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Lo sceicco sunnita Usāmah bin Muhammad bin Awād
bin Lādin (più noto con il nome di Osama bin Laden, nato a Riyad (Arabia
Saudita) il 10 marzo del 1957 è a capo di al-Qā’ida, la maggiore organizzazione
terroristica internazionale. Ritenuto colpevole dei fatti dell'11 settembre 2001
(con l'attacco alle Twin Towers di New York, circa tremila vittime) di cui egli
stesso si è attribuito la responsabilità, è latitante da anni. Una corte
spagnola lo ha accusato assieme ad altre 34 persone degli atti di terrorismo
compiuti il 17 settembre del 2003.
Nei primi mesi del 2004 si è diffusa la voce di una sua possibile cattura.
Figura al primo posto nella lista dei ricercati dal FBI. Con al-Qā’ida avrebbe
finanziato nel 1997 l'uccisione di un gruppo di turisti a Luxor, in Egitto.
Osama ed altri alias
Il nome di Osama è trascritto in modi diversi (come Usama bin Laden è citato
nei rapporti dell'FBI e nei resoconti giornalistici dei mass media di lingua
anglosassone). Altre traslitterazioni meno corrette sono: Ussamah Bin Ladin,
Oussama Ben Laden, come pure ibn Laden e Binladen. Letteralmente la dicitura "bin
Laden" non è un cognome ma un semplice nasab che significa "figlio di Laden".
Sarebbe quindi più sensato fare riferimento al suo semplice nome proprio (Usama)
soltanto o congiuntamente al vincolo di parentela col padre.
Osama è stato abbinato a parecchi alias, quali "il Principe" (nei più crudi
report anche come Il Principe del terrore), "l'Emiro", "Abu Abdallah", "Mujahid
Shaykh", "Hajj", e "The Director" (quest'ultimo termine traducibile con "il
Direttore" ma anche con "il Capo" o "il Regista")
Studente modello
Nato da madre siriana, diciassettesimo di cinquantadue fratelli, Osama è figlio
di Muhammad bin Laden, self made man originario dello Yemen del Sud operante nel
settore delle costruzioni e in stretto rapporto con la famiglia reale saudita.
Cresciuto nell'insegnamento della cultura e della religione musulmana fedele
alla Sharī‘a (Allah è spesso invocato da Osama nelle sue interviste), ancora
adolescente venne mandato a studiare in un college: le specializzazioni - anche
in chiave di un suo futuro inserimento nell'azienda paterna - furono economia e
pianificazione amministrativa; nel 1979 conseguì però anche un diploma in
ingegneria civile all'Università di Gedda. Nel 1971, quando aveva quattordici
anni, visitò insieme a due fratelli l'Università di Oxford. Il periodo trascorso
in Gran Bretagna del giovane Osama è documentato da alcune istantanee pubblicate
dopo i fatti dell'11 settembre dalla stampa occidentale.
Alla morte del padre, bin Laden ereditò un patrimonio dapprima stimato in 300
milioni di dollari, ma poi ridimensionato a meno di un decimo: 25 milioni di
dollari.
Riferimenti religiosi
Osama fa riferimento alla corrente dell'Islam wahhabita, dal nome dal suo
fondatore Muhammad ibn ‘Abd al-Wahhāb. Costui, come altre correnti di pensiero
religioso universale, predicò un ritorno alla religione delle origini con la
cancellazione di tutte le innovazioni apportate nel corso del tempo.
Guerrigliero in Afghanistan
Nel 1979, bin Laden si avvicinò alla causa dei Mujaheddin impegnati nella
guerriglia islamista avversa al governo filosovietico dell'Afghanistan,
organizzando alcuni anni dopo (1984) un nuovo fronte, chiamato Maktab al-Khidmat
(MAK), con il compito di convogliare - con il sostegno dei servizi segreti
Americani, pakistani e dell'Arabia Saudita - denaro, armi e combattenti per la
guerra afgana. Il MAK ricevette finanziamenti anche dalla CIA che - secondo lo
stesso Consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente americano Carter,
Zbigniew Brzezinski - intervenne direttamente ed indirettamente (attraverso i
Servizi Segreti Pakistani) nel finanziamento, nella fornitura di armi (inclusi i
missili contraerei spalleggiabili Stinger), nella preparazione e nell'assistenza
logistica ai guerriglieri afgani. Sempre secondo Zbigniew Brzezinski il sostegno
alla guerriglia islamista aveva lo scopo di provocare un intervento sovietico
nel paese asiatico al fine di mettere in difficoltà il Cremlino sul piano
politico internazionale e far dissanguare l'Armata rossa nelle montagne
dell'Afghanistan. L'invasione sovietica dell'Afghanistan avvenne nel 1979 poco
dopo la data nella quale, secondo Brzezinski, gli americani avrebbero iniziato a
fomentare la guerriglia islamista.
