinema (falso in bilancio)

I grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 miliardi di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi).

Appello: assoluzione con formula dubitativa (comma 2 art. 530). Berlusconi, secondo il collegio è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 miliardi di lire in nero. Scrivono i giudici: "La molteplicità dei libretti riconducibili alla famiglia Berlusconi e le notorie rilevanti dimensioni del patrimonio di Berlusconi postulano l'impossibilità di conoscenza sia dell'incremento sia soprattutto dell'origine dello stesso".

Cassazione: sentenza d'appello confermata.


Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)

I grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (per 4.4 miliardi di lire pagati in nero all'ex proprietario dei terreni che circondano la villa di Macherio, dove vivono la moglie Veronica e i tre figli di secondo letto), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali "indubbiamente ha concorso Berlusconi".

Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche dal primo dei due falsi in bilancio, mentre il secondo rimane ma è coperto da amnistia.

Cassazione: in corso.


Caso Lentini (falso in bilancio)

I grado: il reato (10 miliardi versati in nero al Torino Calcio in occasione dell'acquisto del giocatore Luigi Lentini) è stato dichiarato prescritto grazie alla nuova legge sul falso in bilancio.

Appello: in corso.


Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)

Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul falso in bilancio, i 1500 miliardi di lire di presunti fondi neri accantonati dal gruppo Berlusconi su 64 off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest). Il pm Francesco Greco ha presentato ricorso in Cassazione perché la mancata fissazione dell'udienza preliminare gli ha impedito di sollevare un'eccezione d'incostituzionalità e di incompatibilità con le direttive comunitarie delle nuove norme sui reati societari e con il trattato dell'Ocse.


Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria).

Grazie alla concessione delle attenuanti generiche il reato - che in primo grado ha portato alla condanna di Cesare Previti - è stato dichiarato prescritto dalla Corte d'Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione. Nelle motivazioni della Cassazione, tra l'altro, si legge: "il rilievo dato [per concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed individuale del soggetto [Berlusconi è diventato presidente del Consiglio], valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo…".


Sme-Ariosto (corruzione giudiziaria)

A causa dei continui "impedimenti istituzionali" sollevati da Berlusconi e dei conseguenti rinvii delle udienze, la posizione del premier è stata stralciata dal processo principale. Ed è stato creato un processo parallelo, che però Berlusconi ha sospeso fino al termine del suo incarico (o sine die, in caso di rielezione o di nomina ad altra carica istituzionale) facendo approvare a tempo di record il Lodo Maccanico, proprio alla vigilia della requisitoria, delle arringhe e della sentenza, e a 40 mesi dall'inizio del dibattimento.


Sme-Ariosto (falso in bilancio)

In seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, questo capo d'imputazione contestato a Berlusconi per il denaro versato - secondo l'accusa- ad alcuni giudici, è stato stralciato. Il processo è fermo in attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci sulla conformità tra le nuove regole e le normative comunitarie. Ma, anche in caso di risposta positiva per i giudici, resterà bloccato per il Lodo Maccanico. Come tutti gli altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi.


Diritti televisivi (falso in bilancio -?- e frode fiscale)

Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano (pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale), a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da majors americane, con vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi per detassare gli utili reinvestiti dalle imprese. Un presunto falso in bilancio che i magistrati valutano in circa 180 milioni di euro nel 1994.


Telecinco (violazione delle leggi antitrust e frode fiscale in Spagna)

Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. Per questo il procuratore anticorruzione Carlo Castresana, nel maggio 2002, ha pregato Garzòn di rivolgersi di nuovo alle autorità italiane. Berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello Dell'Utri e ad altri dirigenti del gruppo Fininvest - di aver posseduto, grazie a una serie di prestanomi e di operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell'emittente Telecinco eccedenti rispetto ai limiti dell'antitrust spagnola, negli anni in cui il tetto massimo era del 25 per cento delle quote azionarie.


Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)

Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza dei termini massimi concessi per indagare.


Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)

Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine. A Firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da vent'anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Aggiunge il giudice fiorentino che esiste "una obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90". Poi aggiunge che, nel corso delle indagini, addirittura "l'ipotesi iniziale [di un coinvolgimento di Berlusconi e dell'Utri nelle stragi] ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità". Ma purtroppo è scaduto "il termine massimo delle indagini preliminari" prima di poter raccogliere ulteriori elementi.

Il gip di Caltanissetta Giovanni Battista Tona ha scritto: "Gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell'Utri]. Ciò di per sé legittima l'ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e Dell'Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell'organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori". Ma "la friabilità del quadro indiziario impone l'archiviazione".

C'è, infine, la sentenza della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta, che il 23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: nel capitolo intitolato esplicitamente "I contatti tra Salvatore Riina e gli on. Dell'Utri e Berlusconi", si legge che è provato che la mafia intrecciò con i due "un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico". Talmente fruttuoso che poi, nel 1992, "il progetto politico di Cosa Nostra sul versante istituzionale mirava a realizzare nuovi equilibri e nuove alleanze con nuovi referenti della politica e dell'economia". Cioè a "indurre nella trattativa lo Stato ovvero a consentire un ricambio politico che, attraverso nuovi rapporti, assicurasse come nel passato le complicità di cui Cosa Nostra aveva beneficiato".

 

TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI


di Umberto Bossi, ministro delle Riforme Istituzionali del governo Berlusconi


Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E' una costola del vecchio regime. E' il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava nel Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è un tubo vuoto qualunquista. Ma non l'avete visto, oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre?

Berlusconi è bollito. E' un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all'Ulivo, segue anche lui l'esercito di Franceschiello dietro il caporale D'Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi? Il suo Polo è morto e sepolto, la Lega non va con i morti. La trattativa Lega-Forza Italia se l'è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne.

Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E' un kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E' molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio.

Berlusconi è l'uomo della mafia. E' un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C'è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra.

Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le Holding. Come potrà mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere da dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine di migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto.

Quel brutto mafioso guadagna soldi con l'eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano.

Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord.

Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì. Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che 'pecunia non olet'. C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore.

Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente più accordi col Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi ci disse: "Chi esce dal cerchio magico, cioè dal mio governo, muore". Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago. Non c'è marchingegno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente, niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia.

La "Padania" chiede a Berlusconi se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera! Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi.

Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni. Ma chi si crede di essere: Nembo Kid?

Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non è ancora riuscito a mettere le mani sulla cassaforte.

Bisogna che Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser si metta in testa che con i bergamaschi io ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto per avere il cambiamento. E non c'è villa, non c'è regalo, non c'è ammiccamento che mi possa far cambiare strada... Berluscoso deve sapere che dalle nostre parti la gente è pronta a fargli un culo così: bastano due secondi, e dovrà scappare di notte. Se vedono che li ha imbrogliati, quelli del Nord gli arrotolano su le sue belle ville e i suoi prati all'inglese e scaraventano tutto nel Lambro.

Berlusconi, come presidente del Consiglio, è stato un dramma.

Quando è in ballo la democrazia, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di fargli saltare i tralicci dei ripetitori. Perché lui con le televisioni fa il lavaggio del cervello alla gente, col solito imbroglio del venditore di fustini del detersivo. Le sue televisioni sono contro la Costituzione. Bisogna portargliele via. Ci troviamo in una situazione di incostituzionalità gravissima, da Sudamerica. Un uomo ha ottenuto dallo Stato la concessione delle frequenze tv per condizionare la gente e orientarla al voto. Non accade in nessuna parte del mondo. E' ora di mettere fine a questa vergogna. Se lo votate, quello vi porta via anche i paracarri.

Se cade Berlusconi, cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi.

Ma il poveretto di Arcore sente che il bidone forzitalista e polista, il partito degli americani, gli va a scatafascio. Un massone, un piduista come l'arcorista è sempre stato un problema di "Cosa sua" o "Cosa nostra". Ma attento, Berlusconi: né mafia, né P2, né America riusciranno a distruggere la nostra società. E lui alla fine avrà un piccolo posto all'Inferno, perché quello lì non se lo pigliano nemmeno in Purgatorio. Perché è Berlusconi che dovrà sparire dalla circolazione, non la Lega. Non siamo noi che litighiamo con Berlusconi, è la Storia che litiga con lui.




(le frasi contenute nel testo sono state pronunciate testualmente da Umberto Bossi fra il 1994 e il 1999, cioè durante le tensioni del primo governo Berlusconi, dopo la rottura fra Bossi e Berlusconi nel dicembre 1994 e prima della loro riappacificazione alla fine del 1999. Le date esatte delle dichiarazioni, tratte da giornali quotidiani e agenzie di stampa, sono le seguenti: 1,7,9,10,13 marzo 1994; 5 aprile 1994; 4,11,23,31 maggio 1994; 1,12,17 giugno 1994; 29 luglio 1994; 6,8,13 agosto 1994; 1 settembre 1994; 6,20,23 dicembre 1994; 14 gennaio 1995; 22 marzo 1995; 13 aprile 1995; 10 giugno 1995; 29 luglio 1995; 25 gennaio 1996; 14,19,25 agosto 1997; 18 giugno 1998; 22 luglio 1998; 13 settembre 1998; 3, 27 ottobre 1998; 24 febbraio 1999; 13 aprile 1999; 10 settembre 1999; 19 ottobre 1999)

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BERLUSCONI'S LIFE: CRONOLOGY


1936. Born in Milan on September 29, the eldest of the three children (two boys and a girl) of Luigi Berlusconi, employee of the Banca Rasini, and Rosa Bossi, housewife.

1954. Graduates from the Salesian classical secondary school Copernico and enrolls in the Law School of the State University of Milan. In his spare time, he works as a door-to-door electric brush salesman and as a wedding and funeral photographer, plays the contrabass and sings (even on cruise ships) in the band of his childhood friend, Fedele Confalonieri.

1957. First steady job in with the building firm, Immobiliare costruzioni.

1961. Graduates law school in Milan with the maximum score of 110 cum laude, writing a thesis on the legal aspects of advertising contracts. He wins a two-million-lire scholarship offered by the Manzoni firm. He does not serve in the military for reasons unknown. He goes into real estate, purchasing a piece of land in Via Alciati thanks of the guarantees given him by banker Carlo Rasini, who obtains a partner for him, the builder Pietro Canali. The firm Cantieri Riuniti Milanesi is founded.

1963. Founds Edilnord Sas in limited partnership with Carlo Rasini and Swiss accountant Carlo Rezzonico (of the mysterious Lugano investing firm, Finanzierungesellshaft für Residenzen Ag). In 1964 he opens a construction site in Brugherio to build a model-city for 4000 people. The first condominium building is finished in 1965, but he does not manage to sell one apartment. Then - no one knows how - he manages to sell one to the Fondo di previdenza dei dirigenti commerciali [Business Managers' Social Insurance Fund].

1965. Marries Carla Elvira Dall'Oglio, Genoese, with whom he has two children -- Maria Elvira (1966) and Piersilvio (1969).

1968. Edilnord 2 is founded with a purchase of land from the city of Segrate, where Milano 2 will rise.

1969. Brugherio is completed with 1000 apartments sold.

1973. Founds Italcantieri Srl with the help of two mysterious Ticino investment firms -- Cofigen (linked with financier Tito Tettamanti) and Eti AG Holding (managed by financier Ercole Doninelli).

He purchases the Villa Casati Stampa with all its adjacent land at Arcore, thanks to the good offices of his friend Cesare Previti. In fact, Preveti, besides being his friend and business associate, was at the same time the court-appointed guardian of the only Casati Stampa family heiress, the twelve-year-old countess Annamaria

1974. The real estate firm Immobiliare San Martino is founded with the help of two BNL Bank trust firms, Servizio Italia and Saf under the management of Marcello Dell'Utri, an ex-university friend from Palermo. Telemilano 58, a cable television station, is set up in a Milano 2 building. Shortly after, it is broadcast on the air as Canale 5. Berlusconi and his family move into Villa Casati, where he is joined by Mafia capo Vittorio Mangano, hired by Dell'Utri in Sicily as "overseer" - i.e. house and estate manager. Mangano is to leave Arcore only a year and a half later in the wake of two arrests and an investigation of him for the kidnapping of a guest at the villa who was a friend of Berlusconi's.

1975. The firms Servizio Italia and Saf create Fininvest. Edilnord and Milano 2 are founded. However, Berlusconi's name never appears. It is buried and screened off in a maze of front-people and stand-ins from 1968, when he becomes president of Italcantieri, to 1979, when he becomes president of Fininvest.

1977. Right after he is given the title, "Knight of Labor," he purchases a share in the publisher of the newspaper, Il Giornale, founded in 1974 by Indro Montanelli.

1978-1983. Receives the equivalent of about 500 billion lire at today's values, about 15 billion of it in cash, to fund the 24 (then the 37) Italian holding companies that make up Fininvest. The funding sources are still unknown. These are the years of the rise to power and then to government of Bettino Craxi, secretary of the PSI [Socialist Party].

1978. He joins Propaganda 2 (P2), a secretive runaway Masonic lodge presided over by "Venerable Master" Licio Gelli, whom he was introduced to by journalist Roberto Gervaso. He holds membership card number 1816. From this time on he begins to be granted credit beyond normal limits by the Monte dei Paschi and the BNL (two banks whose key people were associated with P2). He begins to contribute his comments on economic policy to the Corriere della Sera, a newspaper controlled by the P2 through Angelo Rizzoli and Bruno Tassan Din. The P2 is dissolved as a "subversive" group by an executive order of the Spadolini government.

1980. Berlusconi founds Publitalia 80 with Marcello dell'Utri, an advertising clearinghouse for TV stations. He meets the actress Veronica Lario (the stage name of Miriam Bartolini), who was acting in burlesque show at Milan's Teatro Manzoni. He falls in love and hides her for three years in a secret wing of the Fininvest headquarters in Via Rovani in Milan. When she becomes pregnant in 1984, she gives birth in utmost secrecy to a girl, Barbara, in Switzerland. Berlusconi recognizes his daughter legally. Bettino Craxi becomes the godfather at her baptism.

1981. The Milan public prosecutors Gherardo Colombo and Giuliano Turone discover the lists of P2 lodge members while they are investigating the dealings of Michele Sindona, the bankrupt Mafia and P2 member. However, Berlusconi does not suffer from the fallout of the scandal that sweeps through the government, the army, the secret services, and the world of journalism.

1982. Berlusconi purchases the television station Italia 1 from the publisher, Edilio Rusconi.

1984. Berlusconi purchases the television station Rete 4 from the publisher, Mondadori. By now he is the owner of three national television networks and can compete with RAI [the public network] directly. However, three judges - from Turin, Pescara, and Rome - confiscate the equipment that enables the programs to be broadcast in "inter-connection" - that is, simultaneously nationwide. Craxi issues an urgent executive order (the first "Berlusconi decree") to legalize the illegal situation, but the order never becomes law because it is held unconstitutional. Craxi issues another executive order (the second "Berlusconi decree") and threatens the parties in his alliance to call for early elections if the order is rejected. In February, 1985, the order become law after the Craxi government bound it to a vote of no confidence.

1985. Berlusconi divorces Carla Dell'Oglio and makes his union with Veronica official. They have two other children -- Eleonora (1986) and Luigi (1988). His second marriage is presided over in a civil ceremony by Paolo Pillitteri, the Socialist mayor of Milan and brother-in-law of Craxi. The wedding witnesses are Bettino and Anna Craxi, Confalonieri and Gianni Letta.

1986. Berlusconi purchases the football club Milan Calcio and becomes its president. (In 1988 Milan wins its first championship.). Meanwhile, his French television station La Cinq falls through. It is to close for good in 1990. Jacques Chirac is to be the person who chases him out of France, calling him a "broth salesman."

1988. The De Mita government issues the "Mammì law" concerning the radio and television system. The law, in effect, endorses the dual-monopoly of the RAI-Fininvest networks and fails to impose any genuine antitrust ceiling on Berlusconi. The law is passed in 1990.He purchases Standa, a supermarket chain.

1989-1991. Long battle between Berlusconi and De Benedetti over the control of Mondadori, the first publisher to control newspapers (La Repubblica and13 local newspapers), weeklies (Panorama, Espresso, and Epoca) and virtually the entire book trade. A sentence issued by Judge Vittorio Metta allows Berlusconi to wrest control of Mondadori from his rival. A court in Milan will later hold that this sentence was bought through bribes given by the attorney, Previti, on Berlusconi's behalf. Subsequent political negotiations lead to the return, at least, of La Repubblica, Espresso and the local newspapers to De Benedetti. All the rest is to remain with Berlusconi.

1990. Parliament passes the controversial "Mammì law." Accordingly, Berlusconi is allowed to keep his television networks and Mondadori. (In the meantime, he enters the pay-TV business with the station Telepiù.) He just had to "divest" himself of the newspaper Il Giornale, which he hands over to his brother Paolo in 1990.

1994. Berlusconi is left orphaned by political parties friendly to him, which are swept away in the

Tangentopoli ["Bribe-opolis"] scandals. He enters politics in person, founds the Forza Italia ["Let's Go, Italy"] party, wins the March 27 political elections at the head of the Polo delle Libertà ["Freedom Alliance"], and becomes Prime Minister. On November 21 he is implicated in an investigation about bribes given to the members of the Guardia di Finanza [the treasury police]. On December22 he is forced to resign on a vote of no-confidence introduced by the Lega Nord party [the "Northern League"], which no longer support his social policies and press for a resolution of his conflict-of-interest problems.

1996. Berlusconi is investigated for Mafia associations, illegal accounting practices, fiscal fraud, and - above all - for bribing judges along with Preveti. At the same time, he runs again in the political elections but loses. Romano Prodi, the candidate of the center-left Ulivo ["Olive-Tree Alliance"], wins. Berlusconi spends 5 years in the opposition, but is involved in a series of judicial investigations and trials, which end in several guilty verdicts in the first trials. However, the verdicts are suspended and - rarely -- reversed in appeals courts and in the Cassazione court [the supreme court of appeals].

2001. On May 15 he wins the elections at the head of the Casa delle Libertà ["Freedom House"] party alliance and is re-installed as Prime Minister.

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BERLUSCONI AND HIS MYSTERIES


The life and career of the entrepreneur Silvio Berlusconi remains studded with black holes and unanswered questions in spite of the authorized biographies that he has had published or promoted for auto-hagiographic ends over the years. This is a little review of the most disquieting omissions.




1) Edilnord Sas is the company Silvio Berlusconi founded 1963 to build Milano 2. The limited partners on the operational level are, besides the future Knight of Labor, the accountant Edoardo Piccitto and the builders Pietro Canali, Enrico Botta and Giovanni Botta. The limited partners who financed the operation are banker Carlo Rasini, owner of the bank of the same name on the Via dei Mercanti in Milan, and business attorney Renzo Rezzonico, legal represntative of a Lugano investment firm, Finanzierungesellshaft für Residenzen Ag, whose real owners are to remain unknown forever. However, these must have been very optimistic people to have entrusted enormous capital to Berlusconi, a young 27-year-old man who, up until that time, had not yet given off any proof of management skills worthy of note.


2) The Banca Rasini was the place where Silvio's father Luigi Berlusconi worked all his life on his way up from simple clerk to director general. Here is the answer that Michele Sindona (bankrupted P2 member linked with Cosa Nostra and the laundering of Mafia money) gave to American reporter Nick Tosches when he was asked which banks were used by the Mafia: "In Sicily sometimes the Banco di Sicilia. In Milan a little bank in Piazza Mercanti" -- that is, the Banca Rasini, where Luigi Berlusconi became the general director. Well-known Mafia figures and Sicilian drug dealers held bank accounts at the Banca Rasini, including Antonio Virgilio, Salvatore Enea, and Luigi Monti, who is linked with Vittorio Mangano, the Mafia figure who worked as overseer in Berlusconi's villa between 1973 and 1975.


3) On October 29, 1968, the real estate firm Edilnord Centri Residenziali Sas (a kind of Edilnord 2) was founded. This time, instead of Berlusconi, his 31-year-old cousin Lidia Borsani appears as limited partner. The capital is supplied by another mysterious Lugano investment firm, the Aktiengesellshaft für Immobilienanlagen in Residenzentren Ag" (Aktien), which itself was founded just 10 days before the founding of Edilnord 2. From this moment on, Berlusconi vanishes into nothingness, covered by a thicket of abbreviations and front-people. He is to re-emerge only in 1975 to preside over Italcantieri and in 1979 as president of Fininvest. In the meantime, dozens of companies are founded in the name of relatives and figureheads and controlled by companies whose real owners are unknown. As Giuseppe Fiori reconstructs it in his book Il venditore [The salesman] (Milan: Garzanti, 1994), Italcantieri was founded in 1973, made up of two Ticino investment firms. The first is Cofigen Sa of Lugano (linked to financier Tito Tettamanzi, close to masonry and the Opus Dei). The second is Eti A.G.Holding of Chiasso (managed by Ercole Doninelli, a financier from the extreme right and owner of the firm Fi.Mo, which was repeatedly investigated for money laundering, even with Colombian drug dealers.


4) In 1974 the real estate firm Immobiliare San Martino is founded and managed by Marcello Dell'Utri. The capital comes from two investment firms associated with the BNL Bank: Servizio Italia (managed by P2 member Gianfranco Graziadei) and Saf (Società Azionaria Finanziaria, represented by Frederick Pollack, a Czech front-man born no later than1887). Under various names and with various systems and various front-people, a myriad of companies are propagated linked to Berlusconi and those close to him, beginning with the 34 Holding Italiana firms that control the Fininvest group. Banca d'Italia manager Francesco Giuffrida and Treasury Police Official Giuseppe Ciuro were technical consultants for the Palermo Prosecutors' Office at the trail of Marcello Dell'Utri for acting as an outside accessory to Mafia activity. They state that the firms received at least 113 billion lire between 1978 and 1985 (the equivalent of today's 502 billion lire or ¤ 250 million), part of which came in cash and in "masked" checks, which are still "are of unknown origin." Palermo prosecutors maintain that this is Mafia capital "invested" in the firms by cells linked with Mafia big, Stefano Bontate. Defense lawyers counter that this money was from self-financing although they do not explain where all that liquidity came from. Berlusconi's own technical consultant, Professor Paolo Jovenitti, admits the "irregularity" and incomprehensibility of several operations of those years.