Nascita di Al-Qaida
La nascita dell'organizzazione terroristica di al-Qā‘ida, in principio una
formazione preparata per la guerriglia, viene fatta risalire al 1988. Quando
Osama lasciò il MAK, molti dei suoi militanti confluirono nella nuova
organizzazione. Osannato come eroe in Arabia Saudita, bin Laden non si mostrò
tenero verso la sua patria, lamentando in occasione della Guerra del Golfo del
1991 un'eccessiva dipendenza militare del suo paese nei confronti degli Stati
Uniti. Il passo verso una incrinatura dei rapporti, ed una rottura definitiva,
con la monarchia araba fu assai breve.
Nello stesso 1991 decise così di fissare in Sudan la propria base operativa. Tre
anni dopo, ammettendo il suo coinvolgimento in attentati compiuti a Riyad e
Dahran, perderà la cittadinanza saudita.
Un duro colpo all'organizzazione di al-Qā‘ida è stato inferto il 2 marzo del
2003 con l'arresto di Khalid Sheikh Mohammed, uomo chiave dell'organizzazione
terroristica e ritenuto la mente degli attentati dell'11 settembre 2001. Khalid
fu arrestato assieme ad altre due persone a Rawalpindi, nel nord-est del
Pakistan.
L'espulsione dal Sudan
Con l'aiuto di presunte organizzazioni caritatevoli (una delle quali fondata
dallo stesso cognato Mohammed Jamal Khalifa), Osama ha potuto espandere
successivamente il proprio raggio di attività inviando esponenti della sua
organizzazione nel sud est asiatico ed in Africa, Europa e Stati Uniti con lo
scopo di reclutare nuovi affiliati per al Qā‘ida e radicare il senso del
fondamentalismo islamico.
Nel 1996 il Sudan offrì in più circostanze agli Stati Uniti di estradare Osama -
o semplicemente arrestarlo, o condurre su di lui azioni di intelligence tese ad
accertarne le reali attività - ma l'amministrazione Clinton rifiutò sempre ogni
offerta in questo senso. Nel maggio dello stesso anno Osama fu espulso dal Sudan
e costretto ad un ritorno in Afghanistan, accolto dai capi del governo regime
talebano che in quell'anno avevano assunto il controllo del paese.
"Guerra" di Osama agli "infedeli"
Il primo attacco di bin Laden contro gli Usa avvenne contro un gruppo di soldati
alloggiati in un albergo nello Yemen: i militari erano però partiti due giorni
prima per la Somalia. Nel bombardamento dell'hotel morirono due turisti
austriaci.
Secondo talune fonti Osama avrebbe anche ideato e diretto l'attentato al World
Trade Center nel 1993 e pianificato, in combutta con il terrorismo indonesiano,
l'operazione Bojinka, sventata a Manila il 6 gennaio 1995.
Il 23 febbraio 1998, Osama è stato uno dei cinque firmatari (fra cui l'emiro
Ayman al-Zawāhirī (fondatore della Jihad islamica egiziana) di una fatwa, sorta
di editto o proclama religioso, diretta a nome del Fronte islamico mondiale
contro ebrei e crociati.
In essa si sosteneva testualmente come "uccidere gli americani ed i loro
alleati, civili e militari, fosse un dovere individuale per ogni musulmano che
possa farlo in ogni paese ove sia possibile, per giungere alla liberazione della
moschea "al Aqsa" di Gerusalemme e della santa moschea della Mecca e scacciare
le loro armate dalle terre dell'Islam".