5) In 1973 Silvio Berlusconi purchased the eighteenth-century Villa San Martino in Arcore along with its master artists' paintings, a one-million -square-meter park, tennis courts, horse runs, stables, two pools, and hundreds of acres of land. The former owner was Annamaria Casati Stampa di Soncino, the minor-aged heiress of the noted Lombard noble family who was left an orphan in 1970. The girl was being guided by a court-appointed guardian, the lawyer Cesare Previti. Preveti was a friend of Berlusconi, the son of one of his front-men company heads (his father Umberto), and a manager of a company in Berlusconi's group ((Immobiliare Idra). Thanks to this lucky coincidence, the fabulous villa and everything connected with it was bought for about 500 million lire - a ridiculous price. What is more, it was paid not in cold cash but in shares in several real estate companies that were not listed in the stock market. The result was that when the girl moved to Brazil and tried to cash in the shares, she found herself with a barrel full of paper. At that point Previti and Berlusconi offered to back the shares, but at half the price that was initially stipulated. A verdict of the Tribunal of Rome in 2000 acquitted the authors of the book Gli affari del presidente [The dealings of the president] who had recounted this embarrassing transaction.


6) In 1973 Berlusconi hired Vittorio Mangano on the recommendation of Marcello Dell'Utri as overseer (or, "administrator of the villa," as Dell'Utri recently put it). Mangano was a known Palermo criminal with a long record of arrests and convictions. Just two years later he was to leave the villa when he was suspected of having set up the kidnapping of Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata. D'Angerio was kidnapped immediately after had had eaten dinner with Berlusconi , Dell'Utri, and Mangano himself and had left the villa at Arcore. Mangano was even to be convicted for drug trafficking (at a mass trail prosecuted by Falcone and Borsellino) and sentenced to life in prison for murder and Mafia activities.


7) On January 26, 1978, Silvio Berlusconi joined the lodge Propaganda 2 (P2), having been introduced to the "great master" Venerable Licio Gelli by journalist friend Roberto Gervaso. He paid his membership fee of 100,000 lire and was registered with membership card 1816 (codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625). His membership began to yield all kinds of advantages: financing from Graziadei's Servizio Italia, easy and unjustified credit from the Monte dei Paschi di Siena bank (managed by P2 member Giovanni Cresti), an occasional column in the Corriere della Sera. This newspaper was edited by P2 member Franco Di Bella and controlled by the Rizzoli publishers, who included P2 members Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din and Umberto Ortolani.


8) On October 24, 1979, Silvio Berlusconi received three Treasury Police officers at Edilnord Cantieri Residenziali headquarters. He presented himself as "as simple external consultant" for "the planning of Milano 2". In reality, he was the single owner of the company, which was listed under the name of Umberto Previti. However, the Treasury officers fall for the line and end the inspection very quickly even though they had come across more than one irregularity in the relations with the mysterious Swiss partners. All three officers were to make careers for themselves. They are named Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo and Alberto Corrado. Berruti, the leader of the patrol, was to leave the Treasury Police a few months later in order to go to work for Fininvest as a commercial lawyer (for foreign affairs, contacts with Milan football players, and so on). He was arrested in 1985 in the Icomec scandal and then acquitted. He was to return to prison in 1994 together with Corrado for attempting to obstruct an investigation into bribery in the Treasury Police. He was later to be elected as a representative in Parliament with the Forza Italia party. He was convicted in a first trial and on appeal to 8 months in prison for abating illegal activity. Gallo turned out to be a P2 member.


9) On May 30, 1983, the Milan Treasury Police, who were tapping Berlusconi's telephones in connection with an investigation on drug trafficking, drafted an investigative report that states: "It has been pointed out that the well-known Silvio Berlusconi may be financing intense narcotics traffic from Sicily into France and other Italian regions (Lombardy and Lazio). He may be at the center of great speculative activity on the Costa Smeralda [Sardinian coast], using friendly firms headquartered in Vaduz and elsewhere abroad. Operationally, the firms in question can be said to have given a broad mandate to the professional people in the area." For eight years the investigation languished, practically forgotten. At first, it was conducted by prosecutor Giorgio Della Lucia . It then passed into the hands of the public investigative office [Ufficio istruzione], which was for years charged with bribery in judicial affairs along with financier Filippo Alberto Rapisarda, former employer and partner of Marcello Dell'Utri. Finally, Milan Judge Anna Cappelli was to close the investigation in 1991.


10) The third close encounter of the troublesome kind between Berlusconi and the law dates back to October 16, 1984, when three judges - from Turin, Rome, and Pescara - had the nerve to enforce the rules that regulated television broadcasting. Berlusconi had decided to bend the rules when he broadcast the same programs simultaneously nationwide. The three judges pointed out that this was prohibited, that it could not be done. They blocked off the equipment used to broadcast illegally. Berlusconi blacked out his television networks and blamed it on the judges. He then whipped up a TV-addicted population with the slogan Vietato vietare [Forbidden to forbid], launched opportunely from the show of ex-P2 member Maurizio Costanzo. The slogan was immediately changed into a law by his accommodating prime minister and best man, Bettino Craxi. Craxi abandoned a state visit to London to race back to Italy to issue an executive order ad personam (the "Berlusconi decree"). This was to re-start his friend's illegal broadcasts. There was such a huge scandal that even some people in the Pentapartito [the five-party coalition] did not want to stand for it. The executive order was thought to be unconstitutional and was voted down in Parliament. Then, two of the three judges re-ordered the criminal confiscation of all equipment used for broadcasts that were not local. In consequence, Craxi hatched a second Berlusconi decree, flaunting the bogeyman of a governmental crisis and early elections before his rebellious allies. It was the CAF itself [the Craxi-Andreotti-Forlani alliance] that was to legalize the illegal Fininvest monopoly over commercial television through the Mammì Law, nicknamed the "Polaroid-Law" for the clear focus of its snapshot of the status quo.

ALL THE TRIALS OF BERLUSCONI


Lies about the P2 lodge (perjury)

In 1990 the Venice Court of Appeals found Berlusconi guilty of giving false testimony under oath before the Tribunal of Verona in relation to his membership in the P2. However, the crime was pardoned by the amnesty of 1989. Questioned under oath, Berlusconi stated "I do not remember the exact date of my joining the P2. However, I remember that it was a little bit before the scandal …. I have never paid a membership fee and this was never asked of me." However, Berlusconi was a P2 member in 1978. (The scandal broke out in 1981.) He had paid his membership fee. The Venice Court of Appeals wrote: "The Judicial Panel holds that the defendant's declarations do not reflect the truth …. They are in conflict with the findings of the Anselmi commission and the defendant's own testimony heard before a judge in Milan and never disputed …. Therefore it follows that Berlusconi has declared a falsehood." He has given "false testimony." He has "fully conformed to the objective and subjective characteristics of the crime of perjury." However, "the crime is nullified by virtue of amnesty."


Bribes to the Guardia di Finanza [Treasury Police] (bribery)

First trial: convicted and sentenced to 2 years and 9 months in prison for all four alleged bribes (no general mitigating circumstances).

Appeal: dismissal of three counts of bribery (due to general mitigating circumstances) and acquittal on the fourth count for insufficient evidence (See comma II art.530 c.p.p.). The decision reads "A guilty verdict for the defendant is based on many aspects of the evidence. They are certain, univocal, precise, and concurring and, for this reason, imbued with the relevant force of proof, so that they assume value as proof."

Supreme Court of Appeals [Cassazione]: acquittal. The motivation contains two references to the classical insufficiency of evidence. The Supreme Court of Appeals is not permitted to enter directly into the merits of a case or reverse a previous verdict for insufficient evidence. It must come to a clear-cut verdict - to uphold or strike down. Nevertheless, the judges of the VI Penal Section explicitly quote articolo 530 cpv [an article in the law code], where cpv means capoverso [a paragraph]. They cite comma 2 [a section of the code] that reads "contradictory or insufficient evidence." Twelve lines from the end of their decision the supreme-court judges wanted to express themselves more clearly in order to avoid ambiguity. They wrote: "Bearing in mind the previously observed insufficiency of proof of the material used in evidence by the Court of Appeals in relation to Berlusconi …"


All Iberian 1 (illegal funding of political parties)

First trial: convicted and sentenced to 2 year and 4 months for the 21 billion lire handed over abroad to Bettino Craxi through the foreign All Iberian account.

Appeal: the case is dismissed due of expiration of the statute of limitations. However, "no evidence of the innocence of the any of the defendants emerges from the trial records."

Supreme Court of Appeals: dismissal upheld with a sentence of payment of legal costs. The decision reads: "The business and financial dealings leading up to the financing abroad of the Northern Holding temporary account[Craxi] through the account entitled All Iberian were effected in Italy by the leading managers of the group Fininvest spa with the relevant cooperation of Berlusconi as owner and president …. The defendant's non-involvement does not emerge from the trail evidence."


All Iberian 2 (accounting fraud)

Trial adjourned until the European High Court of Justice and the Italian Constitutional Court rule on the legality of the new business-crime laws approved by the Berlusconi government. If the motions raised by various courts are struck down, the crime will be dismissed


Medusa Cinema (accounting fraud)

First trial: convicted and sentenced to 1 year and 4 months in prison. (10 billion lire in off-the-books funds from the purchase are deposited into a series of bearer accounts of Silvio Berlusconi.)

Appeal: acquittal for insufficient evidence. (See comma 2 art. 530). According to the panel of judges, Berlusconi is so rich that he might not have noticed how - in the course of the purchase - his colleague Carlo Bernasconi (convicted) deposited 10 billion lire for him off-the-books. The judges write: "The multitude of the bank accounts attributable to the Berlusconi family and the well-known large dimensions of his wealth imply that it was impossible for him to realize both this increase and, above all, the sources of the increase."

Supreme Court of Appeals: appeals acquittal upheld.


The Macherio Lands (embezzlement, fiscal fraud, accounting fraud)

First trial: acquittal (for 4.4 billion lire paid off the books to the owner of the land around the Villa of Macherio, the residence of second-wife Veronica and their three children). Case dismissed for the accounting fraud of the two firms (statue of limitations), with which "undoubtedly Berlusconi took part in."

Appeal: acquittal upheld for embezzlement and fiscal fraud. Acquittal also for one count of accounting fraud. The second count was upheld, but was pardoned in an amnesty.

Supreme Court of Appeals: On-going.


The Lentini Case(accounting fraud)

First trial: the crime (10 billion lire paid off the books to Torino Calcio football club for the purchase of the player, Luigi Lentini) was dismissed thanks to a new law on accounting fraud.

Appeal: On-going.


Consolidato gruppo Fininvest (accounting fraud)

On the basis of the new law on accounting fraud, Judge Fabio Paparella dismissed the case concerning the 1.5 trillion lire in alleged off-the-books funds accumulated by the Berlusconi group in 64 off-shore firms of the All Iberian group (part B of Fininvest).

State prosecuting attorney Francesco Greco presented the Supreme Court of Appeals with his motion that the lack of a preliminary hearing prevented him from raising objections against the new law. Greco's objections are based on its unconstitutionality and its conflict with new European Union rules on business crimes as well as with the OCSE treaty.


The Mondadori Court Award (bribery of judges).

The crime, for which Cesare Previti was convicted in the first trial, was dismissed by the Milan Court of Appeals and the Supreme Court of Appeals through their concession of general mitigating circumstances.

The Supreme Court of Appeals cited one of their motives: "the emphasis [for conceding general mitigating circumstances] placed upon the current social and individual circumstances of the subject [Berlusconi had become prime minister], having been evaluated by the Court as decisive, does not appear in any way incongruous …."


Sme-Ariosto (bribery of judges )

The trial of the prime minister was separated from the main trial because of the continual "institutional impediments" raised by Berlusconi and the resulting postponements of hearings. A parallel trial was instituted, but Berlusconi had the trial adjourned until he leaves office or sine die (indefinitely) in case of his re-election or nomination to another governmental office through the stipulations of the Maccanico Law, which he had passed in record time. This happened after 40 months of trial and right before the prosecutor's address, the summing-up statements, and the verdict.


Sme-Ariosto (accounting fraud)

This charge against Berlusconi for the money allegedly given to several judges was separated from the main trial as a consequence of the enactment of new business laws. The trial has been adjourned until the European High Court of Justice rules on whether the new regulations clash with Union guidelines. However, even if the High Court rules against he regulations, the trial has been blocked by the Maccanico Law, as are all the other on-going trials against Silvio Berlusconi.


Television Rights (accounting fraud and fiscal fraud)

Preliminary investigations by the State Attorneys' office in Milan under Alfredo Robledo and Fabio De Pasquale were conducted into the activities of numerous managers of the Mediaset group, its president Fedele Confalonieri, and its owner Silvio Berlusconi. According to the prosecutors' charges, Berlusconi has in fact remained as de facto supreme head of the company even after his entry into politics in 1994. The particular object of the investigation is a series of financial dealings for the purchase of the screen and television rights for films of major American studios that involved rapid, roundabout passages of the rights from one foreign company to another of the Berlusconi group. The alleged result was to raise the price of the purchased rights artificially as a way of cashing in on the fiscal incentives of the Tremonti Law. This was a law passed by the first Berlusconi government in order to exempt the businesses' re-invested profit money from taxes. The prosecutors estimated this alleged accounting fraud as about ¤ 180 million in 1994.


Television Station Telecinco (violation of antitrust laws and fiscal fraud in Spain)

Madrid anti-corruption judge Baltasàr Garzòn Real requested the Italian government to try Berlusconi or, as an alternative, to deprive him of immunity so that he could be tried in Spain. He received no answer. For this reason the state anti-corruption prosecutor Carlo Castresana requested Garzòn to address the Italian authorities again in May, 2002. In Spain Berlusconi - along with Marcello Dell'Utri and other Fininvest managers - is charged with having taken virtually total control of the television station Telecinco, control violating the Spanish antitrust law, which had fixed the ceiling at 25% of the shares in the years involved.


Mafia (outside accessory to Mafia activities and money laundering)

The investigation has been closed in Palermo at the request of the prosecutor's office because of expiration of the time limit granted.


Bombings in 1992 and 1993 (accessory to mass violence)

The investigations by the prosecutors of Florence and Caltanissetta into the alleged "hidden-faced instigators" of the bombings in 1992 (of Falcone and Borsellino) and in 1993 (in Milan, Florence, and Rome) were closed due the expiration of the time allowed for the investigation. However, on November 14, 1998, Judge Giuseppe Soresina pointed out how Berlusconi and Dell'Utri allegedly "maintained a relationship that was not merely episodic with criminal elements who can be linked to the program of violence that took place." This points to the Corleone mob that has guided the Cosa Nostra for the last 20 years and committed hundreds of murders and a half dozen bombings. Soresina adds that there is "an objective convergence of the political interests of Cosa Nostra with some qualified programmatic lines of the new formation [Forza Italia]: articolo 41 bis [on prison conditions], legislation on state witness protection, and the recovery of the concept of guarantees for trials that was purposely overlooked by the legislation of the early 1990s." He then adds that, over the course of the investigation "the initial hypothesis [of the involvement of Berlusconi and dell'Utri in the mass violence] has remained and, if anything, increased in plausibility." Unfortunately, the "time limit for the preliminary investigation" has expired before it was possible to gather further evidence.

Caltanissetta Judge Giovanni Battista Tona wrote "The records of the file have amply demonstrated support for the various possibilities of contact between men belonging to Cosa Nostra and business groups controlled in varying degrees by the current objects of investigation [Berlusconi and Dell'Utri]. This alone legitimates the hypothesis that, considering the prestige of Berlusconi and Dell'Utri, they could have been identified by the men of the organization as eventual new conversation partners." However, "the fragility of the whole picture of the circumstances demands that the investigation be closed." Finally, there is the sentence of the Caltanissetta Assize Court of Appeals of June 23, 2001, which convicted 37 Mafia chieftains for the Capaci bombing. In the chapter of the sentence explicitly entitled "The contacts between Salvatre Riina and Hon. Dell'Utri and Berlusconi," we read that it is proven that the Mafia devised "a fruitful relationship at least in an economic terms" with the two. It was so fruitful that in 1992 "Cosa Nostra's political project in the realm of institutions aimed at creating new balances and new alliances with the new referents for politics and economics ." This is to say "to bring the state to negotiations or to allow for a political exchange that, through new relationships, would insure - as in the past - the cooperation that the Cosa Nostra had benefited from."

EVERYTHING I THINK ABOUT BERLUSCONI


by Umberto Bossi, Minister of Institutional Reform in the Berlusconi government


Silvio Berlusconi was Bettino Craxi's bag boy. He was the spare rib of the old regime. He is the most efficacious re-cycler of unstuck stucco of the Penta-party. While the League was bringing down the regime, he was staying at the Old White Mill wearing his little toupee and his plastic-surgery facial. He is an empty-tube know-nothing. But did you see him today, all slick-haired in the midst of those baby blue clouds? Berlusconi is boiled meat. He is a poor jerk, a traitor to the North, a poor guy served by the Olive Tree. Franceschiello's army behind Corporal D'Alema and his bugle will follow him, even. I have a long memory. But who is Berlusconi? His Pole is dead and buried. The League does not walk with the dead. The negotiations between the League and Forza Italia are something he made up, poor man. Berlusconi's Neo-CAF party can never make deals with the League. He is the steak and the League is the meat grinder. Berlusconi has the same characteristics as dictators. He is a Kaiser in a double-breasted suit, a little Ceasar. What's more, he is the lead comedian in the little theater of politics. He is the Peròn of social security. He is much worse than Pinochet. He has something Nazi-oid, Mafioso, about him. The P2-ist is a treacherous fox ready to raid my chicken coop. Berlusconi is the Mafia's man. He is a Palermitano who speaks Meneghino, a Palermitano born in the wrong place and sent here on purpose to screw the North. Fininvest was born of the Cosa Nostra. There are some differences between Berlusconi and us. 'Tis a pity he's a Mafioso. The problem is that in the North the people are still split into the people who know that Berlusconi is a Mafioso and those that don't know it yet. But the North will kick him out. We don't give a shit about Berlusconi. Answer this! Where does your money come from? From the Mafia finance companies? There are one hundred thousand young people from the North who were killed by drugs. Berlusconi told me in person that the money came from the Banca Rasini, founded by a certain Giuseppe Azzaretto from Palermo, who then managed to keep hold of the whole operation. In that very bank, Silvio's father worked and there were the accounts of many Cosa Nostra members. You have to get to know his roots, his story. Gelli made project-Italy and there was good-man Berlusconi in the P2. After that, the Holding companies were hatched. How can the justice system ever do its duty and go and see where all that spare change comes form, remembering that the Mafia made that spare change here with drugs and that from drugs tens of thousands of kids have been killed and that they are crying out to us from under the earth? If he wants to find out the story of the fall of his government, let him come to me and I will spell it out to him. It was me who brought down the party of the Mafiosi. He bought our representatives and I knocked him down. That ugly Mafioso makes money with heroin and cocaine. The Mafioso of Arcore wants to bring Fascism and Southernism to the North. Debating equal broadcast time is too little. I propose a board of inquiry into Berlusconi's getting rich. In Forza Italia there is an oblique collusion of politics, dead criminal silence, and money laundering. The man of the Cosa Nostra - with Fininvest - has something like 38 holding companies. 16 of these are covert. They made the bank of Palermo in Milan, the Banca Rasini, give birth to the bank of the Cosa Nostra in Milan. Forza Italia was created by Marcello Dell'Utri. Look out that the real interests at stake don't come out. On television nice faces appear and they tell you about this and they tell you about that, and they seem like nice people. But look out that Mafia has no limits. The Mafia, the interests of the Mafia are drugs and drugs have killed thousand and thousands of youths, mostly in the North. Palermo has television in its hands and can go into the houses of the good citizen imbeciles of the North. Berlusconi has done what he wanted to with television stations even the local ones, up in the face even of the Mammì Law. Many fortunes are a shame because they come from tens of thousands of deaths. It's not true that pecunia non olet - money doesn't smell. There is money that smells like sweat and there is money that stinks like Mafia. But if it weren't for that power, the Pole would melt away in a few hours. Meet with Berlusconi again at Arcore? I rule it out. No more agreements with the Pole. Three years ago they thought they could put a whammy on us. The wizard of Berlusconi told us: "He who steps out of this magic circle - that is, from my government --dies." We stepped out and sent the wizard his whammy back. There is no magic trick that can make us step back into the circle of Berlusconism. With these people - no political agreements. There is a party where Dell'Utri is active, under investigation about the Mafia. The Padania has asked Berlusconi if he was a Mafioso? But it went much too easy! It should have gone in deeper, into those dead-meat deadbeats linked with Craxi. I will be the guardian of that swindler Berlusconi. We are in conditions dangerous for democracy. If he gets into Palazzo Chigi, what will win is a party that does not exist. One man will win - the Technocrat, the Autocrat. I say what I think. He does what he cashes in on. He treats the state as if it were a corporation. But just who does he think he is, the Nembo Kid? But do you think it is possible that someone who owns 140 companies can work in the interests of the citizens? When that guy cries, have a little laugh. It means that everything is OK, that he hasn't yet gotten to lay his hands on the safe. Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser has to get it into his head that I have sworn a blood oath with the Bergamaschi. I swore to them that I would do everything to have a change. There's not a villa, not a present, not a winking eye that can knock me off my path. Berluscoso ought to know that up our way people are ready to kick his ratty ass. It would just take two seconds and he would have to run away at night. If they find out that he has tricked them, the people of the North, they will roll up his nice villas and his English meadows and dump them all into the Lambro. Berlusconi, as President of the Council, was a drama. When democracy is at stake, it may come into somebody's head to blow up his broadcast towers. Because he brainwashes the people with his televisions with the same old tricks of detergent-bag salesmen. His televisions are against the constitution. They should be taken away from him. We find ourselves in a situation of grave unconstitutionality, like South America. One man has gotten the TV-frequency franchise from the state so that he can condition the people and orient them to vote. This is not happening in any other part of the world. It's time to put an end to this shame. If you vote for him, he will take away even the curbstones. If Berlusconi falls, the whole Pole falls and the League will take everything in the North. But they won't make him fall because he may be a son of a bitch, but he is their son of a bitch and that's why they are keeping him on his feet. But the poor man of Arcore is feeling that the whole bundle load of Forza-Italia and the Pole is going to pieces on him. A mason, a P2-ist like this Arcorist, has always had the problem of doing "his thing" -- doing Cosa sua or Cosa nostra. But look out, Berlusconi. Not the Mafia, not the P2, not America can get to destroy our society. And he in the end will have a little place in hell because that one there, they won't even be able to cram him into purgatory. Because it is Berlusconi who should disappear from circulation, not the League. It's not us who have picked a fight with Berlusconi. It's history that has picked a fight with him.