Tutto ciò - proseguiva la fatwa - secondo le parole dell'onnipotente Allah:
combattete i pagani tutti insieme come essi combattono voi tutti insieme,
combatteteli fino a quando non ci saranno più tumulti od oppressioni e fintanto
che non prevalga la giustizia e la fede in Allah". (nota: vedi qui il testo
originale)
Il presidente americano
Bill Clinton ordinò il congelamento di ogni bene di bin
Laden ma nulla fu trovato. Contestualmente autorizzò la sua cattura e, se
necessario, la sua uccisione, come nel caso del fallito lancio di missili Cruise
- un tipo di missile da crociera - contro la sua presunta base nell'agosto 1998.
Posta sul capo di bin Laden una taglia di 25 milioni di dollari, per chiunque
avesse fornito informazioni alla sua cattura, gli USA convinsero nel 1999 le
Nazioni Unite a imporre sanzioni contro l'Afghanistan nel tentativo di forzare
il regime talebano a estradarlo.
Colpo al "cuore dell'America"
Bin Laden non ha mai ammesso un suo diretto coinvolgimento negli atti
terroristici dell' 11 settembre 2001, fino al famoso videotape, la cui
autenticità è sottoposta ad ampie e fondate contestazioni, mandato in onda dalla
Tv Al Jazeera il 29 ottobre 2004, pochi giorni prima le elezioni americane. In
precedenza non aveva comunque mancato di definire più volte gli Stati Uniti un
paese ostile all'Islam e un nemico dichiarato da combattere con ogni mezzo in
nome del Jihad. Fra le registrazioni video, effettuate presumibilmente in
Afghanistan e diffuse nei giorni immediatamente successivi dall'emittente del
Qatar al-Jazīra, una in particolare aveva mostrato lo stesso Osama parlare
dell'attentato in termini che - secondo gli analisti dei Servizi Segreti USA -
lasciavano pochi dubbi su una sua partecipazione al piano d'attacco.
Sulle montagne di Tora Bora
L'ultima localizzazione ufficiale di bin Laden risale al 2001 e riferisce della
sua posizione nella zona di Kandahar, Afghanistan. Dopo l'attacco dell'11
settembre gli USA chiesero al governo dei Taleban l'estradizione di bin Laden,
senza ottenerla. Questo rifiuto fu uno dei motivi riportati dalle fonti
ufficiali statunitensi per il successivo attacco militare all'Afghanistan in cui
lo stesso governo talebano fu rovesciato. I tentativi di trovare e catturare
Osama da parte dei contingenti militari americani in azione in Afghanistan non
ebbero successo, nonostante massicci attacchi aerei compiuti nell'area di
confine tra Afghanistan e Pakistan, in special modo nella zona montuosa ricca di
grotte di Tora Bora, nella quale si riteneva che il capo di al-Qā’ida potesse
essersi nascosto.
Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che bin Laden possa essere rimasto ucciso in quei
raid o che sia morto per cause naturali a causa delle sue precarie condizioni di
salute. Di certo che l'ultima volta che è stato visto - secondo testimonianze
certe - risale al 2001. Sebbene sia stato ufficialmente ripudiato dalla sua
famiglia, si ritiene che continui a ricevere da essa sostentamento finanziario.
Ricercato n. 1 dell'FBI
Osama bin Laden figura al primo posto nella lista delle persone ricercate in
ogni parte del mondo dal FBI. La sua esatta ubicazione rimane tuttora
sconosciuta anche se si ritiene che il luogo ove potrebbe essere rifugiato,
assieme ad alcuni suoi fedeli collaboratori, sia localizzato nelle zone montuose
al confine tra Afghanistan e Pakistan.
Sempre secondo l'FBI, bin Laden è responsabile anche degli attentati compiuti
contro le ambasciate degli Stati Uniti a Dar es Salaam (Tanzania) e Nairobi
(Kenya) che causarono la morte di oltre duecento persone e di altri attacchi
terroristici in varie parti del mondo.
L'FBI, tuttavia ancora oggi non ricerca Bin Laden per gli eventi dell'11
settembre 2001, in quanto non ci sono "Hard proofs", prove ben solide, anzi,
nella sua scheda di ricercato dell' 11/9 non si accenna neppure. |
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