(The words in the text above are literal quotations from the words of Umberto Bossi. They date from 1994 to 1999. This was the time of the tension in the first Berlusconi government and of the break between Bossi and Berlusconi in December, 1994. This was before they made peace again at the end of 1999. The words were taken from newspapers and press agencies. The dates are the following: 1,7,9,10,13 March 1994; 5 April 1994; 4, 11,23,31 May 1994; 1,12,17 June 1994; 29 July 1994; 6,8,13 August 1994; 1 September 1994; 6,20,23 December 1994; 14 January 1995; 22 March 1995; 13 April 1995; 10 June 1995; 29 July 1995; 25 January 1996; 14,19,25 August 1997; 18 June 1998; 22 July 1998; 13 September 1998; 3, 27 October 1998; 24 February 1999; 13 April 1999; 10 September 1999; 19 October 1999)

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LA VIE DE SILVIO BERLUSCONI
CHRONOLOGIE

1936. Nait à Milan le 29 septembre, premier de trois enfants (deux garçons et une fille) de Luigi Berlusconi, employé à la Banque Rasini, et Rosa Bossi, femme au foyer.

1954. Passe le Baccalauréat, section lettres classiques, au lycée catholique Copernic et s'inscrit en Droit à l'Université d'Etat de Milan. A temps perdu, il vend des brosses électriques en faisant du porte-à-porte, est photographe lors de mariages et d'enterrements, joue de la basse et chante dans l'orchestre d'un ami d'enfance Fedele Confalonieri (mais aussi sur des bateaux de croisière).

1957. Premier emploi occasionnel dans le secteur de l'immobilier et de la construction.

1961. Passe sa maîtrise en Droit avec les félicitations du jury à Milan. Son mémoire de fin d'études porte sur les aspects juridiques du contrat publicitaire. Il obtient alors une bourse d'étude de deux millions de lires offerte par la société Manzoni. Il échappe, on ne sait comment, au service militaire. Et il se consacre à la construction en acquérant un terrain, via Alciati à Milan, grâce à la garantie du Banquier Carlo Rasini, qui lui procure en outre un associé, l'entrepreneur Pietro Canali. Est créé la société " Cantieri Riuniti Milanesi".

1963. Est fondée la société "Edilnord Sas" avec comme soci accomandanti (investisseur) Carlo Rasini et le comptable suisse Carlo Rezzonico (au nom de la mystérieuse société financière de Lugano Finanzierungesellshaft fur Residenzen Ag). En 1964 s'ouvre alors un chantier à Brugherio pour l'édification d'une cité modèle de 4.000 habitants. En 1965 est achevé le premier immeuble dont aucun des appartements ne trouve acquéreur. Puis, sans que l'on sache comment, l'ensemble sera vendu à la caisse de retraite des commerçants..

1965. Berlusconi épouse Carla Elvira Dall'Oglio, originaire de Gêne, qui lui donnera deux enfants, Maria Elvira (1966) et Piersilvio (1969).

1968. Est créé la société Edilnord 2, pour l'acquisition de terrains sur la commune de Segrate, où sera construit Milano 2.


1969. Brugherio est achevé avec 1.000 appartements vendus.

1973. La société Italcantieri Srl est créée, grâce aux capitaux de deux mystérieuses fiduciaires du Tessin, Cofigen (liée au financier Tito Tettamanti) et Eti AG Holding (administrée par le financier Ercole Doninelli). Est achetée, grâce aux bons offices de son ami Cesare Previti, la villa Casati Stampa avec toutes ses dépendances à Arcore, à un prix de (super-)faveur. Previti est, en effet, à la fois, le tuteur légal, de l'unique héritière des Casati Stampa, la contesse Annamaria, âgée de douze ans, et un ami de Silvio Berlusconi et associé en affaire avec lui.

1974. Grâce à deux fiduciaires de la BNL, les sociétés Servizio Italia et SAF, est créée la société Immobiliare San Martino, administrée par un ancien camarade d'université, Marcello Dell'Utri, palermitain. Dans un immeuble de Milano 2 est lancée une télévision par câble, Telemilano 58, qui passera bientôt à la postérité sous le nom de Canale 5. Berlusconi déménage avec sa famille à la Villa Casati, accompagné par le boss mafieux Vittorio Mangano, engagé en Sicile par Dell'Utri comme "factotum", c'est-à-dire comme administrateur de la demeure et des terrains. Mangano quittera Arcore seulement un an et demi plus tard, suite à deux arrestations et une enquête sur sa responsabilité dans l'enlèvement d'un hôte de la Villa, ami de Berlusconi.

1975. Les deux fiduciaires donnent naissance à la société Fininvest. Sont fondées également les sociétés Edilnord et Milano 2. Mais, entre 1968 et 1975, Berlusconi n'apparaît jamais, caché derrière une myriade de prête-noms et sociétés-écran. Il ne refait surface qu'en 1975 lorsqu'il prend officiellement la direction d'Italcantieri puis en 1979 lorsqu'il devient président de Fininvest.

1977. A peine devenu "Cavaliere del Lavoro", il acquiert une participation dans la maison d'édition du quotidien Il Giornale, fondé en 1974 par Indro Montanelli.

1978-1983. Il reçoit une somme équivalant à 500 milliards de lires en valeur actuelle, dont près d'une quinzaine de milliards en liquide, pour capitaliser les 24 (devenues par la suite 37) sociétés Holding Italiana qui composent Fininvest. La provenance de ses sommes reste inconnue jusqu'à aujourd'hui. Cette période correspond à celle de l'ascension vers le pouvoir de Bettino Craxi, secrétaire du PSI depuis 1976, et où ce dernier accède au gouvernement.

1978. Il s'inscrit à la loge maçonnique occulte Propaganda 2 (P2) du Grand Maître Licio Gelli, à qui il a été présenté par le journaliste Roberto Gervaso. Carte n°1816. A partir de ce moment-là, Berlusconi commence à bénéficier de crédits au-delà de toute normalité de la part des Banques Monte dei Paschi et BNL (deux banques dont certains hommes-clés sont eux-mêmes membres de la loge P2). Il commence alors à publier également des analyses de politique économique dans le quotidien Corriere della Sera, contrôlé par la loge P2 par le biais d'Angelo Rizzoli et Bruno Tassan Din. La loge P2, considérée comme subversive, sera par la suite dissoute par une décision du gouvernement Spadolini.

1980. Berlusconi fonde, avec Marcello Dell'Utri, Publitalia 80, une société de concession publicitaire pour les réseaux télévisés. Il rencontre l'actrice Veronica Lario, de son vrai nom Miriam Bartolini, qui joue dans un spectacle du Théâtre Manzoni de Milan légèrement vétue. Il en tombe amoureux. Il la cache pendant près de trois ans dans une aile secrète du siège de Fininvest, Via Rovani à Milan. Puis elle tombe enceinte et, en 1984, toujours dans le secret le plus absolu, donne naissance en Suisse à une fille, Barbara. Berlusconi la reconnaît. Le parrain sera Bettino Craxi.

1981. En enquêtant sur les trafics de Michele Sindona, membre de la mafia en faillite affilié à la loge P2, les juges milanais Gherardo Colombo et Giuliano Turone tombent sur les listes des membres de la loge P2. Mais Berlusconi n'est pas touché par le scandale qui secoue le gouvernement, l'armée, les services secrets et le monde du journalisme.

1982. Berlusconi rachète la chaîne télévisée Italia 1 à l'éditeur Edilio Rusconi.

1984. Berlusconi rachète la chaîne télévisée Rete 4 à la société Mondadori : il est désormais le propriétaire de trois chaînes nationales et peut faire directement concurrence à la RAI. Mais trois magistrats , de Turin, Pescara et Rome, mettent sous séquestre les installations qui permettent la diffusion illégale de programmes "en interconnexion", c'est à dire diffusés simultanément sur tout le territoire national. Craxi présente en urgence un décret (le premier "décret Berlusconi") pour légaliser la situation illégale. Mais le décret n'est pas traduit en loi pour cause d'inconstitutionnalité. Craxi en présente alors un autre (le deuxième "décret Berlusconi") et menace les partis de la majorité de provoquer des élections anticipées si le nouveau texte est lui aussi rejeté. Le décret est finalement approuvé en février 1985, après que le gouvernement est déposé une motion de confiance.

1985. Le divorce entre Silvio Berlusconi et Carla Dell'Oglio est prononcé et la liaison avec Veronica devient officielle. Celle-ci lui donnera deux autres enfants: Eleonora (1986) et Luigi (1988). Les secondes noces de Berlusconi sont célébrées en 1990 par le maire socialiste de Milan, Paolo Pillitteri, beau-frère de Bettino Craxi. Les témoins des époux sont Bettino et Anna Craxi, Fedele Confalonieri et Gianni Letta.

1986. Berlusconi achète le Milan AC et en devient le président (en 1988, il gagne pour la première fois le championnat). Dans le même temps, le projet de La Cinq en France est un échec. Ceci amènera à la fermeture définitive de la chaîne télévisée en 1990. C'est Jacques Chirac qui boutera Berlusconi du territoire français, le définissant comme "un marchand de soupes".

1988. Le gouvernement De Mita annonce la présentation de la loi Mammì relative au système télévisé. Dans la pratique celle-ci fige le duopole RAI-Fininvest, sans imposer à Berlusconi de véritables règles antitrust. Le Cavaliere achète la société Standa. La loi Mammì est adoptée en 1990.

1989-1991. Longue bataille entre Berlusconi et De Benedetti pour le contrôle de la société Mondadori, première maison d'édition italienne contrôlant des quotidiens (La Repubblica et 13 journaux locaux), des hebdomadaires (Panorama, Espresso, Epoca) et tout le secteur du livre. Grâce à une décision du juge Vittorio Metta, que le tribunal de Milan estimera par la suite achetée par des tangenti versés par l'avocat de Berlusconi, Cesare Previti, le Cavaliere arrache Mondadori à son concurrent. Une médiation d'ordre politique successive permettra plus tard la restitution de La Repubblica, Espresso et de certains journaux locaux à De Benedetti. Tout le reste demeurera entre les mains de Berlusconi.

1990. Le Parlement approuve définitivement la loi Mammì dans un contexte houleux. Berlusconi peut dès lors garder toutes ses chaînes de télévision (entre temps il participe également aux affaires de la chaîne à péage Telepiù) et Mondadori. Il doit seulement "se séparer" du quotidien Il Giornale (qui sera cédé en 1990 à son frère Paolo).

1994. Berlusconi, désormais orphelin de ses soutiens politiques emportés par le scandale de Tangentopoli, entre directement en politique, fonde son parti, Forza Italia, gagne les élections du 27 mars comme leader du "Pôle des Libertés" et devient Président du Conseil. Le 21 novembre il se retrouve impliqué dans l'enquête sur les tangenti versés à la Guardia di Finanze. Le 22 décembre il est contraint de donner sa démission suite à la motion de censure déposée par ses alliés de la Lega Nord, qui ne partagent plus les orientations de sa politique sociale et insistent pour que soit résolue la question du conflit d'intérêts.

1996. Berlusconi, mis entre-temps en examen également pour ses liens avec la mafia, faux bilans, fraude fiscale et surtout corruption de juges en compagnie de Cesare Previti, présente à nouveau sa candidature aux élections législatives. Mais il subit une défaite et c'est le candidat de centre-gauche, Romano Prodi qui gagne les élections. Il reste alors cinq ans dans l'opposition, aux prises avec toute une série d'enquêtes judiciaires et de procès. Ces derniers se concluent par différentes condamnations en premier ressort, ensuite transformées en prescription et (rarement) en absolution en appel et en cassation.

2001. Le 15 mai Berlusconi gagne les élections législatives à la tête de la " Casa delle Libertà" et redevient Président du Conseil.

BERLUSCONI ET SES MYSTERES


En dépit des biographies autorisées que l'intéressé a fait publier ou a favorisé et qui vont parfois jusqu'à agiographie, la vie et la carrière professionnelle du chef d'entreprise Silvio Berlusconi reste constellée de trous noirs et de demandes sans réponses. Voici un petit résumé des omissions les plus inquiétantes.


1) La Edilnord SAS est la société fondée par Silvio Berlusconi en 1963 pour construire le complexe immobilier "Milano 2". Les soci accomandatari (ceux qui y opèrent), à côté du future "Cavaliere", sont Edoardo Piccitto, comptable et les entrepreneurs Pietro Canali, Enrico Botta et Giovanni Botta. Les soci accomandanti (ceux qui financent l'opération) sont le banquier Carlo Rasini, patron de la banque homonyme ayant son siège à Milan, via dei Mercanti, et l'avocat d'affaires Renzo Rezzonico, représentant légal d'une société financière de Lugano, la "Finanzierungesellshaft fur Residenzen Ag" dont personne ne connaîtra jamais les réels propriétaires. Il s'agissait, quoi qu'il en soit, de personnes extrêmement optimistes pour confier un capital énorme à Silvio Berlusconi, un jeune homme de tout juste 27 ans qui, jusqu'alors n'avait fait aucunement preuve de talents d'entrepreneur dignes d'être connus.


2) En provenance de la Banque Rasini, où le père de Silvio, Luigi Berlusconi a travaillé toute sa vie, passant de simple employé à directeur général, voilà la réponse donnée par Michele Sindona (entrepreneur en faillite, membre de la loge P2, lié à Cosa Nostra et pratiquant le recyclage de l'argent de la mafia) au journaliste américain Nick Tosches, lorsque celui-ci lui demandait en 1985 quelles étaient les banques utilisées par la mafia: "En Sicile, "Il Banco di Sicilia", parfois. A Milan une petite banque installée Piazza Mercanti". C'est à dire la Banque Rasini, où Luigi Berlusconi, père de Silvio, a travaillé jusqu'à en devenir le directeur général. A la Banque Rasini, des mafieux et des narco-traficants siciliens célèbres ont leur compte courant, notamment Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, tous liés à Vittorio Mangano, ce mafieux qui travailla comme factotum dans la villa de la famille Berlusconi entre 1973 et 1975.


3) Le 29 octobre 1968, est fondée la société "Edilnord Centri Residenziali Sas" (une sorte de Edilnord 2). C'est fois-ci, à la place de Silvio Berlusconi, on retrouve comme "socio accomandatario", sa propre cousine, Lidia Borsani, âgée de 31 ans. Et son capital provient d'une autre mystérieuse société de Lugano, la "Aktiengesellshaft fur Immobilienanlagen in Residenzentren Ag" (Aktien), fondée par de mystérieux investisseurs peine dix jours avant la création d'Edilnord 2. A partir de ce moment, le nom de Berlusconi disparaît, couvert par toute une série de sigles et de prête-noms. Berlusconi ne réapparaîtra qu'en 1975 pour diriger la société Italcantieri et en 1979 comme président de Fininvest. En attendant sont crées des dizaines de sociétés, dont les titulaires sont des parents ou de simples figurants et qui sont elle-même contrôlées par d'autres sociétés dont on ignore les véritables dirigeants. Selon la reconstitution établie par Giuseppe Fiori dans son libre "Il venditore" (Garzanti, 1994, Milano), Italcantieri est fondée en 1973 et se constitue de deux sociétés fiduciaires du Tessin, "Cofigen Sa" basée à Lugano (liée au financier Tito Tettamanzi, personnalité poche de la maçonnerie et de l'Opus Dei) et "Eti A.G.Holding" établie à Chiasso (administrée par un financier d'extrême droite, Ercole Doninelli, lui-même propriétaire d'une autre société, "Fi.Mo", plusieurs fois accusée de recyclage d'argent sale et de liens avec des narco-trafiquants colombiens).


4) En 1974 est fondée la société "Immobilare San Martino", administrée par Marcello Dell'Utri et dont le capital provient de deux sociétés fiduciaires du groupe BNL : "Servizio Italia" (dirigé par un membre de la loge P2, Gianfranco Graziadei) et "SAF" (Società Azionaria Finanziaria, représenté par un prête-nom tchécoslovaque, Frederick Pollack, né en 1887, rien de moins!). En utilisant différents mécanismes, une multitude de sociétés liées à Silvio Berlusconi et ses proches est "filialisée". A commencer par les 34 "Holding Italiana", qui contrôlent le groupe Fininvest. Selon Francesco Giuffrida, un des dirigeants de la Banque d'Italie, et Giuseppe Ciuro, sous-officier de la Guardia delle Finanze et expert auprès du Procureur de Palerme lors du procès contre Marcello Dell'Utri pour participation extérieure à une association mafieuse, dans ces sociétés financières ont transité entre 1978 et 1985 au moins 113 milliards de lires de l'époque (soit près de 250 millions d'euro d'aujourd'hui), en partie en liquide et sous forme de chèques "masqués", dont jusqu'à aujourd'hui "on ignore la provenance". Le Procurateur de Palerme estime qu'il s'agit de capitaux d'origine mafieuse investis dans le Biscione (Fininvest) par les réseaux liés au "boss" Stefano Bontate. La défense prétend qu'il s'agit d'autofinancements, sans expliquer d'où proviennent toutes ses liquidités. L'expert désigné par Silvio Berlusconi, le professeur Paolo Jovenitti, reconnaît lui-même qu'il y a là une "anomalie" et que certaines opérations effectuées demeurent incompréhensibles.


5) En 1973, Silvio Berlusconi achète à Annamaria Casati Stampa di Soncino, une mineure de douze ans, héritière d'une célèbre famille de la noblesse lombarde et orpheline depuis 1970, la Villa San Martino datant du XVIème siècle à Arcore. Cette acquisition comprend des peintures d'auteurs, un parc aménagé d'un million de mètres carrés, des terrains de tennis, un manège d'équitation, des écuries, deux piscines et des centaines d'hectares de terrain. Melle Casati est assistée par un tuteur, l'avocat Cesare Previti, qui se trouve être à la fois l'ami de Silvio Berlusconi, le fils d'un de ses prête-noms (Umberto) et dirigeant d'une des sociétés de son groupe (la société immobilière Idra). Grâce une coïncidence purement fortuite, la fabuleuse villa et tous ses attributs sont acquis pour environ 500 millions de lires de l'époque, un prix dérisoire. Et cette somme n'a pas été versée en argent sonnant et trébuchant mais a été réglée sous forme d'actions de sociétés immobilières non cotées en bourse. Ainsi lorsque la jeune fille décide de s'installer au Brésil et tente de convertir ses titres en liquidités, elle se retrouve avec une brouette de papiers. MM. Previti et Berlusconi lui proposent alors de racheter les actions mais pour la moitié du montant initialement convenu. Un arrêt du Tribunal de Rome, rendu en 2000, a innocenté les auteurs du livre " Gli affari del presidente" qui racontait cet épisode embarrassant.


6) En 1973, Silvio Berlusconi, par l'intermédiaire de Marcello Dell'Utri, engage à son service un célèbre criminel palermitain, Vittorio Mangano, plusieurs fois arrêté et plusieurs fois condamné, en tant que factotum (mais récemment Dell'Ultri l'a promu "Administrateur de la Villa"). Celui-ci quittera la Villa d'Arcore seulement deux années plus tard, lorsqu'il sera suspecté d'avoir organisé l'enlèvement de Luigi d'Angerio Prince de Sant'Agata, intervenu après un dîner avec Berlusconi, Dell'Utri et ce même Mangano dans la Villa. Mangano sera par la suite condamné pour trafic de stupéfiants (lors du "maxi-procès" instruit par les juges Falcone et Borsellino) puis, en 1998, à la perpétuité pour homicide et activités mafieuses.


7) Le 26 janvier 1978 Silvio Berlusconi s'inscrit à la Loge "Propagande 2" (loge P2) et est présenté au Grand Maître Licio Gelli par son ami journaliste Roberto Gervaso. Il règle les frais d'inscription normaux (100.000 lires) et est enregistré avec la carte n°1816, code E.19.78, groupe 17, fascicule 0625. Sa participation à la loge lui procurera des avantages en tous genres : allant du financement de la société "Servizio d'Italia" par Graziadei jusqu'aux crédits obtenus facilement et de manière injustifiée de la Banque Monte dei Paschi di Siena (dont un autre membre de la loge P2, Giovanni Cresti est le provveditore), en passant par sa collaboration avec le "Corriere della Sera" alors dirigé par un autre membre de la loge P2, Franco Di Bella, et contrôlé par la société Rizzoli appartenant à Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din et Umberto Ortolani, eux aussi membres de la loge P2.


8) Le 24 octobre 1979 Silvio Berlusconi reçoit la visite de trois officiers de la Guardia di Finanza (Inspection des Finances) au siège d'Edilnord Cantieri Residenziali. Il se présente alors comme "un simple conseiller extérieur" chargé de "la préparation du projet Milano 2". En réalité il est le propriétaire unique de la société, officiellement au nom d'Umberto Previti. Mais les officiers ne pipent pas mot. Ils arrêtent leur enquête en toute hâte et ce, malgré le fait qu'ils aient été confrontés à plus d'une anomalie dans les liens entre la société et de mystérieux partenaires suisses. Les trois officiers de la Guardia di Finanza, Massimo Maria Berruti, Alberto Corrado et Salvatore Gallo, feront tous une brillante carrière par la suite. Le premier, Massimo Maria Berruti, chef de patrouille, quittera quelques mois plus tard l'armée pour aller travailler à la société Fininvest comme avocat d'affaires (et sera à ce titre responsable de la gestion de sociétés étrangères, de contrats de footballeurs du Milan A.C. et d'autres choses encore). Arrêté une première fois en 1985 dans le cadre du scandale Icomec (puis déclaré innocent), Berruti retournera en prison en 1994 en compagnie du deuxième officier, Alberto Corrado, pour avoir volontairement amener l'enquête sur les pots-de-vin versés à la Guardia di Finanza sur de fausses pistes. Il deviendra par la suite député de Forza Italia avant d'être condamné en premier ressort et en appel à 8 mois de réclusion pour favoritisme. Enfin, on découvrira que le dernier officier, Salvatore Gallo, était, quant à lui, inscrit à la loge P2.


9) Le 30 mai 1983, la Guardia di Finanza de Milan, qui procède à des écoutes sur les lignes téléphoniques de Silvio Berlusconi dans le cadre d'une enquête sur un trafic de drogue, rédige un rapport dans lequel on peut lire : "Il est à signaler que le bien connu Silvio Berlusconi financerait un intense trafic de stupéfiants en provenance de la Sicile et destiné tant à la France qu'à d'autres régions d'Italie (Lombardie et Latium). Le susdit serait au centre d'une importante opération spéculative sur la Côte Esmaralda en utilisant des sociétés-écrans ayant, dans la pluspart des cas, leur siège à Vaduz et toujours à l'étranger. Du point de vue opérationnel, les sociétés en question laissaient une grande marge de manoeuvre aux professionnels locaux". L'enquête traîne alors pendant huit ans, initialement sous la direction du procureur Giorgio Della Lucia (lequel passé ensuite au service d'instruction, est depuis des années accusé de corruption dans le cadre d'actes judiciaires en compagnie du financier Filippo Alberto Rapisarda, ancien employeur et ancien associé de Marcello Dell'Utri), et en arrive à être pratiquement oubliée. En fin de compte l'ensemble du dossier est envoyé aux archives à l'initiative du doyen des juges d'instruction de Milan, Anna Cappelli.


10) La troisième rencontre facheuse entre le Cavaliere et la Loi remonte au 16 octobre 1984. Trois magistrats de Turin, Rome et Pescara ont la prétention de faire appliquer les règles qui régissent la diffusion télévisée et que Berlusconi a décidé de contourner en diffusant en même temps des programmes identiques sur l'ensemble du territoire national. Les trois magistrats rappellent que ceci est interdit et bloquent l'utilisation des appareils permettant cette opération illégale. Silvio Berlusconi décide alors d'arrêter l'ensemble des émissions en faisant attribuer la responsabilité de ce black out aux juges. Il lance ensuite une campagne de téléspectateurs sous le slogan "Il est interdit d'interdire", opportunément relayée par un autre journaliste membre de la loge P2, Maurizio Costanzo. Le slogan se transforme alors en loi grâce à l'intervention providentielle du Président du Conseil, Bettino Craxi. Celui abandonne une visite d'Etat à Londres et rentre précipitamment en Italie pour faire adopter un décret-loi ad-personam (le "décret Berlusconi") qui permet de relancer immédiatement les activités télévisées illégales de son compère. Le scandale est tellement énorme, qu'à l'intérieur même de la majorité, certains se rebiffent. Et le décret est rejeté à la Chambre pour inconstitutionnalité. Deux des trois magistrats renouvellent alors la mise sous séquestre pour motif pénal des appareils de transmission utilisable uniquement dans un cadre local. Craxi présente alors un deuxième décret Berlusconi et agite face à ses alliés récalcitrants une menace de crise gouvernementale et d'élections anticipées si le texte n'est pas traduit en loi. Il reviendra ensuite au même triumvirat Craxi-Andreotti-Forlani à légaliser le monopole illégal de Fininvest en matière de télévisions privées par le biais de la loi Mammì, appelée également "Loi Polaroïd" pour sa manière quasi-photographique de maintenir le statu quo.

TOUS LES PROCES DE BERLUSCONI

Mensonges sur la "Loge P2" (faux témoignage)

La Cour d'appel de Venise déclarait en 1990 Berlusconi coupable de fausses déclarations sous serment devant le tribunal de Vérone à propos de sa participation à la "loge P2". Mais ce délit est couvert par l'amnistie de 1989. Interrogé sous serment Berlusconi avait affirmé: "Je ne me rappelle pas la date exacte de mon inscription à la loge P2, je me rappelle cependant qu'elle est de peu antérieur au scandale (...). Je n'ai jamais payé les frais d'inscription, et ceux-ci ne m'ont jamais été réclamés". Berlusconi s'est en fait inscrit à la loge P2 en 1978 (le scandale a éclaté en 1981) et avait payé les frais d'inscription. Les juges de la Cour d'appel de Venise énonçaient: "Le collège estime que les déclarations de l'accusé ne correspondent pas à la vérité (...), elles sont démenties par les résultats de l'enquête de la commission Anselmi et des déclarations du prévenu lui-même devant le juge d'instruction de Milan, déclarations jamais contestées par la suite (...). Il en ressort donc que M. Berlusconi a fait de fausses déclarations", a fournit des "déclarations mensongères" et qui "comportent l'ensemble des éléments objectifs et subjectifs constitutifs du délit de faux témoignage". Mais "les effets de l'amnistie annulent les conséquences du délit".


"Tangenti" versés à la Guardia di Finanza (Inspection des Finances) (corruption)

Ier ressort : condamnation à deux ans et neuf mois pour les quatre actes de corruption (tengenti) en cause (aucune circonstance atténuante).

Appel : prescription pour trois des actes de corruption (grâce à la reconnaissance de "circonstances atténuantes génériques"), absolution avec formule de doutes (§II art.530 ccv) pour le quatrième. Parmi les motifs on peut lire "le jugement de culpabilité de l'accusé pèse sur de multiples éléments d'indice, certains, univoques, précis et concordants, et pour ces raisons dotés d'une force de persuasion permettant de leur donner valeur de preuve"

Cassation: absolution. L'exposé des motifs comporte deux références à la traditionnelle insuffisance de preuves. La Cour de Cassation ne peut rentrer dans le fonds du dossier ni annuler la sentence précédente exprimant des doutes. Elle se doit d'émettre un verdict clair (confirmer ou annuler le jugement précédent). Mais, dans leur exposé des motifs, les juges de la VIème section pénale citent explicitement l'article 530 cpv ("preuves contradictoires et insuffisantes"). A douze lignes de la fin, pour éviter toute équivoque, les juges suprêmes ont voulu être encore plus clairs. On y lit en effet: " Compte tenu de l'insuffisance de preuves déjà observée à l'encontre de Silvio Berlusconi, des éléments d'indices utilisés par la Cour d'appel...".


All Iberian 1 (financement illégal de partis politiques)

Ier ressort: condamnation à 2 ans et 4 mois pour des versements de l'étranger et vers l'étranger d'un montant de 21 milliards de lires, effectués par le biais du compte All Iberian au bénéfice de Bettino Craxi.

Appel: le délit tombe pour prescription, mais il est indiqué que "pour aucun des accusés, il n'émerge des faits l'évidence de l'innocence".

Cassation: la prescription est confirmée avec condamnation au paiement des frais de procédure. Dans la sentence définitive on peut lire "Les opérations sociétaires et financières préalables à des versements de l'étranger et vers l'étranger, du compte bancaire dont All Iberian est titulaire vers le compte de transit Northern Holding (Craxi), furent réalisées depuis l'Italie par les dirigeants du groupe Fininvest Spa, avec le concours important de Silvio Berlusconi, propriétaire et président de la société (...) Il n'apparaît pas dans les actes du procès que celui-ci est étranger à l'affaire".


All Iberian 2 (faux bilan)

Le procès est suspendu dans l'attente du jugement de la Haute Cour de Justice européenne et de la Cour constitutionnelle italienne sur la légitimité des nouvelles normes en matière de criminalité financière approuvées par le gouvernement Berlusconi. Si les exceptions soulevées par différents tribunaux sont repoussées, le délit sera considéré comme prescrit.


Medusa Cinema (faux bilan)

Ier ressort: condamnation à un an et 4 mois (10 milliards d'argent noir qui, par le biais d'opérations d'acquisition se retrouvent placés un ensemble de livrets au porteur en possession de Silvio Berlusconi).

Appel: absolution avec formule de doutes (§2 art. 530). Selon le collège des juges, Silvio Berlusconi est tellement riche qu'il pourrait ne pas s'être rendu compte qu'au cours de l'opération, son collaborateur Carlo Bernasconi (condamné) lui a versé 10 milliards de lires au noir. Les juges écrivent: "La multitude des livrets se rapportant à la famille Berlusconi et la dimension notoirement importante du patrimoine de Silvio Berlusconi permettent de penser qu'il n'a pas eu la possibilité de connaître tant l'augmentation de son capital que l'origine de celle-ci".

Cassation: la sentence d'appel est confirmée.


Terrains de Macherio (appropriation indue, fraude fiscale, faux bilan)

Ier ressort: absolution pour les délits d'appropriation indue et de fraude fiscale (en raison du versement au noir d'une somme de 4.400 millions de lires à l'ancien propriétaire de terrains entourant la Villa di Macherio, où vivent la deuxième femme de Berlusconi, Veronica, et ses trois enfants), prescription pour les faux bilans de deux sociétés auxquels "indubitativement Silvio Berlusconi a participé".

Appel: confirmation de l'absolution pour les deux premières accusations. Absolution également pour un des deux faux bilans, tandis que le second est couvert par une amnistie.

Cassation: en cours.


Cas Lentini (faux bilan)

Ier ressort: le délit (une somme de 10 milliards versée au noir au club de football Torino Calcio lors de l'achat du joueur Luigi Lentini) a été déclaré couverte par la prescription grâce à la nouvelle loi sur les faux bilans.

Appel: en cours.


Comptes consolidés du groupe Fininvest (faux bilan)

Le juge d'instruction Fabio Paparella a déclaré prescrit, sur la base de la nouvelle loi sur les faux bilans, les opérations d'un montant de 1.500 milliards de lires de présumé argent noir placé par le groupe Berlusconi sur 64 sociétés off-shore de la galaxie All Iberian ("deuxième compartiment de la société Fininvest"). Le procureur Francesco Greco a présenté un recours en cassation pour absence de fixation de l'audience préliminaire, ce qui l'a empêché de soulever une exception d'inconstitutionnalité et d'incompatibilité avec les directives communautaires sur la criminalité financière et avec le traité de l'OCDE..


Loi Mondadori (corruption dans le cadre d'une procédure judiciaire).

Grâce à la reconnaissance de "circonstances atténuantes génériques" le délit (qui en premier ressort a amené la condamnation de Cesare Previti) a été déclaré prescrit par la Cour d'Appel de Milan et par la Cour de Cassation. Dans l'exposé des motifs de la Cour de Cassation, on peut lire: "les faits pertinents [pour la reconnaissance de "circonstances atténuantes génériques"] concernant les conditions de vie sociale et individuelle du sujet [Berlusconi est alors devenu Président du Conseil], qui sont considérés par la Cour d'appel comme un élément décisif, n'apparaissent nullement incongrus …".


Sme-Ariosto (corruption dans le cadre d'une procédure judiciaire)

En raison des "empêchements institutionnels" continues soulevés par Berlusconi et des renvois successifs des audiences, le cas du Président du Conseil a été mis à l'écart du procès principal. Et un deuxième procès parallèle s'est mis en place. En faisant approuver en un temps record la Loi Maccanico, Berlusconi a cependant suspendu ce procès jusqu'à la fin de son mandat (ou sine die en cas de réélection ou de nomination à une autre charge institutionnelle) et ce, juste à la veille du réquisitoire, des plaidoiries et de la sentence et 40 mois après l'ouverture des débats.


Sme-Ariosto (faux bilan)

Suite à l'entrée en vigueur des nouvelles normes en matière de droit des sociétés, ce chef d'accusation à l'égard de Berlusconi pour les sommes versées à certains juges (selon l'accusation) a été écarté. Le procès est arrêté dans l'attente du jugement de la Haute Cour de Justice européenne sur la conformité entre les nouvelles règles et la réglementation communautaire. Mais, même en cas de réponse positive des juges, le procès restera bloqué par la Loi Maccanico. Comme toutes les autres procédures encore en cours à l'encontre de Silvio Berlusconi.


Droits télévisés (faux bilan -?- et fraude fiscale)

Des enquêtes préliminaires sont actuellement menées à Milan par les procureurs Alfredo Robledo et Fabio De Pasquale, à l'encontre de nombreux managers du groupe, du président de Mediaset, Fedele Confalonieri et de son propriétaire Silvio Berlusconi, qui selon l'accusation, aurait continué, même après son entrée en politique en 1994, a exercé de facto la direction de l'entreprise.. L'objet de l'enquête : une série d'opérations financières d'acquisition de droits cinématographiques et de télévision de majors américaines. Ces opérations tourbillonnantes entre différentes sociétés du groupe de Berlusconi auraient eu pour résultat de gonfler artificiellement le prix des biens acquis et de bénéficier des réductions fiscales de la loi Tremonti, approuvée par le premier gouvernement Berlusconi pour détaxer les bénéfices réinvestis des entreprises. Le faux bilan présumé est évalué par les magistrats à environ 180 millions d'euro en 1994.


Telecinco (violation des lois antitrust et fraude fiscale en Espagne)

Le juge anti-corruption de Madrid, Baltasàr Garzòn Real, qui a demandé en 2001 au gouvernement italien d'initier un procès à l'encontre de Berlusconi ou, alternativement, de le priver de son immunité pour permettre qu'il soit juger en Espagne, n'a pas encore reçu de réponse. Pour cette raison, le procureur anti-corruption Carlo Castresana a, en mai 2002, prié Garzòn de s'adresser à nouveau aux autorités italiennes. En Espagne Berlusconi est accusé, avec Marcello Dell'Utri et d'autres dirigeants du groupe Fininvest, d'avoir pris le contrôle, grâce à une série de prête-noms et d'opérations financières illicites, de la presque totalité de la chaîne Telecinco, en dépassement des limites imposées par l'Autorité de la concurrence espagnole, le plafond étant alors fixé à 25% des actions cotées.


Mafia (participation extérieure à une association mafieuse et recyclage d'argent sale)

L'enquête a été classée à Palerme à la demande du Ministère public pour dépassement des délais d'enquête.


Bombes de 1992 et de 1993 (participation à un attentat)

Les enquêtes des Procureurs de Florence et de Caltanissetta les présumés "commanditaires cachés" des attentats de 1992 (contre les juges Falcone et Borsellino) et de 1993 (à Milan, Florence et Rome) ont été classés pour dépassement des délais d'enquête. A Florence, le 14 novembre 1998, le juge d'instruction, Giuseppe Soresina, a pourtant relevé combien Berlusconi et Dell'Utri ont "entretenu des rapports loin d'être épisodiques avec des individus criminels liés au programme des attentats". C'est à dire avec le clan de Corleone qui dirige Cosa Nostra depuis vingt ans, avec des centaines d'homicides et une demi-douzaine d'attentats à son actif. Le juge florentin ajoute qu'il existe "une convergence objective entre les intérêts politiques de Cosa Nostra et certaines parties du programme de la nouvelle formation [Forza Italia]: article 41 bis, législation sur les repentis, rétablissement des garanties de justices volontairement négligées par la législation du début des années 1990". Par la suite il ajoute même qu'au cours de l'enquête "l'hypothèse initiale [d'une implication de Berlusconi et Dell'Utri dans les attentats] n'a pu être écartée et est même apparu encore plus plausible". Mais, il faut constater qu'est arrivé à échéance "le délai maximum des enquêtes préliminaires" avant de pouvoir recueillir des éléments ultérieurs.

Le juge d'instruction de Caltanissetta, Giovanni Battista Tona, écrit : "Les actes du dossier ont amplement démontré la permanence de différentes possibilités de contacts entre les hommes appartenant à Cosa Nostra et des représentants et des sociétés contrôlées de différentes manières par les accusés [Berlusconi e Dell'Utri]. En soit, ceci légitime l'hypothèse que, compte tenu du prestige de Berlusconi et de Dell'Utri, ceux-ci ont pu être identifiés par les hommes de l'organisation comme d'éventuels nouveaux interlocuteurs". Mais "le caractère friable de cet ensemble d'indices impose le classement".

Enfin, il y a la sentence de la Cour d'assise de Caltanissetta, qui le 23 juin 2001 a condamné en appel 37 boss mafieux pour l'attentat de Capaci. Au chapitre explicitement intitulé "Les contacts entre Salvatore Riina et les députés Dell'Utri et Berlusconi", on peut lire qu'il est prouvé que la mafia a entretenu avec les deux parlementaires "un rapport fructueux, au moins d'un point de vue économique". A tel point fructueux qu'en 1992, "le projet politique de Cosa Nostra en matière institutionnelle visait à mettre en place de nouveaux équilibres et de nouvelles alliances avec les nouvelles personnes de référence dans le monde politique et de l'économie". C'est à dire à "tenter d'impliquer l'Etat dans la manœuvre et à permettre un renouvellement politique qui, par le biais de nouvelles relations, assure comme par le passé les complicités dont Cosa Nostra avait bénéficié".

TOUT CE QUE JE PENSE DE BERLUSCONI


Par Umberto Bossi, Ministre des réformes institutionnelles du gouvernement Berlusconi

Silvio Berlusconi était le porte-valise de Bettino Craxi. C'est une branche de l'ancien régime. Et le plus efficace pour recycler les traîne-savates du "pentapartito" (la coalition gouvernementale formée par Bettino Craxi). Alors que la Lega faisait chuter l'ancien système, lui vivait dans un monde de rêve, avec ses perruques et son sourire retouché. Il s'agit d'une vulgaire boite vide. Mais vous ne l'avez pas vu aujourd'hui (sur les affiches), recouvert de pommade au milieu des nuages bleutés ?

Berlusconi, c'est du recuit.C'est un pauvre bougre, un traître à la cause du Nord, un lèche-bottes de l'Ulivo, qui suit même les manœuvres de Franceschiello derrière le caporal D'Alema et sa trompette. Moi, j'ai la mémoire longue. Mais qui est Berlusconi ? Son "Pôle" est mort et enterré et la Lega ne va pas avec les morts. Les négociations entre la Lega et Forza Italia sont une pure invention de sa part, le pauvre. Le parti de Berlusconi, nouvelle version du triumvirat Craxi-Andreotti-Forlani, ne parviendra jamais à un accord avec la Lega. C'est un beefsteack et la Lega, le presse-viande.

Berlusconi a toutes les caractéristiques d'un dictateur. C'est un Kaiser en blazer. C'est un petit tyran, que dis-je, c'est le clown blanc du théâtre politique. Un Peròn de bas étage. Il est bien pire que Pinochet. Il a quelques chose qui tient du nazi, du mafieux. Ce membre de la loge P2 a tout du renard perfide prêt à faire la razzia dans le poulailler.

Berlusconi est l'homme de la mafia. C'est un palermitain qui parle en dialecte milanais, un palermitain né au mauvais endroit et en mission pour arnaquer le Nord. La société Fininvest est le fruit de Cosa Nostra. Il y a des différences entre nous et Berlusconi : lui, malheureusement, c'est un mafieux. Le problème c'est que parmi les membres de la Lega, il y a ceux qui savent déjà que c'est un mafieux et ceux qui ne le savent pas encore. Mais le Nord le mettra à la porte, Berlusconi, on s'en fout. D'où vient son argent ? Des finances de la mafia ? Il y a cent milles jeunes du Nord qui sont morts à cause de la drogue. Berlusconi m'a personnellement affirmé que ses fonds venaient de la Banque Rasini, fondée par un certain Giuseppe Azzaretto, originaire de Palerme et que par la suite il est parvenu à s'approprier toute la caisse. Dans cette même banque travaillait aussi le père de Silvio et il y avait là de nombreux comptes des dirigeants de Cosa Nostra.

Il faudrait connaître ses origines, son histoire. Gelli lança le projet Italia et il y avait là, dans la loge P2, le bon Monsieur Berlusconi. Puis les Holdings virent le jour. Comment la magistrature pourra-t-elle faire son devoir et aller voir d'où vient tout ce fric ? Elle doit se rappeler que, tout ce fric, la mafia l'obtient de la drogue et que, dans le Nord, de la drogue sont morts des dizaines de milliers de gamins qui désormais crient sous terre. S'il veut comprendre l'histoire de la chute de son gouvernement, qu'il vienne me voir, je vais la lui expliquer : c'est moi qui ai mis fin au parti des mafieux. Lui, il achetait nos députés et, moi, je l'ai abattu.

Ce vilain mafieux gagne son argent avec la vente de l'héroïne et de la cocaïne. Le mafieux d'Arcore veut amener au Nord le fascisme et le meridionalisme. Discuter de répartition des sièges ne suffit pas : je propose une commission d'enquête sur l'enrichissement de Berlusconi. Chez Forza Italia il y a collusion entre la politique et le monde criminel et l'industrie du blanchiment de l'argent sale. L'homme de Cosa Nostra, avec Fininvest, possède quelques choses comme 38 Holding, dont 16 de manière occulte. Elles sont l'émanation d'une banque de Palerme à Milan, la banque Rasini, la banque de Cosa Nostra à Milan.

Forza Italia a été créé par Marcello Dell'Utri. Vous voyez, les intérêts réels souvent n'apparaissent pas. A la télévision, on voit des visages souriants qui te racontent des histoires, qui semblent des gens biens. Mais, attention, la mafia n'a pas de limites. La mafia, les intérêts de la mafia, c'est la drogue et la drogue, elle a tué des milliers et des milliers de jeunes, surtout au Nord. Palerme a pris le contrôle de la télévision, et est en mesure d'entrer dans les maisons des braves citoyens du Nord trop crédules.

Berlusconi a fait tout ce qu'il a voulu avec les télévisions, même avec celles régionales, même avec la loi Mammì. Beaucoup de fortunes sont honteuses, parce qu'elles trouvent leur origine dans la mort de dizaines de milliers de personnes. Il n'est pas vrai que l'argent n'a pas d'odeur. Il y a, d'un côté, l'argent qui sent la sueur et, de l'autre, celui qui a l'odeur de la mafia. Et s'il n'y avait pas ce pouvoir, le Pole serait dissout en quelques heures.

Rencontrer à nouveau Berlusconi à Arcore ? C'est exclu, il n'y aura plus d'accords avec le Pole. Il y a trois ans, ils ont cru nous jeter un sort. Le magicien Berlusconi nous a alors dit : "qui sort du cercle magique, c'est à dire de mon gouvernement, meurt". On est sorti et on a renvoyé son maléfice au sorcier. Il n'y a aucun sortilège qui puisse nous faire revenir dans le cercle du berlusconisme. Avec ces gens-là, il n'y a pas d'accord politique possible : c'est le parti où milite Dell'Utri, accusé d'activités mafieuses.

La "Padania" demande à Berlusconi s'il est membre de la mafia ? Mais elle l'a fait avec trop de légèreté ! Elle devait aller jusqu'au bout avec cette charogne liée à Craxi.

Face à Berlusconi, je serai le gardien du tricheur. Nous nous trouvons dans une situation dangereuse pour la démocratie s'il retourne à Palazzi Chigi. C'est la victoire d'un parti qui n'existe pas, la victoire d'un seul homme, un technocrate, un autocrate. Moi, je dis ce que je pense; lui, il fait ce qui lui permet de passer à la caisse. Il traite l'Etat comme une société par actions. Mais qui pense-t-il donc être ? Nembo Kid ?

Vous croyez vraiment que quelqu'un qui possède 140 entreprises peut servir les intérêts des citoyens ? Quand celui-ci se plaint, marrez-vous. Cela signifie que tout va bien, qu'il n'est pas encore arrivé à mettre la main sur la caisse.

Il faudrait que Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser arrive à se mettre dans la tête qu'avec les gens de Bergame, moi, j'ai fait un pacte de sang. Il n'y a pas de villa, pas de cadeau, pas de manœuvre sentimentale qui puisse me faire dévier de ma route. Berlusconi doit comprendre chez nous les gens sont prêts à l'envoyer paître. Il suffira de deux secondes avant qu'il soit obligé de s'enfuir la nuit. S'ils voient qu'il leur à raconter des histoires, ils encercleront sa villa et ses jardins à l'anglaise et enverront tout dans le décor.

La Présidence du Conseil de Berlusconi a été une tragédie.

Quand la démocratie est en jeu, il pourrait venir à l'idée à certains de lui faire sauter ses installations de diffusion. Parce qu'avec ses télévisions, il fait un véritable lavage de cerveau au